Philesturnus carunculatus
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Sellarossa del'Isola del Nord |
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| Stato di conservazione | |||
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| Classificazione scientifica | |||
| Dominio | Eukaryota | ||
| Regno | Animalia | ||
| Phylum | Chordata | ||
| Classe | Aves | ||
| Ordine | Passeriformes | ||
| Famiglia | Callaeidae | ||
| Genere | Philesturnus Geoffroy Saint-Hilaire, 1832 |
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| Specie | P. carunculatus | ||
| Nomenclatura binomiale | |||
| Philesturnus carunculatus (Gmelin, 1789) |
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| Sinonimi | |||
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Creadion carunculatus |
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Il sellarossa (Philesturnus carunculatus Gmelin, 1789), Tieke in lingua māori, è un raro uccello della Nuova Zelanda in pericolo di estinzione; appartiene alla famiglia dei Calleidi. Di colore nero lucente, presenta sul dorso una sella di colore castano. La sua famiglia comprende anche le due sottospecie di kokako (una per ogni isola principale) e l'ormai estinto huia. Tutte le specie di questa famiglia presentano appendici carnose su ogni lato del becco, note come «bargigli». Nel caso del sellarossa, sono di colore rosso vivo.
Indice |
Tassonomia [modifica]
Il sellarossa venne descritto per la prima volta dal naturalista tedesco Johann Friedrich Gmelin nel 1789. Deve il nome comune alla caratteristica zona marrone sul dorso che ricorda una sella. Il nome maori, Tieke, deriva da uno dei particolari richiami che emette: ti-e-ke-ke-ke-ke.
Ne esistono due sottospecie:
- Sellarossa dell'Isola del Nord — Philesturnus carunculatus rufusater
- Sellarossa dell'Isola del Sud — Philesturnus carunculatus carunculatus
Si ritiene che il sellarossa sia una delle ultime specie rimaste dei primi Passeriformi che colonizzarono la Nuova Zelanda. È una delle tre specie di Calleidi: le altre due sono l'estinto huia e il kokako, in pericolo di estinzione. Sembra che i Calleidi non abbiano parenti stretti, eccetto l'uccello chirurgo, e le loro relazioni tassonomiche con gli altri uccelli sono ancora da determinare[2].
Biologia [modifica]
Il sellarossa è il più grande uccello insettivoro arboricolo delle foreste della Nuova Zelanda: può raggiungere i 25 cm di lunghezza e i 75 grammi di peso (dimensioni di poco superiori a quelle del merlo comune). Stacca via pezzi di corteccia dai tronchi degli alberi per scovare gli insetti che vi stanno sotto, che vengono raccolti con il becco, corto, robusto e insolitamente forte, ma può anche nutrirsi al suolo, tra il fogliame caduto. In natura la sua dieta non è rigidamente insettivora e alcuni esemplari sono stati visti anche mangiare frutta e suggere il nettare. Come il kokako, suo stretto parente, il sellarossa non è un buon volatore e preferisce saltare da un ramo all'altro, ma è in grado anche di volare rumorosamente per brevi distanze. Uccello territoriale, il sellarossa mostra un comportamento antagonistico nei confronti dei suoi simili, strutturato in tre livelli di intensità: per prima cosa, canta sempre all'alba per marcare il proprio territorio, poi esibisce atteggiamenti di minaccia, che possono essere costituiti da ondeggiamenti del capo, sventolii della coda e gorgheggi (sempre effettuati con i bargigli dilatati), e infine diviene così aggressivo da combattere con gli intrusi cercando di aggrapparsi col becco ai loro bargigli.
Il sellarossa è noto per essere chiassoso e privo di paura e con il suo comportamento entusiasmò varie volte i naturalisti europei del XIX secolo. Costruisce il nido tra le epifite, le corone delle felci arboree o nelle cavità dei tronchi d'albero.
Ha la tendenza a nidificare vicino al suolo; i piccoli, così, possono lasciare il nido saltando giù da esso in maniera piuttosto rumorosa, mentre attendono che le loro ali diventino più robuste.
Il sellarossa e l'uomo [modifica]
Cultura popolare [modifica]
In passato il sellarossa ha giocato un ruolo importante nel mondo delle superstizioni maori; il suo richiamo era visto di buon auspicio quando proveniva da destra, ma di cattivo se proveniva da sinistra. La sua natura sfrontata si riflette nella leggenda maori che racconta di come acquisì la caratteristica sella di colore castano. Appena terminata la sua battaglia per imprigionare il Sole, un assetato Māui (un semi-dio del folklore maori) chiese al Tieke di portargli dell'acqua. L'uccello rispose sgarbatamente di non aver udito la sua richiesta, al che Māui, adirandosi, lo afferrò con la mano ancora infuocata, lasciandogli una perenne bruciatura marrone sul dorso.
Conservazione [modifica]
Il suo comportamento riproduttivo (con il nido costruito vicino al suolo e i piccoli che saltellano rumorosamente sul terreno intorno) rende il sellarossa molto vulnerabile alla predazione da parte dei mammiferi introdotti, come Mustelidi e ratti bruni e neri. Infatti entrambe le sottospecie scomparvero rapidamente dalle isole principali della Nuova Zelanda. Agli inizi del XX secolo erano tutte e due rispettivamente confinate su due isolette agli angoli opposti del Paese: l'Isola di Hen al largo dell'Isola del Nord e, all'estremo sud, l'Isola di Capo Big South, al largo dell'Isola di Stewart (Rakiura).
Nel 1963 i ratti arrivarono sull'Isola di Capo Big South, giungendovi accidentalmente dopo essere fuggiti dalle imbarcazioni dei cacciatori di piccoli di procellaria. Soltanto una rapida operazione di soccorso condotta dal Servizio della Natura della Nuova Zelanda (l'attuale Dipartimento della Conservazione della Nuova Zelanda) riuscì a salvare la sottospecie dai denti dei ratti, che ben presto condannarono all'estinzione le popolazioni locali di beccaccino subantartico, scricciolo del bush e pipistrello codacorta maggiore. Oggi, grazie all'accurata gestione del Dipartimento della Conservazione, la popolazione di sellarossa dell'Isola del Sud supera i 700 esemplari, diffusi su 11 isolette, tutti discendenti dei 36 uccelli trasferiti dall'Isola di Capo Big South. Il sellarossa dell'Isola del Nord ha beneficiato di molte reintroduzioni e ora vive su un gran numero di isole al largo della costa; nel 2002 una colonia nidificante è stata inserita con successo nel Santuario Naturale di Karori, a Wellington, nell'Isola del Nord, da dove la specie era scomparsa 100 anni prima.
Il salvataggio del sellarossa è considerato uno dei maggiori successi nella storia della conservazione della Nuova Zelanda.
Note [modifica]
- ^ BirdLife International 2008. Philesturnus carunculatus. In: IUCN 2012. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2012.2
- ^ Ewen, John G (2006). (fulltext) Systematic affinities of two enigmatic New Zealand passerines of high conservation priority, the hihi or stitchbird Notiomystis cincta and the kokako Callaeas cinerea'. Molecular Phylogenetics and Evolution 40 (1): 281–84. DOI:10.1016/j.ympev.2006.01.026. PMID 16527495.
Bibliografia [modifica]
- BirdLife Species Factsheet
- "Wild South: Saving New Zealand's endangered birds"- Rod Morris and Hal smith, Random house NZ limited, 1995.
- "Nature guide to the New Zealand forest"- John Dawson, Rob Lucas, Godwit, 2000
- "Collins handguide to the birds of New Zealand"-Chloe Talbot kelly, Collins, 1982.
- DoC information page on the Tieke/Saddleback: http://www.doc.govt.nz/conservation/native-animals/birds/land-birds/saddleback-tieke/
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Philesturnus carunculatus
Wikispecies contiene informazioni su Philesturnus carunculatus
Collegamenti esterni [modifica]
- DOC information page on Saddlebacks: http://www.doc.govt.nz/conservation/native-animals/birds/land-birds/saddleback-tieke/
- TerraNature page on Saddlebacks: http://terranature.org/saddleback.htm
- http://www.sanctuary.org.nz