Jacob Sarratt

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Jacob Henry Sarratt (Londra?, 1772Londra, 6 novembre 1819) è stato uno scacchista inglese.

Di professione maestro elementare, era un assiduo frequentatori dei circoli di scacchi londinesi, in particolare della Salopian Coffee House a Charing Cross. Fu probabilmente l'italiano Verdoni [1] che lo portò a diventare un ammiratore dello stile di gioco italiano, in contrapposizione a quello più posizionale di Philidor.

Essendo note pochissime sue partite, non si conosce la sua vera forza di gioco, ma il suo allievo William Lewis, uno dei più forti giocatori inglesi della prima metà dell'Ottocento, lo considerava "uno dei più sottili giocatori della sua epoca".

È noto soprattutto come scrittore di trattati di scacchi, che ebbero larga diffusione e contribuirono allo sviluppo del movimento scacchistico in Inghilterra nell'Ottocento. Nel suo primo trattato, The Works of Damiano, Ruy Lopez and Salvio (Londra, 1813), parla anche di Pietro Carrera, identificandolo come l'ideatore della difesa Siciliana e coniando quindi tale nome per questa apertura, in quell'epoca assai raramente adottata.

Nel 1817 pubblicò il libro The Works of Gianutio and Gustavus Selenus e nel 1820 il Treatise on the game of Chess, in due volumi. In tutti i suoi libri si firmava "J.H. Sarratt, Professor of Chess".

Prende il suo nome l'apertura   1.d4 d5 2.Af4 , chiamata "apertura Sarratt" o "attacco Sarratt".

Gli è intitolata anche una variante del gambetto scozzese:  1.e4 e5 2.Cf3 Cc6 3.d4 exd4 4.Ac4 Ac5 5.Cg5 Ch6 6.Cxf7

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Verdoni era uno dei più forti giocatori europei dell'epoca. Frequentatore del Café de la Régence di Parigi, nel 1775 fu autore, assieme ai francesi Bernard, Carlier e Leger, del "Traité Théorique et Pratique du jeu des Echecs, par une Société des Amateurs", noto comunemente come Traité des Amateurs. Dopo la pubblicazione del libro Verdoni si trasferì a Londra, dove divenne un giocatore professionista al Parsloe's Coffee House di St. James Place, prendendo il posto di Philidor. A quanto scrive William Lewis, Philidor usava dire: "(Verdoni) c'est le premier joueur en Europe apres moi." Löwenthal lo considerava il virtuale campione del mondo dal 1795, anno in cui morì Philidor, al 1804, anno in cui Verdoni morì a Londra.

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