Osservatorio astronomico di Torino

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Coordinate: 45°02′28.5″N 7°45′54.58″E / 45.04125°N 7.76516°E45.04125; 7.76516

Uno degli storici edifici dell'osservatorio

L'Osservatorio astronomico di Torino (a volte riportato come Osservatorio astronomico di Pino Torinese) è un osservatorio astronomico sito a Pino Torinese in provincia di Torino.

La storia dell'osservatorio astronomico inizia nel 1822 con l'astronomo Giovanni Plana, che dal Palazzo dell'Accademia delle scienze di Torino trasferì i pochi strumenti a sua disposizione a Palazzo Madama, aggiungendone altri più accurati, e dando inizio ad un'attività osservativa sistematica.

Cinquant'anni dopo il direttore Alessandro Dorna fece notare che era giunto ormai il momento di trasferire l'attività al fine di migliorare la ricerca.

Infatti la sempre più illuminata e rumorosa Piazza Castello non era più il luogo adatto per l'osservazione degli astri. Per opera di Giovanni Boccardi tra il 1907 ed il 1912, l'osservatorio venne trasferito da Torino a Pino Torinese sulla collina Bric Torre Rotonda a 620 metri sul livello del mare.

Terminata la costruzione nel 1912, il complesso costò 230.000 lire (ca. 785.000 € attuali); vennero costruite due palazzine: una per la biblioteca e per l'alloggio del direttore, e l'altra per il deposito degli strumenti e per l'officina, oltre a sei padiglioni in un materiale chiamato papier-machè utile per evitare surriscaldamenti.

L'osservatorio, oltre agli strumenti trasferiti da Palazzo Madama, venne dotato di un cerchio meridiano di Bemberg strumento utilizzato per seguire il movimento degli astri, e nel 1921, grazie ad una sottoscrizione pubblica, venne acquistato anche un astrografo, grossa fotocamera per fotografare gli astri.

Con gli anni trenta i diversi direttori che si succedettero alla guida dell'osservatorio si trovarono ad affrontare numerosi problemi: inadeguatezza degli strumenti, personale poco qualificato, disinteresse delle istituzioni.

Il piano di rilancio dell'osservatorio partì solo nel 1966, con la direzione di Mario Girolamo Fracastoro, che portò ad un forte impegno nel settore dell'astrometria (con partecipazione alla proposta della missione spaziale Hipparcos).[1]

Vennero installati nuovi cannocchiali, mentre la cupola fu sopraelevata di cinque metri. Inoltre venne edificata una nuova struttura in cemento armato foderato di vetri che ospita lo strumento più prezioso dell'osservatorio: un telescopio a specchio di oltre un metro di apertura, chiamato astrometrico ed inaugurato nel 1974.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Amedeo Benedetti - Bruno Benedetti, Gli archivi della scienza. Musei e Biblioteche della Scienza e della tecnologia in Italia, Genova, Erga, 2003, p. 31.

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