La Celestina

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La Celestina
Dramma in 21 atti
Incunabolo della Celestina
Incunabolo della Celestina
Autore Fernando de Rojas
Titolo originale Tragicomedia de Calisto y Melibea
Lingua originale Spagnolo
Genere Ibrido Dramma Novella
Pubblicato nel 1499
Prima assoluta sconosciuta
Personaggi
  • La Celestina
  • Calisto
  • Melibea
 

La Celestina è un'opera letteraria attribuita a Fernando de Rojas e pubblicata anonima a Burgos nel 1499. È annoverata tra i capolavori della letteratura spagnola[1].

L'opera[modifica | modifica wikitesto]

La Celestina nasce prima come Comedia de Calisto y Melibea, un'opera suddivisa in 16 atti, che poi verrà nel tempo modificata dall'autore attraverso delle aggiunte ed interpolazioni, e portata a 21 atti nel 1502, recando in questo nuovo cambiamento il titolo Tragicomedia de Calisto y Melibea. Il titolo La Celestina appare solo nel 1506, in occasione della prima edizione dell'opera fuori dalla Spagna: quella italiana ad opera di Alfonso Ordóñez, stampata a Roma.

Opera di frontiera, dalla natura ibrida, ravvisabile anche nella stessa forma, incerta tra romanzo e opera teatrale, almeno da un punto di vista contenutistico La Celestina trova un precedente nell'adespota Pamphilus (XII secolo), prodotto del filone della commedia elegiaca, fiorito nella letterarietà mediolatina in versi[2].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'opera tratta argomenti osceni e scabrosi. Si presenta come una parodia dell'amor cortese: Calisto corteggia Melibea, fallendo, e poi, tradendo lo stile cortese, i due si posseggono carnalmente. Il finale è triste: Calisto muore mentre scende le scale che l'hanno portato nel giardino della sua bella amata, mentre Melibea si suicida buttandosi dal balcone della sua residenza. Nella prima uscita dell'opera, la storia si incentrava sull'amore tra Calisto e Melibea ma dopo, nelle varie modifiche che sono state apportate, la storia metterà a fuoco la figura della Celestina, la fattucchiera della storia, colei che cerca di favorire l'amore tra Calisto e Melibea, ma soltanto per scopi personali.

Per molto tempo, la critica[quali autori?] si rifiuta di chiamare questa opera come opera teatrale: verrà poi chiamata[da chi?] novela dramatica ("romanzo drammatico") o novela dialogada ("romanzo dialogato"). In realtà quest'opera ha un forte potenziale drammaturgico, che nella trascrizione da una versione all'altra però, si è perso molto[senza fonte]: ciò che rimane è l'elemento magico, incentrato nella figura della Celestina.

A differenza di Autos De Los Reyes Magos (opera teatrale medioevale in versi, scritta da autore ignoto nel XII secolo, in lingua spagnola castigliana), nella quale si trovava un solo registro linguistico dato dai personaggi tutti uguali, ossia tutti pastori, ne La Celestina troviamo una stratificazione sociale dei personaggi e vari linguaggi in contrapposizione: quello elevato dei nobili in contrasto con gli argots urbanos ("parlate popolaresche") delle mezzane, delle prostitute, dei servitori.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

La Celestina, frontespizio da un incunabolo
  • Celestina: è una figura di basso livello sociale che pensa solo al proprio profitto personale. Si serve di tutti coloro che possano tornarle utili per i suoi fini senza soffermarsi troppo sulle conseguenze che potrebbero derivarne, infatti sarà proprio la sua poca lungimiranza che la ucciderà.
  • Calisto: giovane nobile, rappresenta la parodia dell'eroe cavalleresco, presentandone le caratteristiche ma non le qualità. È il desiderio carnale che fa funzionare il suo amore e non il sentimento amoroso puro e purificato raggiungibile solo tramite l'amore platonico. Egli rappresenta la figura dell'antireligioso poiché, vedendo la sua amata Melibea come dea, va contro la religione Cattolica. Inoltre, l'amore lo rende menefreghista nei confronti della morte dei suoi servi Parmeno e Sempronio e della prostituta Celestina, attirando su se stesso l'astio da parte di Elicia e Areusa.
  • Melibea: bella e desiderata rappresenta come Calisto la parodia della tipica figura femminile delle opere di cavalleria e di amor cortese. Dopo il rifiuto iniziale, infatti, non impiega molto tempo a lasciarsi travolgere dal desiderio fisico e dalla passione verso Calisto, perdendo ogni pudore e la sua verginità. Incarna la figura della peccatrice, che inganna la sua famiglia e che si concede, prima del matrimonio e per mezzo di un "amore illegale", al suo amato.
  • Sempronio: elemento corrotto, anche lui pur di ottenere un ricavo personale tradisce il proprio padrone affidandolo a Celestina, con la quale ha rapporti di puro interesse.
  • Parmeno: antieroe per diverse ragioni. Innanzitutto è figlio di una fattucchiera, quindi appartiene ad un basso livello sociale. Non sappiamo niente della sua origine o provenienza. Altro fatto da considerare, è il cambiamento da servo fedele a traditore del suo padrone perché verrà corrotto da Celestina, con la promessa di un appagamento carnale da parte di Areusa (ragazza che lavora per la mezzana), della quale è innamorato.
  • Tristan e Sosia: dopo la morte dei servi Sempronio e Parmeno, diventano i nuovi servi di Calisto. Non si hanno molti riferimenti alla loro vita passata o presente durante la vicenda, ma sappiamo che Tristan viene ingannato da Areusa, che usa la sua sensualità e la sua bellezza per estorcergli la verità sugli incontri di Calisto e Melibea.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

La linea che collega gli amanti non è più retta come nei romanzi cortesi ma tortuosa e spezzata, molti altri personaggi entrano in gioco nel corteggiamento, anche di bassa estrazione sociale. Tutti si muovono su di uno sfondo urbano e vorticoso.

La fine tragica dell'opera simboleggia la fine dell’universo medievale e l’inizio di un nuovo mondo eterodosso. La società descritta è dominata dall’idea dell’onnipotenza del denaro e viene messa in contrasto con il mondo cavalleresco, dove non conta il denaro ma l’onore e la stirpe. I personaggi sanno che, con le monete d'oro, possono avere quello che vogliono, anche l’amore. La mezzana Celestina è la rappresentanza terrena del denaro, un'entità che tutto può dietro adeguato compenso.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ María Rosa Lida de Malkiel, Two Spanish masterpieces: "The Book of Good Love" and "The Celestina", Urbana: The University of Illinois Press, 1961. [Tradotto in spagnolo come Dos obras maestras españolas: El libro de Buen Amor y La Celestina. Buenos Aires: Eudeba, 1966].
  2. ^ María Rosa Lida de Malkiel, La originalidad artística de «La Celestina», 1962 (p. 36).

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