Via Po
| « La più bella e la più ampia delle vie di Torino è quella di Po, da ambo i lati ornata di portici, mettente in due piazze, e guardante da un lato il vecchio Castello, dall'altro l'amena collina. » | |
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(Davide Bertolotti, Descrizione di Torino, 1840)
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Via Po è una delle vie principali di Torino, colleganti Piazza Vittorio Veneto a Piazza Castello. Anch'essa è fiancheggiata da negozi e palazzi antichi con i portici tipici della città. La vIa ospita la maggior parte delle librerie della città, nonché la sede storica dell'Università di Torino fondata nel 1404. Degno di nota è anche lo storico Caffè Fiorio, meta di intellettuali e politici per tutto l'Ottocento e ancora oggi apprezzatissimo ritrovo dei torinesi.
La via termina in quella che fino alla fine del XVIII secolo era la piazza d'armi della città e che nel 1825, dopo l'abbattimento di parte della cinta muraria e l'edificazione del Borgo Nuovo, venne intitolata piazza Vittorio Emanuele I.
Dopo la I Guerra Mondiale la piazza è stata rinominata piazza Vittorio Veneto
Indice |
[modifica] Storia
La via deve il suo nome, e la sua importanza nel passato, in quanto collega il centro cittadino con il fiume Po ed il ponte che lo attraversava dando accesso alla strada per Casale Monferrato ed il sud del Piemonte: fu inizialmente denominata Contrada del Po, e solo dal secolo successivo si iniziò a parlare di una Via Po.
La via, larga 30 metri (compresi i portici) e lunga 704, venne edificata durante la seconda espansione urbanistica di Torino, promossa grazie all'aiuto dell'architetto Amedeo di Castellamonte dal Duca Carlo Emanuele II di Savoia dal 1663 e continuata per volere dalla reggente Giovanna Battista di Savoia Nemours. La via venne rivolta verso il Po, ove fervevano i lavori di costruzione di nuovi edifici ma venne disegnata in modo non parallelo. [1] alle altre vie del centro cittadino, che possedevano ancora l'antica pianta a scacchiera romana. In seguito vennero aggiunti i portici che la caratterizzano. I lavori di costruzione vennero ultimati sotto il regno di Vittorio Amedeo II di Savoia, nel 1720, anche se mancavano ancora i porticati, fatti erigere successivamente per ordine di Vittorio Emanuele I di Savoia e che, congiunti a quelli di Piazza Castello, Via Roma e Via Pietro Micca, creano il più lungo sistema di portici presente in città.
Una particolarità: il lato sinistro della via presenta le coperture negli attraversamenti pedonali viceversa assenti sul lato destro. Il motivo di questa differenza ha origine nel fatto che il Re e il suo seguito potesse raggiungere la chiesa della Gran Madre situata oltre il ponte, percorrendo indisturbato il tragitto anche in caso di pioggia.
Durante la seconda guerra mondiale Via Po ha subito gravi danni a seguito dei bombardamenti del 1944; ad essere più colpito fu prevalentemente il lato destro della via. Tracce di questo evento sono tuttora riscontrabili, in quanto i portici del lato destro presentano tratti in cui l'originale copertura a volta è stata sostituita da una comune soletta.
[modifica] Immagini
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[modifica] Note
- ^ La causa di ciò fu la necessità di collegare il centro città con il ponte sul Po, all'epoca unico ponte esistente per varcare il fiume
[modifica] Bibliografia
- Ambienti e Figure di Torino Vecchia. Carlo Merlini. Stamperia editoriale Rattero, Torino.
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[modifica] Collegamenti esterni
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