Chiesa di San Michele (Monaco di Baviera)

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Coordinate: 48°08′20.09″N 11°34′13.52″E / 48.138913°N 11.570422°E48.138913; 11.570422

Chiesa di San Michele
Michaelskirche
Facciata
Facciata
Stato Germania Germania
Land Flag of Bavaria (striped).svgBaviera
Località Muenchen Kleines Stadtwappen.svgMonaco di Baviera
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Michele Arcangelo
Diocesi Arcidiocesi di Monaco e Frisinga
Architetto Federico Sustris e altri
Stile architettonico rinascimentale, manierista e barocco
Inizio costruzione 1585
Completamento XVII secolo

La chiesa di San Michele (in tedesco: Michaelskirche) è una delle chiese più importanti di Monaco di Baviera.

Venne costruita dal duca Guglielmo V di Baviera per l'ordine dei Gesuiti. La chiesa ed il monastero adiacente erano la sede del potere cattolico oltre le Alpi. Da qui prese forma la Controriforma, la ricattolicizzazione del mondo di lingua tedesca e, in senso largo, la guerra dei trent'anni.

Nel XX secolo dal pulpito di questa chiesa il padre gesuita Rupert Mayer, oggi beato, predicò contro il regime nazista. Nonostante forti minacce ed arresti continuo nella sua lotta contro il nazismo finché non fu portato in campo di concentramento.

Storia e Architettura[modifica | modifica sorgente]

Veduta dell'interno

La costruzione iniziò nel 1585, ma dopo il crollo del campanile, il progetto subì delle modifiche strutturali. Infatti venne allargato il transetto e fu aggiunto un coro, su progetto di Federico Sustris. La chiesa è il maggior complesso religioso rinascimentale a nord delle Alpi, e, secondo lo storico Christian Norberg-Schulz, rappresenta una delle prime opere legate all'architettura della Controriforma in Germania.[1]

La facciata su tre livelli e con una doppia entrata, è un esempio di architettura manierista. Tra le colonne vi sono finestre ed una serie di nicchie che contengono le statue di signori bavaresi e imperatori, impegnati nella difesa del cristianesimo. Il piano terra è dominato dalla statua in bronzo di San Michele che uccide il diavolo; sullo scudo vi è un'immagine del Cristo Redentore, sublime opera del 1588 di Hubert Gerhard.

Due portali conducono nell'interno, sorprendentemente ampio, che, per la disposizione delle cappelle laterali lungo la navata centrale, ricorda la chiesa del Gesù di Roma. La volta a botte della navata è la più grande dopo quella della Basilica di San Pietro in Vaticano[senza fonte]. Il coro termina con un imponente altare maggiore, scenografica opera del 1586 eseguita da Wendel Dietrich, incentrato sulla pala di Christoph Schwartz, raffigurante la Caduta degli Angeli ribelli, del 1587.

Nella chiesa in una cappella laterale vengono conservati, in un cofanetto d'oro, i teschi dei santi medici Cosma e Damiano. Una volta al mese il cofanetto viene aperto per rendere visibili le reliquie e per ottenere guarigioni.

Musica[modifica | modifica sorgente]

Monumento funebre di Eugenio di Beauharnais

La chiesa fu famosa per il suo organo ed le sue rappresentazioni teatraliche religiose. Uno dei organisti e compositori più celebri operanti a San Michele era Caspar Ett.

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

La chiesa contiene il monumento funebre di Eugenio di Beauharnais, marito della figlia del re Massimiliano I, opera dello scultore Bertel Thorvaldsen. La cripta, posta sotto il coro, e una di 3 cripte monacensi dove vengono seppelliti tuttora i membri della famiglia ducale/reale Wittelsbach, tra cui:

Inoltre nella chiesa vi è sepolto il teologo della controriforma e archivescovo di Zara Minuccio Minucci.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ C. Norberg - Schulz, Architettura Barocca, Martellago (Venezia), Electa, 1998. ISBN 88-435-2461-5

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