Paolo Anesi

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Veduta di Ponte Sisto
Veduta di Tivoli e della campagna romana. Olio su tela, 22,5 x 18 cm. Collezione M (Collezione Privata)
Veduta della campagna romana. Olio su tela, 22,5 x 18 cm. Collezione M (Collezione Privata)
Clavicembalo decorato da Paolo Anesi, 197,5 x 101,5 x 74 cm. Collezione M (Collezione Privata)

Paolo Anesi (Roma, 9 luglio 1697Roma, 1773) è stato un pittore e incisore italiano del periodo rococò.

Biografia e opere[modifica | modifica sorgente]

Paolo Anesi nacque probabilmente a Roma, anche se taluni lo vogliono nato a Firenze dove i primi anni tenne bottega[1] . Ma la maggior parte della vita visse a Roma dove lavorò come pittore vedutista, il maggior pittore romano di questo stile settecentesco.

Studiò con Giuseppe Bartolomeo Chiari e, in seguito, nella bottega di Bernardino Fergioni. Meno credibili le frequentazioni delle botteghe di Andrea Locatelli, anche se questo potrebbe spiegare la sua opera di riunista e vedutista, e Sebastiano Conca. Influenzato dai bamboccianti declinò lo stile bizzarro di questi pittori del Seicento ad una visione più arcadica e settecentesca. Molti suoi paesaggi furono comprati da stranieri, per la maggior parte inglesi, che amarono questa tipologia di stile dal Canaletto a Zuccarelli. Molti pittori italiani trovarono fortuna presso i collezionisti stranieri in particolare coloro che dipingevano quadri di piccole dimensioni facilmente trasportabili.[2]

I suoi Capricci con rovine del Foro anticipano Marco Ricci e ricordano i medesimi soggetti di Giovanni Paolo Pannini.

Nel 1757 divenne membro dell'Accademia dei Virtuosi al Pantheon. Celebri e celebrati i suoi affreschi di paesaggi di Villa Albani del 1761.

« La camera, divisa in vari compartimenti, presenta come sfondo di ciascuno di essi e nei sovrapporti de' paesi dipinti da Paolo Anesi, che v'introdusse alcune delle celebri mine d'antichi edifici »
(La Villa Albani descritta di Carlo Fèa 1869)

Famosi anche quelli di Palazzo Sergardi a Siena.[3] e quelli della Villa Doria Pamphilj e Villa Chigi sempre a Roma. Suoi dipinti di paesaggio sono presenti nelle Galleria Doria Pamphilj, Galleria Corsini e Galleria Pallavicini a Roma; mentre una serie di quattro paesaggi romani si trovano nella collezione del Museo diocesano di Milano[1], nonché un gruppo di otto quadri inviati a Torino tra il 1731 - 1732, acquistati dal marchese D'Ormea tramite l'ambasciatore di Sardegna a Roma.[4]

Giudizi dei contemporanei[modifica | modifica sorgente]

Il suo allievo più celebre fu Francesco Zuccarelli, anche se va citato Paolo Monaldi che erediterà il titolo di migliori vedutista romano della generazione successiva, ed è per merito di Zuccarelli se Anesi, ormai dimenticato dopo l'affermazione del neoclassico, viene benignamente liquidato con poche righe nella Storia pittorica dell'Abate Lanzi.

« Molti quadri di vedute campestri sono per Firenze dipinte da Paolo Anesi, e ve n'è copie anche in Roma. Da questo fu incamminato nell'arte Francesco Zuccherelli nato in Pitigliano nel secondo anno di questo secolo. »
(Luigi Lanzi, Storia pittorica della Italia, dal risorgimento delle belle arti fin presso al fine del XVIII. secolo)

E il Rosini nella sua Storia della pittura italiana esposta coi monumenti (1839) non esita a definirlo: "pittor mediocre".

Anesi fu famoso anche come incisore infatti pubblicò il tomo Varie vedute inventate ed intagliate da Paolo Anesi Rom. Dedicate all'E.Mo e R.mo Signor Cardinale Giuseppe Renato Imperiali, anno 1725.[5].

Morì a Roma nel 1773 in condizioni di estrema povertà.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vincenzo Batelli, Il costume antico e moderno o storia del governo, della milizia, della religione, delle arti, scienze ed usanze di tutti i popoli antichi e moderni, provata coi monumenti dell'antichità e rappresentata cogli analoghi disegni, vol. 8 1832 p. 29
  2. ^ Many of his works are known to ended up in English private collections. [Molti dei suoi lavori conosciuti sono finiti nella collezioni private inglesi], Rome in the Age of Enlightenment: The Post-Tridentine Syndrome and the Ancien Régime di Hanns Gross, 2004, p.351.
  3. ^ Giovacchino Faluschi, Breve relazione delle cose notabili della cittla di Siena ampliata (1815) p. 153
  4. ^ Vittorio Amedeo Cignaroli: un paesaggista alla corte dei Savoia e la sua epoca a cura di Alberto Cottino, Editore Omega arte, 2001, p.27
  5. ^ Luigi Salerno, I pittori di vedute in Italia (1580-1830), U. Bozzi, 1991

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A. Busiri Vici, Roma, trittico paesistico romano del Settecento. Paolo Anesi, Paolo Monaldi, Alessio De Marchis, Roma 1976.
  • Statuto della insigne artistica Congregazione de'virtuosi al Pantheon, Congregazione de'Virtuosi al Pantheon, 1839.
  • Olivier Michel, Vivre et peindre à Rome au XVIIIe siècle, Editore École française de Rome, 1996.
  • Carla Benocci, Francesco Nicoletti e Paolo Anesi a Villa Doria Pamphilj (1748-1758) in Carlo Marchionni: architettura, decorazione e scenografia contemporanea, Multigrafica, Roma, 1988.
  • Marco Chiarini, Vedute romane, Gabinetto nazionale delle stampe, De Luca, 1971.
  • Luigi Salerno, Pittori di paesaggio del Seicento a Roma, U. Bozzi, 1980.
  • Rezio Buscaroli, La pittura di paesaggio in Italia, Mareggiani, 1935.
  • G. e O. Michel, Recherches biographiques sur Paolo Anesi, in "Miscellanea della Società Romana di storia patria", t. 23, 1973.

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