Il buio oltre la siepe (romanzo)
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Il buio oltre la siepe (il cui titolo originale è: To Kill a Mockingbird) è un romanzo scritto da Harper Lee nel 1960. Ebbe un immediato successo, tanto che nello stesso 1960 alla scrittrice fu assegnato il premio Pulitzer. In Italia è pubblicato da Feltrinelli, nella traduzione di Amalia D'Agostino Schanzer.
Dal romanzo fu tratto, nel 1962, l'omonimo film, diretto da Robert Mulligan, prodotto da Alan J. Pakula e interpretato da Gregory Peck (nel ruolo di Atticus).
Indice |
[modifica] Trama
1° RIASSUNTO
La trama si svolge nella città di Maycomb, nella contea di Abbott, nel sud dell'Alabama, al confine con lo Stato del Mississippi. L'anno è il 1932.
I protagonisti del romanzo sono Jem e Scout (quest'ultima è anche la narratrice della storia). Essi sono i due figli dell'avvocato Atticus Finch. I due ragazzi, un'estate, conoscono un altro bambino, Dill, con il quale stringono amicizia. L'interesse dei tre è attirato dalla figura di Arthur Radley detto "Boo", il misterioso vicino di casa generalmente considerato un uomo violento e per questo chiuso in casa dai genitori. Ma nel tempo si accorgono che Boo, senza farsi vedere, rivolge premurose attenzioni a loro.
Bisticciando con altri ragazzi, Scout è offesa quando questi chiamano suo padre "negrofilo". Alle sue domande, Atticus spiega: è stato nominato d'ufficio per difendere in un processo un uomo di colore, Tom Robinson, anche se sa che la si può considerare una causa persa. Solo quando vanno con la domestica Calpurnia nella chiesa della comunità nera della città, Jem e Scout scoprono la natura delle accuse rivolte a Tom: è stato accusato dagli Ewell per violenza carnale. Manca poco tempo al processo ed Atticus comincia ad essere perseguitato dai razzisti, i quali già sanno che perderà.
Il giorno del processo, i tre ragazzi si recano in tribunale e trovano posto nella balconata riservata alle persone di colore. Il primo a testimoniare è lo sceriffo Heck Tate, che racconta di essere stato informato da Robert Ewell (detto "Bob") della violenza di sua figlia Mayella e che lei stessa ha fatto il nome di Tom Robinson. Mayella è la seconda a testimoniare e dice di aver lasciato entrare Tom perché le sfasciasse un mobile e di essere stata assalita da lui mentre gli voltava le spalle. Il terzo è l'imputato, Tom. Afferma di essere stato chiamato in casa da Mayella. Lì - continua - Mayella avrebbe tentato di baciarlo e lui, impaurito, sarebbe fuggito. In un discorso, Atticus fa notare che Tom non è il colpevole perché i segni di violenza erano sulla parte destra del corpo (dal punto di vista della donna), mentre Tom è paralizzato al braccio sinistro, mentre Bob Ewell è mancino. Dopo ore di attesa, la giuria esprime il verdetto di colpevolezza perché Tom aveva detto di provare pena per la ragazza.
Si intensificano le persecuzioni subite da Atticus e con esse le paure dei due ragazzi, ma il padre li rassicura. Un giorno Atticus comunica la notizia della morte di Tom, ucciso da colpi di proiettile mentre cercava di fuggire durante l'ora di passeggio. Passa il tempo e l'interesse per i fatti comincia a calare. Continuano le azioni provocatorie da parte di Bob Ewell nei confronti di chi gli ha messo i bastoni fra le ruote.
La sera di Halloween viene organizzato uno spettacolo nella scuola di Maycomb. Scout e Jem stanno andando verso casa, dopo la rappresentazione, quando vengono assaliti da un adulto. Nella confusione, Scout si libera e vede un uomo che porta Jem a casa. Quella persona è Arthur Radley. Nel luogo della colluttazione, inoltre, viene ritrovato il corpo di Bob Ewell pugnalato al petto. Atticus teme che Jem venga implicato nel processo, ma lo sceriffo decide di insabbiare il caso: Bob si è suicidato per errore. Scout accompagna Arthur a casa e lo saluta per l'ultima volta. Torna poi da Atticus che la porta a letto.
2° RIASSUNTO
A Maycomb, Jem e Scout (figli di Atticus Finch) un'estate conoscono un altro bambino, Dill, e ci fanno amicizia. I tre sono attirati da Arthur Radley detto Boo, considerato un uomo pericoloso e violento, rinchiuso nella casa accanto alla loro. Ma, col passare del tempo, si accorgono che Boo, senza farsi vedere, si preoccupa dei tre. Atticus spiega che è stato nominato d'ufficio per difendere un uomo nero, Tom Robinson, anche se sepeva che avrebbe perso. Solo quando vanno con Calpurnia in chiesa, Jem e Scout scoprono perché Tom è un imputato: è stato accusato dagli Ewell per violenza carnale. Poco prima del processo Atticus comincia ad essere perseguitato dai razzisti, perché sanno che perderà, poiché pensano che abbia torto. Il giorno del processo, i tre ragazzi vanno in tribunale. Il primo a testimoniare è lo sceriffo Heck Tate, che dice di essere stato informato da Robert Ewell (detto Bob) della violenza di sua figlia Mayella e che lei ha fatto il nome di Tom Robinson. Mayella è la seconda testimoniante e dice di aver lasciato entrare Tom perché doveva fare un lavoro. Il terzo che confessa è Tom. Non smentisce di essere stato chiamato in casa da Mayella. Lì Mayella ha tentato di baciarlo e lui, impaurito, è fuggito. Atticus fa notare che Tom non è il colpevole perché i segni di violenza erano sulla parte destra del corpo, mentre Tom è paralizzato al braccio sinistro. Dopo qualche ora, la giuria decide chi è il colpevole. Un giorno Atticus comunica che Tom era stato ucciso da colpi di pistola. Bob Ewell continua a provocare quello che considera suoi nemici. Durante una festa di Halloween Scout e Jem stanno andando verso casa, dopo la recita, quando vengono assaliti da un adulto. Nella confusione, Scout si libera e vede un uomo che porta Jem a casa. Quell'uomo è Arthur Radley. Nel luogo della lotta, viene ritrovato il corpo di Bob Ewell pugnalato al petto. Lo sceriffo, dopo aver parlato con Atticus, e dopo aver deciso insieme a lui, disse che Bob è caduto sul suo coltello mentre assaliva i bambini, invece era stato Boo, per difenderli. Scout accompagna Arthur a casa e lo saluta per l'ultima volta. Poi torna da Atticus che la porta a letto.
[modifica] Il titolo
Il titolo italiano è una metafora: il buio oltre la siepe è ciò che è sconosciuto pur essendo vicino. Nel romanzo, è la figura di Boo, il vicino di casa dei Finch che loro non hanno mai visto e che, per questo, non conoscono. E infatti anche Scout afferma che, col tempo, la casa di Boo non la spaventava più, ma non le appariva meno buia.
Nel testo ci sono anche diversi riferimenti al titolo originale (che significa: Uccidere un usignolo). L' usignolo è un uccello innocuo, che delizia con il suo cinguettio. Uccidere un passero è quindi un peccato doppiamente grave.
[modifica] I temi
Il romanzo tocca il tema più importante degli Stati Uniti degli anni sessanta, ovvero il razzismo. Quando fu pubblicato questo romanzo negli USA, era ancora in atto la segregazione razziale dei neri. Anche ai tempi in cui il romanzo è ambientato, sussistevano sentimenti di odio nei loro confronti, specialmente negli Stati del sud. Il romanzo tratteggia i diversi comportamenti nel campo dell'integrazione delle comunità: chi sostiene la segregazione (Bob Ewell, per esempio), chi invece vuole superarla (Atticus) e chi presenta comportamenti contraddittori (p. es., la maestra di Scout, che pur odiando Hitler è contraria all'uguaglianza delle persone di colore).
Anche i ragazzi imparano a superare la "paura del diverso" che hanno nei confronti di Boo. Avevano accettato il pregiudizio che egli fosse una persona violenta e, quindi, da evitare. Ma quando si accorgono di tutto ciò che egli fa per loro, scoprono di averlo mal giudicato. Il messaggio dell'autrice, quindi, è di imparare a conoscere il prossimo, senza cadere in facili pregiudizi, come invece è accaduto, per esempio, ai giurati. È su questo che si fonda il razzismo.
Il romanzo è lo spunto per una riflessione su questo tema. Anche il sindaco di Chicago, nel 2001, ha consigliato la lettura di questo libro ai concittadini e ne ha fatto acquistare numerose copie da distribuire nelle biblioteche.[citazione necessaria]
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