Nysa (Asia Minore)

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Il bouleuterion di Nysa

Nysa è stata un'antica città greca e romana dell'Asia Minore, in Caria. I suoi resti si trovano nel distretto di Sultanhisar della provincia di Aydın in Turchia, sulle pendici del Malkaç Dağı (monte Messogis).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'antichità ebbe anche il nome di Athymbra (Ἄθυμβρα), che rimase nel nome degli abitanti (Athymbrianoi) ancora nel III secolo. Strabone[1] riferisce che la città era nata dal sinecismo di tre città fondate da tre fratelli, Athymbros, Athymbrados e Hydrelos. Fu chiamata anche Nysa ad Maeandrum (in riferimento al fiume Meandro. Si riteneva che la città fosse sorta nei luoghi dove Dioniso bambino era stato allevato dalle ninfe.

Fu probabilmente fondata da Antioco I Soter nel III secolo a.C. Nel I secolo a.C. era un importante centro culturale e vi studiò lo stesso Strabone, presso il geografo Aristodemo di Nysa; come centro culturale era ancora nota nel II secolo. Nel V secolo fu sede episcopale.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il "tunnel" di Nysa

La città era stata descritta da Strabone. Era divisa in due dal fiume che scorreva in una gola, superato da un ponte. Sulla riva destra sorgeva l'anfiteatro, al di sotto del quale il corso del fiume venne canalizzato in un tunnel sotterraneo. Sulla riva sinistra esistevano un teatro, il ginnasio, l'agorà e il bouleuterion.

I resti conservati, appartengono al periodo ellenistico, romano (soprattutto del II secolo) e bizantino.

Il teatro è costituito da una cavea di 35 file di gradini marmorei e poteva ospitare 12.000 spettatori: conserva i rilievi mitologici del podio del frontescena. L'antica agorà ospita il bouleuterion (chiamato gerontikon da Strabone), con cavea semicircolare di 12 file di sedili marmorei e portali decorati per l'accesso alla sala. Il ginnasio, costruito su una terrazza ebbe restauri in epoca bizantina. Si conservano inoltre i resti di un edificio interpretato come biblioteca, con nicchie sulle pareti, di terme di epoca romana e di una basilica bizantina.

Ben conservato è anche il tunnel, lungo 115 m, che consentiva il passaggio del fiume sotto l'anfiteatro.

Poco a sud si trova il sito di Acharaca (Ἀχάρακα), corrispondente all'odierno villaggio di Salavatlı, dove sorgeva un tempio dedicato a Plutone e a Persefone), che Strabone cita con il nome di Charonium (Χαρώνιον), presso una grotta da dove esalavano vapori solforosi, considerata un ingresso all'Ade. L'entrata al luogo sacro era riservata ai sacerdoti e agli ammalati, che vi restavano digiuni per più giorni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Strabone, Geografia, XIV, 1, 43-46.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Walther von Diest, Nysa ad Maeandrum, nach Forschungen und Aufnahmen in den Jahren 1907 und 1909 (Jahrbuch des Kaiserlich Deutschen Archäologischen Instituts, Erg.-Heft 10), Reimer, Berlin 1913.
  • Klaus Grewe, Ünal Özis et al., "Die antiken Flußüberbauungen von Pergamon und Nysa (Türkei)", in Antike Welt, 25, 4, 1994, pp. 348–352.
  • Vedat İdil, Nysa ve Akharaka, Istanbul 1999. ISBN 975-6934-04-2
  • Musa Kadıoğlu, "Der Opus Sectile-Boden aus dem Gerontikon-Bouleuterion von Nysa ad Maeandrum", in Asia Minor Studien, 34, 1999, pp. 175-188 (stesso articolo in lingua turca: "Menderes Nysası Bouleuterion-Gerontikon'u Opus Sectile Döşemesi”, in Türk Arkeoloji ve Etnografya Dergisi, 1, 2000, pp. 9-16).
  • Musa Kadıoğlu, "Zwei korinthische Kapitelle aus Nysa am Mäander", in: C. Özgünel, O. Bingöl, V. İdil, K. Görkay, M. Kadıoğlu (a cura di), Cevdet Bayburtluoğlu için yazılar / Essays in Honour of C. Bayburtluoğlu. Günışığında Anadolu / Anatolia in Daylight, 2001, pp. 156-161.
  • Musa Kadıoğlu, Die scaenae frons des Theaters von Nysa am Maeander (dissertazione, università di Friburgo, istituto di archeologia, relatore V. M. Strocka), 2002.
  • Musa Kadıoğlu, Philip von Rummel, "Frühbyzantinische Funde aus dem Theater von Nysa am Maeander", in Anadolu/Anatolia 24, 2003, pp.103-119.
  • Musa Kadıoğlu, Die Scaenae Frons des Theaters von Nysa am Mäander (Forschungen in Nysa am Mäander, 1), von Zabern, Mainz 2006. ISBN 3-8053-3610-1.
  • Gerhard Hiesl, Volker Michael Strocka, "Die Bibliotek von Nysa am Mäander: vorläufiger Bericht über di Kampagnen 2002-2006", in Archäologischer Anzeiger, 2006, pp.81-96.

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