Giulio Marino

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Giulio Marino (Catanzaro, 11 novembre 1842Crotone, 9 febbraio 1901) è stato identificato con il giardiniere, guardia civica e custode del cimitero di Crotone di cui George Gissing fece un vivido ritratto nel suo diario di viaggio Sulla riva dello Jonio.

Il personaggio letterario[modifica | modifica sorgente]

Alla fine del 1897 lo scrittore classicista inglese George Gissing (1857–1903) fece un viaggio nell'Italia meridionale alla ricerca dei luoghi nei quali era fiorita la civiltà della Magna Grecia; le impressioni del viaggio vennero pubblicate nel 1901 nell'opera By the Ionian Sea[1] più nota in Italia col titolo Sulla riva dello Jonio[2]. Il custode del cimitero di Cotrone, così si chiamava la città di Crotone all'epoca, è una delle figure descritte con maggior simpatia ed efficacia. Gissing era rimasto colpito negativamente dalla città e dagli abitanti; in particolare, il sindaco, un ricco proprietario terriero (il Marchese Anselmo Berlingeri), gli aveva concesso con riluttanza il permesso di visitare un aranceto e aveva scritto sul lasciapassare parole offensive per lo studioso («senza nulla toccare»). Né migliore impressione gli avevano fatto altri appartenenti alla classe dirigente crotonese. Gissing rimase pertanto sorpreso allorché si rese conto che la Guardia Civica cui era affidata la sorveglianza del locale cimitero era un gentiluomo intelligente («mi dispiacque di non aver trovato lui seduto nella poltrona del Sindaco quella mattina»[3]), competente («senza aiuti aveva trasformato il recinto in un bel giardino, dalla sciagurata sterpaglia che era prima»), cosmopolita («aveva viaggiato per tutta l'Europa»), gentile («Quando me ne andai, quell'uomo cortese mi dette un gran mazzo di fiori, còlti con gran cura, rammaricandosi molto di non potermene offrire di più belli, a causa della stagione troppo avanzata»).

Il ritratto di Gissing spingerà attorno al 1912 lo scrittore Norman Douglas ad andare a Crotone per conoscere «the amiable guardian of the cemetery», ma questi era morto nel 1901, l'anno in cui era stato pubblicato By the Ionian Sea, ed era seppellito in una semplice tomba provvisoria che Douglas fotografò, pubblicando la foto in "Old Calabria"[4].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

L'identificazione del custode del cimitero di Cotrone con Giulio Marino è nota in letteratura dopo gli studi svolti negli anni sessanta da Pierre Coustillas, professore emerito di Letteratura inglese alla Sorbona e all'Università di Lilla, specialista dell'opera di Gissing[5]. La biografia di Marino è stata approfondita anche da Daniele Cristofaro in una sua monografia su Gissing pubblicata nel 2005[6]. Giulio Marino era nato a Catanzaro da Domenico e Isabella Frijo, in una buona famiglia (con antiche origini crotoniati) nella quale erano apprezzate la cultura letteraria e le novità scientifiche. Ne fanno fede i testi appartenenti alla sua biblioteca personale, ereditata da suo figlio primogenito Domenico Adalberto (1880-1968), poi da suo nipote Giulio (1924-1999) e giunta fino al suo bisnipote Domenico A. M. Marino, noto archeologo, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Crotone. Tra le opere preferite da Giulio Marino spiccano i testi filosofici, le poesie di Giuseppe Giusti, di Thomas Moore e, in particolare, gli scritti di Charles Darwin. Egli aveva viaggiato molto in tutta Europa (soggiornando lungamente anche a Londra) in compagnia di un aristocratico di Crotone, il Barone Luigi Berlingeri (1816-1900) del quale godeva grande fiducia. Non era custode del cimitero (come erroneamente riportato dal Gissing), ma Guardia Civica con il compito di sovrintendere ai giardini di Crotone e in tale veste curava i giardini della villa comunale e anche del cimitero. A lui si deve tra l'altro la realizzazione della prima alberatura del Viale Regina Margherita[6]. Tra i diretti antenati di Giulio Marino vi è quel Domenico che nel 1667 aveva donato due case alla cappella della Vergine del Capo delle Colonne, presso la cattedrale di Crotone, ed alla parrocchia del SS.mo Salvatore (ANC. 333, 1667).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) George Gissing, By the Ionian sea : notes of a ramble in Southern Italy, London, Chapman and Hall, 1901.
  2. ^ George Gissing, Sulla riva dello Jonio : Appunti di un viaggio nell'Italia meridionale, traduzione di Margherita Guidacci, Bologna, L. Cappelli, 1957.
  3. ^ Questa e le altre citazioni sono tratte dal «Capitolo VIII : Volti per via» di Sulla riva dello Jonio; trad. di Margherita Guidacci, Soveria Mannelli: Rubbettino Editore, 2006, ISBN 88-498-1554-9, pp. 58-59
  4. ^
    « Dead, like those whose graves he tended; like Gissing himself. He expired in February 1901 –the year of the publication of the "Ionian Sea," and they showed me his tomb near the right side of the entrance; a poor little grave, with a wooden cross bearing a number, which will soon be removed to make room for another one» »
    (Norman Douglas, Old Calabria, Chapt. XXXVI : Memories of Gissing, New York : Cosimo, ISBN 1602063761, p. 301)
    .I figli, a protezione della sepoltura, posero un cipresso che ora, centenario, ancora svetta nel cimitero di Crotone, a pochi metri dalla tomba della moglie di Giulio Marino, Francesca Maria Scalise
  5. ^ Pierre Coustillas ne parla ampiamente nelle note al capitolo 8 della sua edizione di By the Ionian Sea, pubblicata ad Oxford nel 2004. Vedi anche lang.nagoya-u.ac.jp
  6. ^ a b Daniele Cristofaro, George Robert Gissing, Cosenza : Luigi Pellegrini, ISBN 88-8101-257-X, 2005, p. 53 n. 26 (on-line)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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