Lorenzo Perrone

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Lorenzo Perrone (Fossano, 1904Fossano, 1952) è stato un muratore italiano, famoso per la descrizione che di lui fece Primo Levi nelle sue opere, in particolare in Se questo è un uomo.

« Ma Lorenzo era un uomo; la sua umanità era pura e incontaminata, egli era al di fuori di questo mondo di negazione. Grazie a Lorenzo mi è accaduto di non dimenticare di essere io stesso un uomo »
(Primo Levi, Se questo è un uomo)

Perrone faceva parte di un gruppo di abili muratori italiani, contrattati dalla ditta Boetti, che furono trasferiti a Auschwitz per l'espansione del campo. Nell'estate del 1944, mentre lavorava alla costruzione di un muro, Levi udì Perrone esprimersi in piemontese con un suo collega e, da quel momento, nacque un'amicizia tra i due. Fino al dicembre dello stesso anno Perrone portò a Levi del cibo che sottraeva dalla sua razione, salvandogli la vita; gli donò anche una veste multicolore che veniva indossata sotto l'abbigliamento del campo per aumentare la protezione al freddo. Spedì per suo conto anche una cartolina alla madre, facendogli avere la risposta.

I nomi dei due figli di Levi furono scelti in omaggio a Lorenzo Perrone: sua figlia Lisa Lorenza e suo figlio Renzo.

Perrone morì di tubercolosi nel 1952. Il 7 giugno 1998 fu inserito tra i Giusti tra le nazioni (dossier 3712), presso il museo Yad Vashem di Gerusalemme.

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