Il quartiere dei lillà

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Il quartiere dei lillà
Il quartiеre dei lillà.png
una scena del film
Titolo originale Porte de Lilas
Lingua originale Francese
Paese di produzione Francia, Italia
Anno 1956
Durata 95 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere commedia, drammatico
Regia René Clair
Soggetto Renè Fallet (romanzo)
Sceneggiatura Renè Clair, Jean Aurel
Produttore Georges Lourau, Robert Gascuel
Casa di produzione [Cinedis]
Fotografia Serge Beauvarlet
Montaggio Louisette Hautecoeur
Musiche Jacques Météhen, George Brassens
Scenografia Lèon Barsacq
Costumi Rosine Delamare
Trucco Lina Gallet
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il quartiere dei lillà è un film del 1957 diretto da René Clair, con Pierre Brasseur e George Brassens.

È l'unico film che vede la partecipazione di George Brassens, noto cantautore francese.

È ispirato al romanzo La grande ceinture di Renè Fallet, amico di Brassens.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Juju è un uomo mite, un po' beone, pigro ma di buon cuore. Per la società: un buono a nulla. Egli vive nella periferia di Parigi, nel quartiere dei Lilas. Vicino a lui vive un amico anch'egli scapolo, l'Artista, un musicista, cantante e chitarrista. Tra di loro è nata una sincera amicizia.

Nel quartiere giunge un giorno Pierre Barbier, un delinquente ricercato dalla polizia. Juju fa amicizia con lui e chiede all'artista di nasconderlo, suo malgrado, nella cantina, mentre la polizia lo cerca ed ispeziona il quartiere.

L'arrivo di Barbier cambia la vita di Juju, che comincia a smettere di bere, inizia ad alzarsi presto la mattina e persino a farsi la barba. Egli abbandona il suo aspetto trascurato, acquisendo maggiore sicurezza ed una certa fiducia in sé. Peraltro circonda Barbier di ammirazione ed amicizia, ma così facendo comincia però a trascurare l'amico leale di sempre, l'Artista.

Juju cerca di procurare a Barbier un passaporto: sarà quello dell'Artista, a cui sarà sostituita la foto. Nello stesso tempo la giovane Maria, di cui Juju è segretamente innamorato, riesce a procurare il denaro a Barbier, che l'ha sedotta solo a tal scopo. La giovane ruba infatti i soldi al padre Alfonso, attratta dal miraggio di una vita avventurosa accanto all'affascinante fuorilegge, lontano da quella della periferia parigina.

Quando però Juju si accorge dell'accaduto, prova a far ragionare Barbier e solo allora si accorge di come questi abbia preso in giro tutti e abbia usato gli amici per i suoi scopi. Ferito nel suo orgoglio di essere umano, reagisce e durante una colluttazione uccide Barbier. L'Artista, l'amico di sempre, lo aiuterà ancora una volta.

Sceneggiatura[modifica | modifica sorgente]

Il film trae ispirazione dl romanzo La grande ceinture di René Fallet, grande amico dello stesso Brassens.

Commenti[modifica | modifica sorgente]

È una storia in cui si passa dalla gioia alla malinconia e al dramma.
Delicato, come sempre, nei film di Clair, il ritratto dei personaggi.
C'è in questo un po' di Victor Hugo ma anche Honoré de Balzac e soprattutto Clair.

È un film sul valore autentico della vera amicizia e sulla tragedia dell'egoismo. Per questo sempre attuale.

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Il compositore della colonna sonora del film è Jacques Météhen, ma l'autore dei brani cantati è George Brassens.

Vi si possono ascoltare alcuni brani di George Brassens: L'Amandier, Au bois de mon cœur, Le Vin

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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