In fondo al cuore (film 1999)

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In fondo al cuore
Michelle Pfeiffer in una scena del film.
Michelle Pfeiffer in una scena del film.
Titolo originale The Deep End of the Ocean
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1999
Durata 106 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Ulu Grosbard
Sceneggiatura Stephen Schiff
Fotografia Stephen Goldblatt
Montaggio John Bloom
Musiche Elmer Bernstein
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

In fondo al cuore è un film del 1999, diretto dal regista Ulu Grosbard.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Felicemente sposata e madre di tre figli, Beth Cappadora decide di recarsi con tutta la prole nella vicina Chicago per partecipare ad una delle consuete feste di ritrovo degli ex compagni di liceo. Tanta eccitazione e tanta confusione regnano nell'atrio dell'albergo, cosicché, assentatasi per un momento per farsi registrare, quando torna indietro Beth ritrova solo il figlio di sei anni Vincent, mentre Ben, tre anni, non c'è più. A niente servono le ricerche subito predisposte dalla polizia: di Ben nessuna traccia. Beth torna a casa, ma la vita, ormai, non può più essere la stessa. Oppressa da un crescente senso di colpa, Beth vive come in catalessi, incapace di dare qualche segnale di reazione. Tra lei e il marito Pat la tensione cresce, e a niente serve che lui sia impegnato in una iniziativa cui tiene molto, l'apertura di un ristorante/ locale da ballo. Anche Vincent, il figlio maggiore, risente molto delle situazioni dolorose venutesi a creare dopo la scomparsa di Ben, e crescendo diventa un ragazzo cupo e difficile.

Passano nove anni e, quando ormai è subentrata la rassegnazione, un giorno si presenta alla porta di casa Cappadora un bambino che dice di chiamarsi Sam e nel quale Beth crede di riconoscere il figlio scomparso. Il riscontro tra le fotografie di allora e i successivi identikit fatti col passare degli anni conferma che si tratta in effetti di Ben. Con l'aiuto dell'ispettore Candy Bliss, Beth e Pat vanno a casa di George, padre di Sam. Questi, informato della situazione, protesta di non essere a conoscenza dei fatti ma rivela che anni prima lui aveva sposato una donna con un bambino piccolo un po' squilibrata che poi si era suicidata. Beth riconosce in una fotografia una sua compagna di liceo presente quel giorno nell'albergo: era stata lei a sottrarre Ben, nel quale aveva visto una sublimazione del figlioletto della stessa età morto poco prima.

Ben, ora dodicenne, viene dunque trasferito nella sua vera famiglia, ma niente è ancora risolto. Ben non riesce a integrarsi in quella famiglia che non sente come sua. Per un po' Beth cerca di far cambiare la situazione, ma rendendosi conto della sofferenza di suo figlio alla fine decide, contro il volere del marito, di riportare Ben/Sam a George. La situazione sembra precipitare: Beth e Pat hanno uno spiacevole confronto che mette in luce tutta la tensione creatasi tra loro; Vincent, in seguito all'ennesima bravata, finisce in carcere. Qui, sorprendentemente, riceve una visita di Ben, che gli confessa la sua nostalgia nei confronti della famiglia di origine e chiede di essergli amico, perché nonostante tutto rimarrà suo fratello.

Qualche giorno dopo, di notte, Ben si presenta col pallone da basket nel giardino e invita Vincent a scendere per giocare. Poi gli dice che quella notte resterà a dormire con lui, a casa. Vincent affronta finalmente il senso di colpa dovuto alla responsabilità della scomparsa di suo fratello, e si apre in un sorriso sereno; Pat e Beth, vedendo questo, dimenticano i rancori e si aprono a un nuovo inizio.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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