Il buio oltre la siepe (romanzo)
| Il buio oltre la siepe | |
|---|---|
| Titolo originale | To Kill a Mockingbird |
| Autore | Harper Lee |
| 1ª ed. originale | 1960 |
| 1ª ed. italiana | 1960 |
| Genere | Romanzo |
| Lingua originale | inglese |
| Ambientazione | Maycomb (città immaginaria dell'Alabama), anni trenta |
| Protagonisti | Scout Finch |
| Altri personaggi | Alexandra Hancock Atticus Finch Bob Ewell Boo Radley Calpurnia Dill Harris Jem Finch Maudie Atkinson Mayella Ewell Tom Robinson |
Il buio oltre la siepe, titolo originale To Kill a Mockingbird (Uccidere un usignolo[1]), è un romanzo della scrittrice statunitense Harper Lee, pubblicato nel 1960.
Ebbe un così immediato successo che, nello stesso anno di uscita, all'autrice fu assegnato il premio Pulitzer.
In Italia fu pubblicato per la prima volta dalla casa editrice Feltrinelli nel 1960, nella traduzione di Amalia D'Agostino Schanzer.
Nel 1962 fu tratto dal romanzo l'omonimo film diretto da Robert Mulligan, vincitore di tre premi Oscar.
Indice |
Trama [modifica]
Jean Louise (Scout) e Jeremy (Jem) Finch, orfani di madre, conducono la loro vita spensierata di ragazzi in una piccola cittadina dell'Alabama negli anni trenta del novecento, accuditi dalla fedele domestica di colore Calpurnia ed educati dal padre Atticus, avvocato dai saldi principi morali e decisamente antirazzista. Fantasticano su Arthur Radley (Boo), un vicino probabilmente affetto da problemi caratteriali, che non hanno mai visto in quanto vive praticamente recluso in casa e dal quale sono attratti, avendone nel medesimo tempo, pur senza un motivo razionale, grande paura.
La spensieratezza dei due ragazzi, a cui si aggiunge l'amico Dill, viene turbata dalla vicenda di Tom Robinson, un giovane di colore ingiustamente accusato di violenza sessuale nei confronti di una ragazza bianca, del quale Atticus Finch, anche per le sue note convinzioni, viene incaricato della difesa. Scout e Jem, assistendo prima a un tentativo di linciaggio e poi al processo che si conclude con l'ingiusta condanna, cui seguirà la morte dell'imputato in un disperato tentativo di fuga, prenderanno coscienza del razzismo imperante nella società americana dell'epoca. Rischieranno anche la vita aggrediti da Bob Ewell, il padre violento della ragazza falsa vittima di Tom, vero responsabile delle percosse alla figlia e desideroso di vendetta perché di fatto smascherato come mentitore dall'avvocato Finch. I due ragazzi verranno salvati da uno sconosciuto che si rivelerà essere proprio il temuto Boo, in realtà di animo buono, affezionatosi osservandoli dall'interno della propria casa nell'allegria dei loro giochi.
Il titolo [modifica]
Il titolo in lingua italiana è una metafora ripresa da uno dei passi raccontati dalla protagonista Scout in prima persona: il "buio oltre la siepe" è ciò che è sconosciuto pur essendo vicino. Nel romanzo viene rappresentato da Boo Radley, il vicino di casa dei Finch, che Jem e Scout non hanno mai visto e che temono solo perché non conoscono.
Nel testo ci sono anche alcuni riferimenti al titolo originale: uccidere un usignolo, un uccello innocuo, poiché non si ciba di granaglie, bensì di insetti, vermi e larve, ed emette un canto delizioso, viene considerato un grave peccato, paragonato alla morte di Tom Robinson, giudicata altrettanto inutile e ingiusta, o all'invadere la vita innocente e schiva di Boo Radley, anche facendone un eroe per aver salvato i due ragazzi.
Le tematiche [modifica]
Il romanzo tocca il tema scottante del razzismo negli Stati Uniti degli anni trenta. Nel periodo in cui è ambientato il romanzo sussistevano sentimenti di odio nei confronti dei neri, specialmente negli stati del sud, e all'epoca della pubblicazione del libro era ancora in atto la segregazione razziale. Il libro tratteggia i diversi comportamenti dei vari personaggi riguardo all'integrazione delle comunità: alcuni sostengono la segregazione (per esempio Bob Ewell), altri vogliono superarla (tra questi Atticus Finch), altri ancora presentano atteggiamenti contraddittori (come la signorina Gates, la maestra di Scout, che pur odiando Adolf Hitler non crede nell'uguaglianza sociale tra bianchi e neri). Anche i giurati, che non riconoscono l'evidente innocenza di Tom Robinson in una visione distorta della realtà, si dimostrano vittime del pregiudizio razziale.[2]
C'è poi il tema più generale della paura del "diverso", rappresentato dalla figura di Boo Radley, temuto solo perché solitario e schivo. Gli avvenimenti porteranno i piccoli Scout e Jem Finch a superare la xenofobia che avevano sviluppato nei suoi confronti, originata unicamente dal pregiudizio. Alla fine del romanzo Scout afferma infatti che, col tempo, la casa dei Radley non la spaventava più, pur non apparendole meno buia. Collegato a questo vi è anche il tema, più volte richiamato, della tolleranza, che dovrebbe sempre ispirare i rapporti umani, attraverso lo sforzo costante a guardare le cose anche dalla prospettiva dell' "altro".
Curiosità [modifica]
- Il personaggio di Dill, il ragazzo compagno di giochi dei due protagonistì, si richiama, come affermato dall'autrice, allo scrittore Truman Capote, suo amico d'infanzia, che la spinse poi a raccontare in un libro, in forma romanzata, gli episodi della loro adolescenza.
- Il padre di Harper Lee, anch'egli avvocato, che si tende a identificare con il personaggio di Atticus, era in realtà di idee segregazioniste.
- Nel 2001 Richard M. Daley, l'allora sindaco di Chicago, consigliò ai suoi concittadini la lettura del libro, di cui fece acquistare numerose copie da distribuire nelle biblioteche.
Edizioni [modifica]
- Harper Lee, Il buio oltre la siepe, 1a ed., traduzione di Amalia D'Agostino Schanzer, Milano, Feltrinelli, 1960, pp. 410. (ISBN non esistente)
- Harper Lee, Il buio oltre la siepe, 1a ed., traduzione di Amalia D'Agostino Schanzer, Milano, Garzanti, 1962, pp. 334. (ISBN non esistente)
Note [modifica]
- ^ Per la precisione nella versione originale l'uccello citato è il mimo settentrionale (Northern Mockingbird), una specie di tordo che non è diffusa in Europa quanto lo è in America e che si è preferito sostituire nella traduzione italiana con l'usignolo, che è comunque simile
- ^ "Chicago Launches City-wide Book Group", Library Journal (13 agosto 2001).
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