Le mie prigioni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Le mie prigioni è un testo puramente autobiografico, scritto da Silvio Pellico che si svolge in un arco di tempo che va dal 13 ottobre 1820, data in cui l'autore venne arrestato a Milano per la sua adesione ai moti carbonari, al 17 settembre 1830, giorno del suo ritorno a casa.

In essa Pellico descrive la sua esperienza di detenzione nel carcere dello Spielberg, assieme a quella dell'amico Piero Maroncelli in seguito alla commutazione della condanna a Morte ricevuta a detenzione in carcere duro.

Pellico iniziò la stesura dell'opera nel 1831, incoraggiato dal suo confessore, e la concluse nel 1832.

Grazie al ministro Barbaroux, in carica a quel tempo, il libro riuscì a superare i problemi derivanti dalla censura e ad essere pubblicata dall'editore Bocca nel mese di novembre del 1832 e godette di una grande popolarità anche al di fuori della penisola italiana.

Nel 1843 comparvero, nella traduzione francese, i capitoli aggiunti (redatti sempre nel 1832) che facevano parte di un'opera a carattere autobiografico di più ampio respiro - ma che lo scrittore non portò a termine - riguardanti il periodo immediatamente successivo alla sua liberazione.

Tale libro, descrivendo con realismo l'asprezza del carcere austriaco e del regime asburgico, e di cui il primo ministro austriaco Metternich ammise che danneggiò l'immagine dell'Austria più di una guerra perduta, contribuì a volgere verso i primi moti risorgimentali italiani molte simpatie dei salotti e degli intellettuali europei.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali