Mario Puccini (pittore)

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Mario Puccini (Livorno, 1869Firenze, 1920) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Muove i suoi primi passi all’Accademia delle belle arti di Firenze, in compagnia di Giuseppe Pellizza da Volpedo e Plinio Nomellini, avendo come maestro Giovanni Fattori. In questo momento la sua pittura registra echi puristi di derivazione leghiana.

La permanenza in un ospedale psichiatrico (dal 1893 al 1897) ne impresse una svolta in senso diametralmente opposto. Non più poetica dal punto di vista narrativo, ma improntata ad un violento cromatismo che ne permea in primo luogo le forme. Per gli aspetti biografici della sua esistenza e queste caratteristiche stilistiche, Mario Puccini fu definito dalla critica il " Van Gogh livornese".[1] A questo proposito Raffaele De Grada così sentenzia: "Mario Puccini è un grande pittore che, se si fosse portato su un piano culturale più largo, poteva diventare non inferiore, nel suo aspetto ruggente, al conterraneo (…) Amedeo Modigliani".[2]

Se si escludono i soggetti francesi, frutto del suo soggiorno a Digne (in cui si firmava con lo pseudonimo di "Pochein"), dove lo vediamo coinvolto in una rilettura personale dell’opera di Cézanne, egli dipinse prevalentemente Marine, scorci e ambientazioni di Livorno.

Questo limite narrativo della sua pittura, sommato a quello strutturale che si concretizzava nella preferenza per un formato medio-piccolo dei suoi quadri, ha finito per negargli la patente di pittore internazionale.

Mario Puccini resta comunque la personalità di maggior temperamento ed estro tra i Postmacchiaioli.

Fu sepolto nel Famedio del santuario di Montenero, a Livorno.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Raffaele De Grada, I Macchiaioli, Fratelli Fabbri editore, 1967.
  2. ^ Raffaele De Grada, cit..

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alice Barontini, Livorno 900: La grafica dei Maestri, da Cappiello a Natali, Benvenuti & Cavaciocchi editore 2010.
  • A. Baboni, Mario Puccini, Edizioni Pananti, 1989.
  • E. Crispolti, Naturalismo e realismo, in "L’Arte moderna", Fratelli Fabbri editore, 1967.
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