Otiorhynchus
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Otiorhynchus sp. |
| Classificazione scientifica |
Otiorhynchus GERMAR, 1822, è un genere di Coleotteri Curculionidi comprendente oltre 1000 specie diffuse soprattutto nella regione Paleartica, note con il nome comune di oziorrinchi. Sia le larve che gli adulti sono fitofagi.
Indice |
[modifica] Morfologia
L'adulto ha un capo allungato a forma di rostro, un torace di forma sferica o emisferica, ed un addome di forma ovale o emisferica, appuntito o mucronato all'apice. La superficie del corpo, di solito nera o bruna opaca, può essere punteggiata o rugosa, ricoperta di pubescenza o di piccole squame chiare, che talvolta presentano riflessi metallici verdi o cuprei. La lunghezza varia da 5 a 18 mm, ma la maggior parte delle specie sono lunghe circa 1 cm.
Le larve, lunghe all'incirca come i rispettivi adulti, presentano una tipica forma a "C", sono bianche, carnose, prive di zampe e con un capo sclerificato di colore rosso pallido.
[modifica] Abitudini
L'oziorrinco è un animale generalmente notturno. Gli adulti di questo coleottero escono al crepuscolo dal loro rifugio sotterraneo e si arrampicano sul fusto della pianta da loro attaccata per raggiungere le foglie più giovani e e cibarsene. Tornano poi sottoterra all'alba. Le larve vivono invece sottoterra e si nutrono delle radici, risultando dannose ad un gran numero di piante.
La maggior parte delle specie non ha importanza economica, ma alcune possono essere dannose alla piante coltivate dall'uomo.
Gli oziorrinchi compaiono prevalentemente nel periodo estivo e pre-autunnale specialmente da maggio a ottobre.
[modifica] Sintomi
Gli adulti provocano erosioni a forma di mezzaluna sui margini delle foglie,limitando la superficie che la pianta ha a disposizione per la fotosintesi ed anche la crescita, in quanto compromettono la chioma.
Le larve sono dannose ai tuberi, alle radici e alla base dei fusti delle piante, che scavano in profondità, talvolta provocandone la morte.
[modifica] Rimedi
La lotta agli oziorrinchi non è facile a causa della loro mobilità. Un rimedio su piccola scala può essere la raccolta a mano e la distruzione degli adulti (di notte) e delle larve.
Fra i mezzi biologici si possono impiegare i formulati a base di nematodi (Steinernema e Heterorhabditis spp.), mentre con i mezzi chimici, spesso poco efficaci, si deve ricorrere al trattamento con insetticidi che agiscono genericamente per contatto ed ingestione contro gli insetti ad apparato boccale masticatore.

