Palazzo Gianni-Lucchesini-Vegni

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Coordinate: 43°45′51.52″N 11°15′36.55″E / 43.764311°N 11.260153°E43.764311; 11.260153

Palazzo Gianni-Lucchesini-Vegni

Il Palazzo Gianni-Lucchesini-Vegni si trova in via San Niccolò 91-95 a Firenze.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La configurazione attuale di questo palazzo è dovuta all'unione di altri edifici del Trecento, grazie ad interventi strutturali che si sono succeduti negli anni. Il nucleo più antico è una casa-torre duecentesca che nel 1584 presentava ancora la merlatura a coronamento, come testimonia in quell'anno la pianta di Stefano Bonsignori che si trova oggi al Museo di Firenze com'era. Apparteneva ai Gianni, famiglia originaria di Bisticci vicino a Quarrata. Il cortile mantiene ancora oggi l'aspetto trecentesco.

Il palazzo venne fatto sistemare una prima volta, unendo vari edifici, da Gherardino Gianni, saggiatore delle monete per conto del Re di Napoli, che affidò l'incarico a vari architetti tra il 1611 e il 1658. Di quell'intervento oggi resta lo scalone, realizzato verso il 1624 da Giulio Parigi. Nel 1683 Pierfrancesco Silvani realizzò nove camerini su due piani verso il lato est. Alla fine del secolo vi lavorò anche Antonio Maria Ferri, che realizzò la loggia prospettante sul giardino interno, con una terrazza soprastante, e la galleria.

La Galleria

All'inizio del Settecento l'architetto Rodolfo Giannozzi creò un giardino all'italiana con una grotticina artificiale ancora esistente ma in completo degrado. Dal giardino vennero creati una serie di sentieri e percorsi decorati da statue e terrazze panoramiche verso la collina di Montecucco.

Il palazzo venne venduto una prima volta durante il periodo del Regno d'Etruria a Vittoria Daddi, moglie del Marchese Bourbon di Sorbello, poi nel 1828 venne acquistato dai Lucchesini, che incaricarono l'architetto Giuseppe Martelli di riammodernare l'intero edificio, dandogli l'aspetto odierno. Egli ridisegnò soprattutto gli ambienti interni, facendo decorare le sale da affrescatori e stuccatori, con pavimenti alla veneziana. Il giardino venne ricreato secondo un disegno all'inglese.

Nel 1860 divenne proprietario del palazzo Angelo Vegni, il quale fece realizzare una sopraelevazione del piano di calpestio del palazzo, fece abbattere l'antica merlatura e fece ricostruire la facciata secondo il sobrio stile che si vede ancora oggi.

Nel 1920 il palazzo venne acquistato dall'ente morale Italica Gens, che lo divise in appartamenti e lo diede in affitto, mentre una parte accolse un collegio gestito da suore le quali trasformarono la galleria seicentesca al primo piano in una cappella.

Nel 1980 venne poi comprato dal Comune di Firenze il quale lo cedette in comodato all'Università di Firenze dal 1986, ad eccezione del giardino e di alcuni ambienti dati in uso ad una scuola materna tuttora esistente. Ospita adesso il Dipartimento di Tecnologie dell'Architettura e Design "Pierluigi Spadolini".

In questo palazzo visse come esule il regista russo Andrej Tarkovskij, in un'abitazione donata dal Comune di Firenze. Un targa posta nel 2006 ricorda questo illustre ospite.

Architettura[modifica | modifica sorgente]

Gli affreschi e le travi dipinte del Trecento

L'interno del palazzo riflette la sua storia complessa e i numerosissimi interventi stratificati: scale interrotte, porte tamponate e decorazioni inserite in contesti completamente alterati.

Non mancano però ambienti di grande pregio, come la loggia del giardino e il ballatoio, decorati da affreschi ottocenteschi, lo scalone e gli ambienti del piano nobile, tra i quali spicca la galleria, affrescata da Alessandro Gherardini con figure allegoriche (Fertilità e Abbondanza) e episodi della Storia della Famiglia Medici, in particolare legati alla figura della Regina di Francia Maria de' Medici.

Ai piani superiori sono state trovate tracce di affreschi trecenteschi, con parati e stoffe dipinte, mentre i soffiti hanno suggestive coperture a travi dipinte o a cassettoni. Nella sala del ballatoio è stata anche trovata una Madonna con Bambino trecentesca affrescata da un artista non professionista con un semplice aspetto devozionale. Anche un grande camino in una sala vicina dovrebbe risalire al XIV secolo.

La famiglia dei Gianni[modifica | modifica sorgente]

I primi proprietari furono i Gianni e di essi si ha memoria nella Chiesa di San Niccolò Oltrarno. Infatti, a sinistra dell'abside, c'è la Cappella Gianni, nella cui parete si vede il cenotafio di Astorre Gianni, Commissario della Repubblica fiorentina nella guerra contro Lucca (1429), insieme a Rinaldo degli Albizi.[1] Un altro appartenente alla famiglia Gianni fu Ruggero, gonfaloniere di giustizia della Repubblica fiorentina.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Francesco Lumachi, Firenze, nuova guida illustrata storica-artistica-aneddotica della città e dintorni, Firenze, Società Editrice Fiorentina, 1929

Altre immagini[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sandra Carlini, Lara Mercanti, Giovanni Straffi, I Palazzi parte seconda. Arte e storia degli edifici civili di Firenze, Alinea, Firenze 2004.
  • Vedi anche la bibliografia su Firenze.

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