Love Is the Devil

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Love Is the Devil
Love is the Devil.jpg
Francis Bacon (Derek Jacobi) in una scena del film
Titolo originale Love Is the Devil: Study for a Portrait of Francis Bacon
Lingua originale Inglese
Paese di produzione Gran Bretagna
Anno 1998
Durata 106 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere biografico
Regia John Maybury
Soggetto John Maybury
Sceneggiatura John Maybury
Produttore Chiara Menage, Yvonne Isimeme Ibazebo
Produttore esecutivo Takashi Asai, Ben Gibson, Patrice Haddad, Frances-Anne Solomon
Casa di produzione British Broadcasting Corporation (BBC)
Distribuzione (Italia) Lucky Red Distribuzione (1999)
Fotografia John Mathieson
Montaggio Daniel Goddard
Effetti speciali Bob Smoke, Scott Peters
Musiche Ryuichi Sakamoto
Scenografia Alan MacDonald
Costumi Annie Symons
Trucco Alex King, Jacquetta Levon, Donald McInnes, Sara Riesel
Interpreti e personaggi
Premi

Love Is the Devil è un film del 1998 diretto da John Maybury e basato sulla vita del pittore irlandese Francis Bacon.

Fu presentato nella sezione Un Certain Regard del 51º Festival di Cannes[1].

Trama[modifica | modifica sorgente]

1971, mentre al Grand Palais di Parigi si apre una mostra personale di Francis Bacon (Derek Jacobi), George Dyer (Daniel Craig), suo modello e amante, muore per una dose fatale di barbiturici e alcol.
Si rievocano i sette anni del loro rapporto sadomasochistico e l'atmosfera dell'ambiente in cui vissero.
Londra, anno 1964.
Durante la notte un ladro entra in un appartamento nel West End ma fa troppo rumore e il padrone di casa lo sorprende. I due sono di fronte e il ladro, il giovane George, non sa come giustificarsi. Inaspettatamente l'altro, il pittore Francis Bacon, invece di denunciarlo alla polizia, lo invita a spogliarsi e a infilarsi nel suo letto. Dopo quella notte, George rimane a casa di Francis come amante. Il pittore lo conduce nei locali e nella vita notturna londinese, popolati da personaggi che amano parlare, esibirsi, atteggiarsi. Nascono allora gelosie, invidie, ripicche, spesso fomentate dallo stesso Francis. Dyer non regge il peso di questi rapporti umani così diversi e la relazione con Bacon si fa sempre più difficile, finché una sera il pittore porta nel loro appartamento un giovane gigolò, lasciando George sotto la pioggia ad imprecare.
Sempre più immerso in un vortice di alcol e droga questi medita il suicidio e durante una personale di Francis a New York, in preda alla depressione, minaccia di gettarsi dal tetto dell'albergo dove risiede insieme all'amante.
Sarà solo quando Dyer morirà a Parigi che l'apparente crudeltà di Bacon si sgretolerà per far posto alla nostalgia e, forse, al rimorso?

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Official Selection 1998, festival-cannes.fr. URL consultato il 3 luglio 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]