Macinazione

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Macinazione è un termine che indica un processo di riduzione controllato della granulometria di un materiale solido.

Lo scopo della macinazione è di ottenere un prodotto abbastanza omogeneo con precise caratteristiche granulometriche. Bisogna distinguere il processo di macinazione dal processo di frantumazione, in cui è rilevante solo la riduzione di granulometria, ma possono essere presenti nel prodotto in uscita pezzi di dimensioni anche notevolmente diverse tra loro. Quando la riduzione di granulometria è prossima o inferiore ai 100 micron si utilizza più specificatamente il termine di micronizzazione.

Nel linguaggio corrente si utilizza la parola "macinare" per esempio nella macinazione dei cereali o del caffè, per contrapposizione la parola "frantumazione" si usa nella frantumazione delle pietre o un vetro mandato in frantumi.

Alcuni esempi di materie prime macinate sono cereali, chicchi di caffè e minerali.

Nell'industria tipografica è utilizzato il termine "macinazione" per indicare il processo di omogeneizzazione dell'inchiostro grasso riducendolo, per mezzo di laminazione, ad uno strato sottile adatto per la stampa.

Macinazione dei cereali[modifica | modifica wikitesto]

La macinazione di cereali prevede due fasi di controllo:

  • Analisi dei prodotti in entrata: olfattiva, visiva, umidità, carico proteico, peso elettrolitico, Falling number.
  • Analisi dei prodotti in uscita: umidità, ceneri, proteine, Falling number, alveogramma Chopin, farinogramma, Brabender estensografico, carica batterica, lieviti e muffe, coliformi, salmonella.

Nella fase di macinazione il cereale subisce vari passaggi, nel caso di laminazione: rottura delle cariossidi in frammenti grossolani, rimacinazione in base alla granulometria, riclassificazione in base alla quantità di ceneri. La macinazione per mezzo di mulini a pietra è definita molitura.

Attrezzature impiegate[modifica | modifica wikitesto]

Le macchine utilizzate per il processo di macinazione sono:

  • Molino a pietra: gli elementi macinanti sono due macine (ruote in pietra molare), il cui diametro esterno può variare dai 600 mm a 1200 mm; sono sovrapposte, quella superiore ruota ed è dotata di un foro centrale per l'ingresso del prodotto, la ruota sottostante non gira. Entrambe sono provviste spesso di scanalature per facilitare l'uscita del prodotto. La distanza fra le macine è regolabile e questo permette di scegliere la granulometria del macinato. Questa tipologia di macchine è particolarmente diffusa nella macinazione dei cereali ma anche delle castagne ed altri prodotti.
  • Laminatoi o molino a rulli: queste macchine sono caratterizzate da dei rulli posti con assi in posizione orizzontale che ruotano contrapposti, quasi sempre a velocità differenziate. Questi rulli sono comunemente in ghisa speciale temprata o più raramente in acciaio. La superficie esterna dei rulli può essere liscia o rigata. La luce tra i rulli è registrabile.
  • Macinini da laboratorio (o da caffè): sono composti da due coni che si compenetrano; uno dei due ruota, e la superficie dei coni quasi sempre è rigata.

In ogni caso nel processo di macinazione una costante è che il prodotto da macinare sia trattenuto per alcuni istanti tra due elementi, dei quali almeno uno rotante. Il risultato ottenuto dipende da tipologia di macchina utilizzata, dimensione degli elementi macinanti, forma delle superfici a contatto del prodotto, velocità di rotazione, rapporto di velocità di rotazione tra i due elementi, regolazione della distanza tra gli elementi macinanti.

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