Natante

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Natante presso Filicudi, Isole Eolie

Il natante è un'unità da diporto a remi, a vela o a motore, di lunghezza dello scafo fino a 10,00 m (la vecchia distinzione di natante fino a 7,50 m se a motore e fino a 10,00 m se a vela è stata abolita nel 2003, estendendo anche per le unità a motore il limite a 10 m, tanto da essersi parlato per quest'ultime di "natantone"), misurati secondo le norme armonizzate EN/ISO/DIS 8666 e che quindi non necessita di iscrizione nei R.I.D. ex legge n. 172/2003 I natanti, come categoria di unità da diporto, esistono solo nella legislazione italiana.

Regime giuridico[modifica | modifica sorgente]

I natanti sono beni mobili non registrati.
Non hanno l'obbligo dell'iscrizione nei registri delle imbarcazioni da diporto (R.I.D.) tenuti dalle Capitanerie di Porto e dagli Uffici Circondariali Marittimi: non hanno quindi né una licenza di navigazione, né un certificato di sicurezza.
I documenti da tenere a bordo, necessari per la navigazione, sono: 1) il libretto di uso del motore che, dall'entrata in vigore del Decreto Legislativo 18 luglio 2005, n. 171(Codice della Navigazione da Diporto), è stato sostituito dalla "dichiarazione di potenza" rilasciata dal costruttore, oppure dal suo legale rappresentante o rivenditore autorizzato stabilito nell'Unione europea.
I libretti d'uso del motore già rilasciati sono tuttora validi. 2) La "dichiarazione di conformità" del costruttore, associata alla copia del "Certificato di omologazione CE" (quest'ultima obbligatoria per le categorie di progettazione A e B. Per le categorie C e D è possibile per il costruttore autocertificare la rispondenza alle norme tecniche di prodotto, senza tuttavia potere apporre la marcatura CE per il cui rilascio è necessario l'intervento di un Ente di Classifica, anche detto Organismo Notificato)

Il proprietario del natante ha comunque facoltà di iscriverlo (producendo la documentazione di cui sopra): in tal caso i natanti registrati seguono il regime giuridico delle imbarcazioni.

Limiti di navigazione[modifica | modifica sorgente]

I natanti costruiti secondo le prescrizioni tecniche della Direttiva dell'Unione Europea 94/25/CE e successive modificazioni, sono marcati CE e non hanno un limite di navigazione dalla costa, ma 4 specie di navigazione legate alle condizioni meteomarine:

  1. categoria di progettazione A: con qualsiasi condizione meteomarina;
  2. categoria di progettazione B: con vento fino a forza 8 e onde di altezza significativa fino a 4 metri (mare agitato);
  3. categoria di progettazione C: con vento fino a forza 6 e onde di altezza significativa fino a 2 metri (mare molto mosso);
  4. categoria di progettazione D: con vento fino a forza 4 e onde di altezza significativa fino a 0,30 metri[1].

Quando le condizioni meteomarine superano i limiti della categoria di progettazione, il natante ha l'obbligo di riparare nell'approdo sicuro più vicino.

I natanti non marcati CE, invece, hanno limiti di navigazione legati alla distanza dalla costa:

a) natanti denominati iole, pattini, sandolini, mosconi, pedalò, tavole a vela e natanti a vela con superficie velica non superiore a 4 metri quadrati: entro 1 miglio dalla costa;
b) moto d'acqua e mezzi similari: decide la Capitaneria di Porto, l'Ufficio Circondariale Marittimo o l'Autorità della navigazione interna competente per territorio, con apposite ordinanze (per la conduzione delle moto d'acqua e mezzi similari sono richieste la maggiore età e la patente nautica);
c) natanti omologati per la navigazione senza alcun limite o riconosciuti idonei da un organismo tecnico autorizzato o notificato: entro 12 miglia dalla costa (durante la navigazione deve essere tenuta a bordo copia del certificato di omologazione, con la relativa dichiarazione di conformità, oppure l'attestazione di idoneità dell'organismo tecnico autorizzato o notificato);
d) tutti gli altri natanti non marcati CE: entro 6 miglia dalla costa.

Si tenga presente tuttavia che la possibilità teorica di navigare senza alcun limite dalla costa e in particolare oltre le 12 miglia con un natante CE, è di fatto vanificata dalla Convenzione di Montego Bay del 1982 (entrata in vigore nel 1994) che - prevedendo la possibilità di controllo in acque internazionali anche da parte delle navi militari e comunque la necessità di identificazione certa della nazionalità dell'unità sottoposta all'eventuale controllo - richiede di esibire idonea documentazione in merito che si traduce, nella pratica, nella necessità d'immatricolazione e pertanto dell'assunzione per il natante dello "status" di imbarcazione. Ciò non di meno proprio in Italia il nuovo Codice della Navigazione, prevederebbe la possibilità per i natanti delle categorie di progettazione A e B di navigare sulla base dei limiti di dette categorie (e pertanto con limiti derivanti solo dalle condizioni meteo-marine) e quindi apparentemente in contrasto con le normative internazionali.

Noleggio e locazione[modifica | modifica sorgente]

I natanti da diporto possono essere usati per locazione o noleggio per finalità ricreative o per usi turistici di carattere locale.
La Capitaneria di Porto competente per territorio stabilisce quale patente nautica o titolo professionale siano necessari nel noleggio per fare da skipper.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Con onde occasionali di altezza massima pari a 0,5 m, ad esempio a causa di imbarcazioni di passaggio.

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