Giorgio Nardone

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« E’ fondamentale avere uno o più maestri da imitare, assumerne le cose migliori, ma poi riuscire a tirar fuori il maestro dentro di sé. »
(Giorgio Nardone, 2003)

Giorgio Nardone (Arezzo, 23 settembre 1958) è uno psicologo e psicoterapeuta italiano.

Nel 1987 ha fondato, insieme a Paul Watzlawick, il Centro di Terapia Strategica di Arezzo. È autore di numerosi saggi tradotti in varie lingue e di libri di carattere divulgativo destinati al grande pubblico.

Indice

[modifica] L'Università di Siena, Palo Alto e il Centro di Terapia Strategica

Giorgio Nardone studia e si laurea in Filosofia presso l'Università di Siena. Rimane presso l'omonima cattedra avendo, come obiettivo di ricerca, "lo studio dell'epistemologia della psicologia clinica e dei vari modelli di psicoterapia"[1], ed avendo studiato la metodologia della ricerca empirica in psicologia dai due direttori dell'Università di Siena, Lazzaroni e Sirigatti.

Nel 1982, interessato agli studi e alle teorie della Scuola di Palo Alto (California, USA), in particolare dai lavori di Watzlawick, Jackson, Beavin, Weakland e il gruppo del Mental Research Institute, chiede una borsa di studio per l'estero[1]. Passa un anno con i ricercatori dell'MRI, il cui approccio allo studio della mente e del problem solving non si basa sulla tradizione medica o psichiatrica, ma su quella della logica, dell'antropologia, della filosofia e dello studio della comunicazione. Al suo ritorno si specializza in Psicologia, continuando annualmente a trascorrere alcuni mesi a Palo Alto ed iniziando ad elaborare le conoscenze apprese per poterle applicare al contesto italiano.

Nasce in quel periodo la collaborazione con Paul Watzlawick, che definisce un maestro di psicoterapia e un maestro di vita. È essenziale, nella "filosofia" di Nardone, fare riferimento a più maestri, per poi elaborare un proprio stile di lavoro personale.

A partire dagli studi sui disturbi fobico-ossessivi, punto di partenza per elaborare modelli specifici di trattamento, fonda assieme a Watzlawick il Centro di Terapia Strategica di Arezzo nel 1987, e la Scuola di Terapia Strategica due anni più tardi. È importante sottolineare che l'orientamento psicoterapeutico noto come "approccio strategico evoluto" è stato creato dal lavoro congiunto di Giorgio Nardone e Paul Watlzawick. I due studiosi non hanno importato in Italia una forma di terapia già esistente all'interno della scuola di Palo Alto (né in altre scuole all'estero), ma hanno invece fondato un nuovo approccio terapeutico. Esso affonda le sue origini in diversi campi, tra cui la cibernetica di secondo ordine, la filosofia costruttivista, la terapia sistemica, l'ipnoterapia di Milton Erickson, l'approccio strategico dell'MRI di Palo Alto e quello di Milwaukee, e l'arte dello stratagemma dell'antica Cina (Nardone, Watzlawick, 1990). L'innovazione dell'approccio strategico evoluto sta nell'aver elaborato dei protocolli di trattamento specifici per diverse patologie.

[modifica] Il C.T.S. e la Terapia breve strategica

Fondato assieme a Paul Watzlawick, il Centro di Terapia Strategica (C.T.S.) si pone come struttura per la cura e la ricerca dei disturbi mentali. Rimane infatti la forte impronta di Nardone sullo studio empirico della psicoterapia, volto a valutare le diverse strategie dell'approccio in termini di efficacia ed efficienza.

Il Centro conta un centinaio di studi affiliati in Italia[2], più altri studi sparsi per Europa, America e Australia[1]. Gli studi affiliati, oltre che a fornire servizio di psicoterapia, portano avanti le ricerche del Centro, divulgate spesso dall'editore Ponte Alle Grazie, di cui Nardone dirige la Collana "Saggi di Terapia Breve".

Il libro che per primo descrive l'approccio evoluto di terapia breve strategica è L'arte del cambiamento (1990), scritto con Paul Watzlawick, a cui faranno seguito numerosi altri testi tradotti in diverse lingue. Come detto, la terapia strategica prende spunto dalla filosofia costruttivista: ogni essere umano costruisce la propria realtà e i modi in cui essa può ostacolarlo. Il principio è che ogni persona ha un proprio sistema di percezione della realtà e, di conseguenza, un proprio modo di reagire ad essa. L'individuazione del sistema percettivo-reattivo del paziente è uno dei primi passi che viene compiuto in terapia.

Come nell'approccio sistemico, la terapia strategica si concentra sul qui ed ora, non sul passato del paziente (modus operandi proprio delle terapie ad orientamento psicodinamico). Non c'è alcun interesse a ricercare le presunte cause del problema del paziente, partendo dal presupposto che la presa di coscienza di tali cause non porta alla risoluzione del sintomo, né in generale dei problemi portati dal paziente. Ciò che viene investigato sono piuttosto le "tentate soluzioni" che il paziente ha messo in atto fino a quel momento per risolvere il problema, individuando in esse un possibile ostacolo al cambiamento. Soluzioni inefficaci (a volte ritenute efficaci dalla persona, o che magari hanno avuto in passato una qualche efficacia, o che semplicemente aiutano il paziente ad evitare di affrontare il problema) sono continuamente messe in atto dal paziente, mantenendo di fatto il problema vivo. Un esempio può essere quello dell'agorafobico che, come soluzione al suo problema, si chiude in casa e non ne esce più.

Dopo aver studiato il sistema percettivo/reattivo del soggetto e le sue tentate soluzioni, vengono prescritti dei "compiti", a cui il paziente dovrà attenersi scrupolosamente. Per instaurare un rapporto collaborativo viene usato un linguaggio suggestivo, che prende spunto dalle concettualizzazioni dell'ipnoterapeuta Milton Erickson. Le prescrizioni, o strategie, possono risultare strane, bizzarre o paradossali, anche se viene specificato che non si tratterà mai di qualcosa di immorale, lesivo o antieconomico. L'idea alla base della prescrizione delle strategie è quella di creare un'"esperienza emozionale correttiva", concetto spiegato nel 1946 dallo psicoanalista Franz Alexander nel suo libro "Psychoanalytic Therapy: Principles and Application" (Ronald Press). In sintesi, si fa in modo che il paziente, attraverso l'applicazione delle strategie prescritte, possa fare nuove esperienze (a livello emotivo, prima, e cognitivo, poi) diverse da quella costruita sino a quel momento, da cui partire per il cambiamento e, quindi, per la risoluzione del suo problema. Non viene perciò solamente curato il sintomo, ma si lavora affinché il soggetto possa maturare un cambiamento di percezione e reazione più profondo.

Il trattamento è breve (al di sotto delle 20 sedute, con una durata media di 7 sedute e un successo - autoasserito - nell'86% dei casi[3]), con un incontro ogni quindici giorni (eccetto il secondo, a distanza di una settimana, e gli incontri di follow-up, condotti a distanza di uno o più mesi l'uno dall'altro quando il problema è ormai risolto) ed ogni seduta non ha una durata prestabilita, pur mantenendosi in un range di 20-50 minuti. La terapia è comunque costruita sul paziente, adattandosi alla sua specificità.

Nonostante gli alti tassi di efficacia dichiarati dalle statistiche interne del Centro, le critiche più frequentemente mosse all'approccio strategico sono di superficialità e di approccio meramente sintomatologico, nonché di incapacità di produrre cambiamenti radicali e duraturi. Tuttavia è da precisare che il modello nardoniano prevede, a partire dall'ultima seduta, tre sedute di follow-up rispettivamente a distanza di tre mesi, sei mesi e un anno l'una dall'altra, proprio per accertarsi che i cambiamenti siano mantenuti.

[modifica] Associazione Nardone-Watzlawick onlus

Nel 2007 nasce l'Associazione Nardone-Watzlawick, struttura con sede ad Arezzo che offre gratuitamente prestazioni psicoterapeutiche, riabilitative e consulenziali. Al suo interno lavorano, come volontari no-profit, psicologi, psicoterapeuti e consulenti formati nel modello di terapia breve strategica.

[modifica] Problem solving, coaching strategico e la S.T.C. Change Strategies

Nardone ha negli anni messo a punto delle tecniche di problem solving e coaching in ottica strategica, per interventi in ambito aziendale e lavorativo, mirati al raggiungimento di obiettivi o al miglioramento di performance manageriali e sportive. Con la società di formazione e consulenza manageriale "S.T.C. Change Strategies" si è inserito nel campo della consulenza e progettazione formativa, lavorando con aziende e istituzioni quali Esercito Italiano, Ministero dell'Interno, Poste Italiane SPA, Barilla, Ambrosetti, Pfizer, Coca Cola Company, RTI Mediaset[4].

[modifica] Note

  1. ^ a b c http://www.humantrainer.com/articoli/nardone_terapia_breve_strategica.PDF
  2. ^ http://www.centroditerapiastrategica.org/ita/affiliati%20prof%20ita.htm
  3. ^ http://www.centroditerapiastrategica.org/ita/trattamento%20patol.html
  4. ^ http://www.ioinsideout.it/relatori/25

[modifica] Opere

  • Nardone, G., Watzlawick, P. (1990). L'arte del cambiamento. Firenze: Ponte alle Grazie. ISBN 9788879284653
  • Nardone, G. (1991). Suggestione + Ristrutturazione = Cambiamento. L'approccio strategico e costruttivista alla terapia breve. Milano: Giuffrè.
  • Nardone, G. (1993). Paura, Panico, Fobie. Firenze: Ponte alle Grazie. ISBN 9788879284660
  • Nardone, G. (1994). Manuale di Sopravvivenza per psico-pazienti. Ovvero come evitare le trappole della psichiatria e della psicoterapia. Firenze: Ponte alle Grazie.
  • Nardone, G., Fiorenza, A. (1995). L'intervento strategico nei contesti educativi. Comunicazione e problem-solving per i problemi scolastici. Milano: Giuffrè.
  • Nardone, G., Watzlawick, P. (a cura di) (1997). Terapia breve strategica. Milano: Raffaello Cortina, ISBN 9788870784718
  • Nardone, G. (1998). Psicosoluzioni. Milano: Rizzoli.
  • Nardone, G., Verbitz, T., Milanese, R. (1999). 'Le prigioni del cibo - Vomiting Anoressia Bulimia: la terapia in tempi brevi. Milano: Ponte alle Grazie.
  • Nardone, G. (2000). Oltre i limiti della paura. Milano: Rizzoli.
  • Nardone, G., Milanese, R., Mariotti, R., Fiorenza, A. (2000). La terapia dell'azienda malata. Milano: Ponte alle Grazie.
  • Nardone, G., Giannotti, E., Rocchi, R. (2001). Modelli di famiglia. Milano: Ponte alle Grazie.
  • Loriedo, C., Nardone, G., Watzlawick, P., Zeig, J.K. (2002). Strategie e stratagemmi della Psicoterapia. Milano: Franco Angeli.
  • Rampin, M., Nardone, G. (2002). Terapie apparentemente magiche. Milano: Mc Graw-Hill.
  • Nardone, G., Cagnoni, C. (2002). Perversioni in rete - le psicopatologie da internet e il loro trattamento. Milano: Ponte alle Grazie.
  • Nardone, G. (2003). Non c'è notte che non veda il giorno. Milano: Ponte alle Grazie.
  • Nardone, G. (2003). Al di là dell'amore e dell'odio per il cibo. Milano: Rizzoli.
  • Nardone, G. (2003). Cavalcare la propria tigre. Firenze: Ponte alle Grazie. ISBN 9788879286398
  • Nardone, G., Salvini, A. (2004). Il dialogo strategico. Milano: Ponte alle Grazie.
  • Nardone, G., Rampin, M. (2005). La mente contro la natura. Milano: Ponte alle Grazie. ISBN 9788879287487
  • Nardone, G. (2005). Correggimi se sbaglio. Milano: Ponte alle Grazie.
  • Nardone, G., Loriedo C., Zeig J., Watzlawick P. (2006). Ipnosi e terapie ipnotiche. Milano: Ponte alle Grazie.
  • Nardone, G. (2007). La dieta paradossale. Milano: Ponte alle Grazie.
  • Nardone, G. (2007). Cambiare occhi toccare il cuore. Milano: Ponte alle Grazie.
  • Nardone, G., Balbi, E. (2008). Solcare il mare all'insaputa del cielo. Firenze: Ponte alle Grazie. ISBN 9788879289986
  • Nardone, G. (2009) Problem solving strategico da tasca. Milano: Ponte alle Grazie. ISBN 9788862200806

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