Il sole dentro (film)

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Il sole dentro
Paese di produzione Italia
Anno 2012
Durata 100 m
Colore colore
Audio sonoro
Genere avventura
Regia Paolo Bianchini
Soggetto Paolo Bianchini e Paola Rota
Sceneggiatura Paolo Bianchini, Marco Cavaliere, Paola Rota
Fotografia Giovanni Cavallini
Musiche Fabrizio Siciliano
Scenografia Giuliano Pannuti
Costumi Margherita Meddi
Interpreti e personaggi
Premi

Il sole dentro è un film italiano del 2012 diretto da Paolo Bianchini. Tratto dalla vera storia di Yaguine Koita e Fodè Tounkara, il film è stato presentato e premiato al Giffoni Film Festival"

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film racconta la storia di due lunghi viaggi che si intrecciano, a distanza di tempo, lungo un percorso che unisce l’Europa all’Africa e viceversa. La prima è la storia di Yaguine e Fodè, due adolescenti guineani che scrivono, a nome di tutti i bambini e i ragazzi africani, una lettera indirizzata “alle loro Eccellenze, i membri responsabili dell’Europa“, chiedendo aiuto per avere scuole, cibo e cure. Con la preziosa lettera in tasca Yaguine e Fodè si nascondono nel vano carrello di un aereo diretto a Bruxelles. Inizia così il loro straordinario viaggio della speranza. Quando l’aereo atterra a Bruxelles, un tecnico scopre abbracciati i corpi assiderati di Yaguine e Fodè, accanto alla lettera indirizzata “ Alle loro Eccellenze”.

La loro storia si incrocia, dieci anni dopo, con un altro viaggio, questa volta dall’Europa all’Africa, fatto da altri due adolescenti ed il loro pallone. È la storia del tredicenne Thabo, immigrato originario di N’Dula, un villaggio africano che nemmeno lui sa dove si trovi esattamente, accompagnato dal suo amico Rocco, quattordicenne di Bari provengono dal Sud di quell’Europa piena di contraddizioni, che attira e respinge i popoli, come le onde del mare che unisce e divide. Entrambi i ragazzi sono vittime della tratta dei baby calciatori, dalla quale stanno fuggendo. Attraversano tutto il deserto con solo un po' di pane e una bottiglietta d'acqua, e dopo 3 mesi arrivano finalmente ad N'Dula.

Yaguine e Fodè[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 luglio del 1999 due adolescenti guineiani, Yaguine Koita, di 14 anni, e Fodé Tounkara, di 15, dopo aver scavalcato la rete di recinzione dell’aeroporto di Conackry, riescono a nascondersi nel vano carrello di un Airbus 300 della Sabena diretto a Bruxelles. In tasca hanno una lettera da consegnare ai “grandi del mondo” a nome di tutti i loro compagni africani, per essere aiutati a studiare e a crescere prima di tutto culturalmente in un paese, l’Africa, dove l’istruzione è un privilegio per pochi. All’aeroporto di Bruxelles alcuni tecnici addetti all’ispezione dell’aereo ritrovarono abbracciati, forse nel tentativo di trasmettere l’un l’altro un poco di calore, i corpi senza vita di Yaguine e Fodè. A quella lettera non è mai stata data una risposta.

Nel mese di marzo 2009 Paolo Bianchini, regista e ambasciatore dell’Unicef, accompagnato dal giornalista Piero De Gennaro, da Sabina Bianchini e Giuseppina Capozzi collaboratrici di Alveare Cinema, con la collaborazione della comunità di Sant’Egidio, ha incontrato in Guinea i genitori dei due ragazzi che offrirono la loro vita in nome dei più elementari diritti umani.

La tratta dei baby calciatori[modifica | modifica wikitesto]

C'è una realtà del calcio che pochi conoscono, fatta di dolore e sfruttamento: è il caso dei baby calciatori. Persone senza scrupoli, sedicenti procuratori, che sono stati definiti “scafisti del calcio”, girano il mondo, soprattutto l’Africa, alla ricerca di piccoli talenti. Una volta individuati dei ragazzi promettenti, convincono le famiglie a farseli consegnare, per portarli a giocare in qualche club europeo, con la speranza di farli diventare i campioni del domani. Per fare ciò si fanno pagare lautamente dalle famiglie, che spesso consegnano ai trafficanti tutti i loro risparmi o si indebitano e non danno ai bambini alcun soldo. Alcuni ragazzi vengono portati effettivamente nei club, ma, se dopo poco tempo non rispondono alle caratteristiche richieste, vengono abbandonati dove capita, oppure sfruttati come manodopera a basso costo. Altri vengono direttamente sfruttati, senza neanche passare per i club. Molti di loro provano a tornare a casa e per fare ciò finiscono nella rete della malavita, mentre molti altri scompaiono e si perdono completamente le loro tracce.

Questi ragazzi, chiamati “nuovi schiavi del calcio”, sono circa 20.000 e provengono quasi tutti dall’Africa, le meta principale è la Francia, ma si sono verificati numerosi casi anche in Italia.

La compravendita dei calciatori minorenni è vietata dall’articolo 19 del Regolamento FIFA sullo Status e sul Trasferimento dei giocatori, che recita: “I trasferimenti internazionali dei calciatori sono consentiti solo se il calciatore ha superato il 18º anno di età”. Sono previste, però, delle eccezioni; il trasferimento di un giocatore di 16 anni è consentito all’interno dell’UE o dellAEE, per via della sentenza Bosman (che liberalizza il mercato del calcio europeo):

- se i genitori del ragazzo si sono trasferiti nel Paese della nuova società per motivi indipendenti dal calcio;

- se è in essere un accordo di collaborazione tra accademie giovanili dei due club (con adeguato alloggio, mantenimento e istruzione).

Su queste eccezioni s’innestano i sedicenti procuratori che riescono a falsificare i documenti oppure produrre falsi attestati in cui risulta che i genitori lavorano in Europa e per la Fifa è impossibile controllare tutto, specie se i ragazzi giocano in squadre amatoriali.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato riconosciuto come "film di interesse culturale" da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il film ha ricevuto il patrocinio di UNICEF, Save the Children, Comunità di Sant'Egidio, Figc e Agiscuola. Premiato al Festival di Giffoni 2012 nella sezione +10 Premiato al 22° Scrittura e Immagine Chieti Film Festival

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato girato sia in Italia e in Africa. In Italia, grazie alla collaborazione con l'Apulia film commission, il film è girato a maggio 2011 in Puglia con tante comparse locali: in particolare a Bari, con la Baia di San Giorgio trasformata nella Guinea. Le riprese in Africa sono state girate in Tunisia, a Tozeur, l'ultima oasi ai margini del Sahara.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La distribuzione è curata nelle sale da Medusa Film. Il film è nelle sale a partire dal 15 novembre 2012, in tutta Italia.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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