Niccolò Picingli

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Niccolò Picingli (... – ...) è stato un generale bizantino.

Fu lo stratego bizantino di Bari che comandò il contingente romano orientale nella famosa Battaglia del Garigliano nel 915, durante le Guerre arabo-bizantine.

Fu nominato nel 915 dall'Imperatore di Costantinopoli per rimpiazzare Melisiano. Immediatamente egli cominciò ad operare per un'alleanza che radunasse vari principi cristiani dell'Italia meridionale per uno sforzo concertato ai fini di espellere i musulmani dal Traetto e dall'intera penisola. Godette dell'aiuto in questo suo sforzo d'una flotta bizantina messa a disposizione dall'Imperatore. Il longobardo principe Guaimaro II di Salerno e il principe di Capua e Benevento, Landolfo I, si unirono con le sue forze e insieme marciarono verso settentrione in direzione del fiume Garigliano, dove sorgeva l'insediamento musulmano del Traetto.

I signori di Gaeta e Napoli, i duchi Giovanni I di Gaeta e Gregorio IV di Napoli entrambi formalmente vassalli bizantini, risposero alla chiamata e giunsero anch'essi al suo campo per essere investiti di onorifici titoli bizantini e il duca di Gaeta e suo figlio, Docibile, col duca di Napoli e suo figlio, Giovanni, furono insigniti della dignità di patrizi.

La notevole forza così raccolta s'incontrò col papa Giovanni X, che era personalmente al comando d'un esercito di laziali e toscani, uniti già alle numerose truppe di Alberico I di Spoleto che aveva inviato le sue armate al Papa da Umbria e Marche. Tutti si scontrarono coi musulmani a giugno del 915 e la battaglia fu un completo successo dell'alleanza cristiana.

Niccolò Picingli fu rimosso dal suo posto nel 921.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • H. M. Gwatkin, J. P. Whitney (a cura di) et alii, The Cambridge Medieval History, vol. III, Cambridge University Press, 1926.