Livio Pavanelli

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Livio Pavanelli

Livio Cesare Pavanelli (Copparo, 7 settembre 1881Roma, 29 aprile 1958) è stato un attore, sceneggiatore, regista e produttore cinematografico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato da una ricca famiglia di agrari e negozianti ferraresi - il padre Andrea Pavanelli fu tra l'altro un patriota e personaggio di spicco del Risorgimento italiano - si trasferisce ancora bambino, a seguito di alcuni rovesci finanziari patiti dall'agiata famiglia, con i genitori a Bologna dove frequenta l'istituto tecnico.

Da adolescente gira per l'Italia in ricerca di stimoli ed emozioni ed a Venezia, nel 1898, subisce la forte infatuazione del teatro vedendo recitare una compagnia di girovaghi. Si avvicina pertanto alla carriera teatrale recitando con diverse compagnie, recitando fra gli altri con Antonio Gandusio, per giungere poi, nel 1902, alla compagnia veneta di Emilio Zago. Passa poi alla compagnia di Gustavo Salvini ed Ermete Zacconi per finire poi con Eleonora Duse della cui compagnia diventa elemento fisso per ben 9 anni essendole a fianco anche nelle tournée all'estero.

Il cinema[modifica | modifica wikitesto]

Pavanelli e Pina Menichelli nel film La seconda moglie

Inizia la sua attività cinematografica negli anni dieci interpretando diversi film come protagonista fra i quali Il delitto della via di Nizza del 1913, Il romanzo di due vite dello stesso anno, L'ereditiera di Baldassarre Negroni del 1914 e Carnevalesca di Amleto Palermi del 1918.

Successivamente, confermandosi un autentico divo del muto, interpreta vari successi fra cui La verità nuda del 1921 di Telemaco Ruggeri e, sempre di Palermi, La seconda moglie del 1922 e La biondina del 1923, anno in cui gira anche Il sacco di Roma di Enrico Guazzoni, poi Saitra la ribelle e Cavalleria rusticana del 1924.

Nel 1928 arriva Scampolo di Augusto Genina. Il suo nome compare a fianco delle più celebrate dive del momento, da Francesca Bertini a Lyda Borelli, da Pina Menichelli a Maria Jacobini, da Hesperia a Mercedes Brignone, da Leda Gys a Elena Sangro.

Attore in Germania[modifica | modifica wikitesto]

A seguito della crisi del cinema italiano, Pavanelli emigra prima in Austria e quindi in Germania dove prosegue con successo la sua carriera d'attore recitando accanto alle più grandi dive del momento come Marcella Albani, Lya De Putti, Olga Tschechowa e Ossi Oswalda.

Il ritorno in Italia e il declino[modifica | modifica wikitesto]

Torna in Italia con l'avvento del sonoro ma la sua stella inizia a declinare benché reciti in diversi film fra i quali Pergolesi di Guido Brignone del 1933, accanto alla diva del momento Dria Paola, e L'ultimo dei Bergerac di Gennaro Righelli.

Diventa anche produttore - tra i film realizzati Vivere, grande successo interpretato da Tito Schipa e da lui prodotto per la Appia Film - sceneggiatore e regista - queste due ultime attività intraprese sin dal muto - tornando spesso a privilegiare il cinema tedesco e dirigendo, nel 1942, il suo unico lungometraggio italiano: Solitudine. Nel 1939 sarà sceneggiatore del film La mia canzone al vento di Guido Brignone.

Il suo ultimo film come attore è L'altra di Carlo Ludovico Bragaglia del 1947.

Muore in una corsia dell'ospedale San Giovanni di Roma il 29 aprile 1958.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Produttore[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • S. D'Amico - Enciclopedia dello Spettacolo, vol. 7 - Roma, Unedi, 1975.
  • E. Lancia, R. Poppi, F. Melelli, M. Pecorari - Dizionario del cinema italiano. Gli attori, vol.3 - Roma, Gremese, 2002, ISBN 8884402697.
  • R. Poppi - I registi: dal 1930 ai giorni nostri - Roma, Gremese, 2002, ISBN 8884401712.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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