Callaeidae

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Calleidi
Huia Buller.jpg
Huia (Heteralocha acutirostris)
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Passeriformes
Sottordine Oscines
Infraordine Passerida
Superfamiglia Callaeoidea
Famiglia Callaeidae
Sundevall, 1836
Sinonimi

Callaeatidae

Generi

I Calleidi (Callaeidae Sundevall, 1836) sono una famiglia di uccelli dell'ordine dei Passeriformi, diffusi in Nuova Zelanda.[1]

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia comprende 3 generi e 5 specie:[1]

Le relazioni filogenetiche dei Calleidi con le altre famiglie dell'infraordine Passerida devono ancora essere chiarite; le conoscenze atuali consentono soltanto di stabilire una stretta affinità con l'uccello chirurgo della Nuova Zelanda (Notiomystis cincta)[2][3].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Kokako dell'Isola del Nord (Callaeas wilsoni).

I calleidi hanno ali arrotondate, lunghe code, zampe robuste, lunghi artigli posteriori e bargigli generalmente arancione, ai lati del becco.

L'huia, un calleide estinto, era più insolito: il maschio e la femmina avevano il becco di forma diversa. Il loro piumaggio era tuttavia simile, nero brillante con una striscia bianca attraverso la punta della coda.
Il kokako ha un becco robusto e ricurvo, ed è lungo 35–40 cm, un po' più piccolo dell'huia. Il piumaggio è grigio-bluastro, con una striscia nera vellutata fra gli occhi e sopra il becco; il kokako dell'Isola del Nord ha bargigli color blu brillante, mentre quello dell'Isola del Sud ha bargigli color arancione con la base blu.
Il calleide caruncolato è lungo 25 cm, con piumaggio nero brillante, tranne una «bisaccia» castana sul dorso.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

I calleidi vivono nelle foreste primitive della Nuova Zelanda. Il taglio di queste foreste è una delle ragioni principali della loro diminuzione e il kokako è ormai limitato alle foreste vergini o solo leggermente alterate. I predatori introdotti sono un altro fattore importante; il sellarossa sopravvive solo laddove i topi o gli altri predatori mammiferi non sono riusciti a diffondersi. All'inizio degli anni sessanta, tuttavia, topi di bastimento, presero terra alle Isole di Capo Big South. Fu istituita un'operazione di soccorso per salvare gli uccelli minacciati, e circa 60 sellarossa furono catturati e trasportati in altre isole. A nord i sellarossa sono stati trasferiti dall'Isola di Hen, e praticamente, sono ora limitati ad altre riserve, compresa la Riserva di Monte Bruce, vicino a Wellington.

I calleidi sono molto attivi ma volano raramente, e passano la maggior parte del loro tempo alla ricerca di cibo nel sottobosco. Prima che divenissero così rari, i sellarossa vivevano in stormi, richiamandosi l'un l'altro con aspri stridii. Il kokako non ha paura dell'uomo. Fa parte di una delle molte specie dette uccelli campana per il loro canto simile al suono di una campana e chiaro anche da lontano.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Il cibo del kokako è costituito principalmente da frutta e foglie, ma esso mangia anche piccoli invertebrati della terra, che costituiscono la maggior parte del cibo del sellarossa. Questi uccelli a volte tengono il cibo con una zampa e lo strappano con il becco. Il sellarossa segue schiere di altri uccellini allo scopo evidente di prendere gli insetti che essi disturbano.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Il sellarossa probabilmente si accoppia a titolo definitivo. Al di fuori della stagione degli amori esso vive in gruppo, ma in primavera ogni coppia occupa un territorio[4]. Il maschio spesso si esibisce davanti alla femmina con inchini, gorgheggi e gonfiando i bargigli. I bargigli sono più grandi nel maschio che nella femmina, e raggiungono le maggiori dimensioni durante la stagione degli amori.

Il nido è un'ampia coppa di ramoscelli, foglie e felci morbidamente intrecciati; è posto spesso in un albero cavo, nelle crepe delle rocce, o fra il denso fogliame del suolo. Le due o tre uova deposte sono covate dalla femmina per tre settimane o più. Entrambi i genitori nutrono i piccoli. I piccoli sellarossa dell'Isola del Nord assomigliano all'uccello adulto ma sull'Isola del Sud hanno un piumaggio marrone scuro per il primo anno di vita. Un tempo si pensava che fossero una specie diversa.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

L'huia era conosciuto dagli europei solo nella parte meridionale dell'Isola del Nord. Gli altri calleidi erano diffusi una volta su entrambe le isole, ma ora il sellarossa è limitato all'Isola di Hen al nord, alle Isole di Capo Big South a sud e a poche altre isole, dove è stato introdotto di recente nel tentativo di preservarlo.

Quando gli europei arrivarono in Nuova Zelanda, la diffusione dell'huia era già limitata alle regioni montagnose della zona meridionale dell'Isola del Nord. I maori li prendevano in trappola, attirandoli con l'imitazione dei loro richiami, per carpirne le penne della coda, molto ricercate come ornamento per cappelli. Le collezioni dei maori esistevano già da molti anni quando gli europei cominciarono a collezionare l'huia per i musei. È poco probabile che questi due tipi di raccolta possano aver diminuito seriamente il loro numero, e la sparizione dell'huia, che risale al 1907, è piuttosto da attribuire ai predatori introdotti e all'abbattimento delle foreste.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Callaeidae in IOC World Bird Names (ver 4.2), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato il 6 maggio 2014.
  2. ^ Ewen JG, Flux I & Ericson PGP, Systematic affinities of two enigmatic New Zealand passerines of high conservation priority, the hihi or stitchbird Notiomystis cincta and the kokako Callaeas cinerea in Molecular Phylogenetics and Evolution, vol. 40, nº 1, 2006, pp. 281–284. DOI: 10.1016/j.ympev.2006.01.026
  3. ^ Driskell AC, L Christidis, BJ Gill, WE Boles, FK Barker & NW Longmore, A new endemic family of New Zealand passerine birds: adding heat to a biodiversity hotspot in Australian J. Zool., vol. 55, 2007, pp. 73-78.
  4. ^ Lindsey, Terence, Encyclopaedia of Animals: Birds, a cura di Forshaw, Joseph, London, Merehurst Press, 1991, p. 225, ISBN 1-85391-186-0.

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