Palazzo Pompei

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Coordinate: 45°26′18.34″N 11°00′08.31″E / 45.438428°N 11.002308°E45.438428; 11.002308

Facciata di palazzo Pompei.

Palazzo Pompei è un palazzo rinascimentale di Verona del XVI secolo opera del celebre architetto Michele Sanmicheli, che si trova tra la porta Vittoria e il ponte Navi, in Lungadige Porta Vittoria n.9.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Questo celebre palazzo rinascimentale, fu costruito dal 1535 al 1540 dalla famiglia signorile Lavezzola, che aveva affidato il progetto al famoso architetto Michele Sanmicheli. Nel 1579 il palazzo venne poi comprato dalla famiglia Pompei e fu residenza signorile di questa famiglia per circa due secoli. Nel 1833 l'edificio fu donato dai proprietari, con l'estinguersi della casata, al comune di Verona, che acquisì poi dal 1858 al 1874 gli edifici adiacenti fra cui l'adiacente palazzo Carlotti.

Da fine '800 agli inizi del '900 si ebbe una radicale ristrutturazione nella quale gli spazi del Palazzo Rinascimentale furono accorpato con gli edifici adiacenti in modo da creare la sede del museo civico di storia naturale. Già prima di diventare sede del museo, il palazzo ospitava una collezione privata dei proprietari, con una grande raccolta di stampe e dipinti, oggi esposti al museo di Castelvecchio.

Disegno raffigurante la facciata.

Aspetti stilistici[modifica | modifica sorgente]

Il palazzo mostra una facciata semplice ma elegante, con due piani: il piano terra di ordine rustico con il bugnato in pietra, e quello superiore con gli elementi stilistici dell'ordine dorico. Agli angoli si trovano due pilastri, e tra di essi otto colonne scanalate, fra cui sono presenti delle finestre. Il materiale utilizzato per la costruzione è tutto proveniente dal veronese. La porta d'ingresso, costruita ad arco, presentava sopra la chiave di volta uno scudo, su cui probabilmente era raffigurato lo stemma di famiglia.

All'interno l’asse centrale divide in due parti simmetriche la pianta dell'edificio, che è composta anche di un cortile quadrato tutto circondato da un colonnato rinascimentale. Al cortile colonnato si giunge da un vestibolo di ingresso, alla cui sinistra si trova una scala monumentale che porta al piano nobile.

Dopo la costruzione eseguita dal Sanmicheli alcuni interventi furono eseguiti anche dal proprietario Alessandro Pompei, architetto che ha lavorato molto a Verona, che arredò il palazzo con marmi veronesi. Egli è famoso per il suo stile neoclassico e nel 1735 fece stampare a Verona un trattato sugli stili architettonici disegnati da Michele Sanmicheli[1]

L'edificio presenta oggi al suo interno il percoso di visita del museo civico di storia naturale, una ampia sala conferenze, i depositi delle preziose collezioni naturalistiche veronesi (famose in tutto il mondo, fra cui la collezione dei fossili di Bolca) e gli uffici direttivi del Museo di Storia Naturale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ si tratta del Trattato su li cinque ordini dell'architettura civile di Michele Sanmicheli con descrizione e disegni degli ordini architettonici classici, che fu stampato a Verona nel 1735.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • T. Lenotti, Palazzi di Verona, Verona, Vita veronese, 1964.
  • F. Dal Forno, Case e palazzi di Verona, Verona, Banca popolare di Verona, 1973.
  • AA. VV., Miti, mostri, musei: oggetti, uomini, idee nelle scienze naturali a Verona dal Cinquecento a oggi, Verona, 1990.
  • D. Zumiani, Città d'armi, di commercio, di nobili dimore, Verona, Euronobel, 1991.
  • G. Vesentini Paiotta, Guida al Museo civico di storia naturale di Verona, Vago di Lavagno, La Grafica, 1993.
  • P. Floder Reitter, Case palazzi e ville di Verona e provincia, Verona, I.E.T. edizioni, 1997.
  • Notiziario BPV. Numero 1, anno 1997.
  • G. Forti, La scena urbana: strade e palazzi di Verona e provincia, Verona, Athesis, 2000.
  • M. Luciolli, Passeggiando tra i palazzi di Verona, Garda, 2003.
  • S. Ruffo e E. Curi, Il Museo civico di storia naturale di Verona: dal 1862 ad oggi, Venezia, Marsilio, 2005.

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