Terapia breve

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La terapia breve è una forma di psicoterapia che solitamente si esplica in un numero limitato di sedute.

Tra le varie forme che può assumere, vi sono la terapia cognitivo-comportamentale, derivata dalla combinazione tra terapia cognitiva e terapia comportamentale, la psicoterapia dinamica breve (di origine psicoanalitica), la psicoterapia ericksoniana e la terapia strategica.

Altre forme di approccio terapeutico, che asseriscono di sostenere la terapia breve o di farne parte, come la programmazione neuro linguistica, non sono riconosciute tali e non hanno una validazione scientifica riconosciuta, venendo considerati solo "life coaching".[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Terapia breve cognitivo-comportamentale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Psicoterapia cognitivo-comportamentale.

Psicoterapia dinamica breve[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Psicoterapia dinamica breve.

Psicoterapia ericksoniana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Psicoterapia ericksoniana.

Terapia breve strategica[modifica | modifica wikitesto]

Symbol merge vote.svg Unire a Psicoterapia breve strategica

Il modello di terapia breve strategica è stato formulato in maniera originale attraverso il lavoro congiunto di Paul Watzlawick e Giorgio Nardone nel 1989. Lo testimoniano i tre testi fondamentali di riferimento redatti dai due autori: “L’arte del cambiamento” (Ponte alle Grazie, 1990), “Terapia breve strategica” (Raffaello Cortina,1997), “Brief Strategic Terapic” (Jason Aronson, 2005). Paul Watzlawick e Giorgio Nardone vollero formulare un modello di terapia distinguendolo dalle altre forme di psicoterapia breve di stampo sistemico ed ericksoniano o di tipo cognitivo-comportamentale, definendone le prerogative epistemologiche, teorico applicative, il metodo della ricerca alla base delle scoperte e formulazioni terapeutiche, la logica di problem solving strategico e le tecniche di comunicazione terapeutica.[2] Le basi epistemologiche del modello sono il costruttivismo radicale (H.von Foerster, E. von Glasersfeld)[3], la teoria della pragmatica della comunicazione (G. Bateson, P. Watzlawick)[4], la logica strategica e non ordinaria (J. Elster, N. Da Costa, G. Nardone).

Esso si ispira, inoltre, alla strategia militare cinese antica (una delle ispirazioni è il trattato L'arte della guerra di Sunzi), alla retorica sofista.

Il contributo evolutivo di Giorgio Nardone è stato quello di mettere a punto, grazie a ricerche empiriche, basate sul metodo della ricerca-intervento di Kurt Lewin applicata in campo clinico, protocolli di trattamento specifici per le più importanti forme di patologia, tecniche terapeutiche costruite ad hoc per le differenti forme di problematiche psichica e comportamentale, rendendo così il modello una vera e propria tecnologia terapeutica basata sui criteri di: efficacia, efficienza, replicabilità, predittività, trasmissibilità. L’intervento calzato al problema da risolvere rinuncia a qualsiasi assunto teorico preso a priori optando per un lavoro basato sui risultati.

La terapia breve strategica riprende il costrutto operativo fondamentale di “tentata soluzione che alimenta il problema” formulato da P.Watzlawick e J.H. Weakland (Change, 1974), ovvero il fatto che i soggetti mantengono le loro patologie sulla base del circolo vizioso che si viene a costituire in virtù delle stesse modalità messe in atto per superarle, le quali se non funzionano tendono ad alimentare la dinamica patologica. Il costrutto di tentata soluzione è stato poi evoluto in quello di sistema percettivo-reattivo, che descrive le modalità ridondanti dei soggetti di percezione e reazione della realtà.

Dopo aver studiato il sistema percettivo/reattivo del soggetto e le sue tentate soluzioni, vengono prescritti dei "compiti", a cui il paziente dovrà attenersi scrupolosamente. Le prescrizioni, o strategie, possono risultare strane, bizzarre o paradossali, anche se viene specificato che non si tratterà mai di qualcosa di immorale, lesivo o antieconomico.[4] L'idea alla base della prescrizione delle strategie è quella di creare un'"esperienza emozionale correttiva", concetto già descritto nel 1946 dallo psicoanalista Franz Alexander. ↵In sintesi, si fa in modo che il paziente, attraverso l'applicazione delle strategie prescritte, possa fare nuove esperienze (a livello percettivo, prima, e cognitivo, poi) che possano fare sentire la realtà in maniera diversa da come è stata sempre percepita, ponendo le basi per la risoluzione del suo problema. Non viene perciò solamente curato il sintomo, ma si lavora affinché il soggetto possa maturare un cambiamento di percezione e reazione più profondo rompendo la rigida interazione tra il soggetto e la sua realtà trasformandola da disfunzionale in funzionale. Le strategie e stratagemmi terapeutici uniti a tecniche di comunicazione suggestiva ed ipnotica vengono utilizzati per diminuire le resistenze al cambiamento mosse, spesso inconsapevolmente, a salvaguardare un equilibrio a cui tutti gli organismi viventi tendono, anche se questo è disfunzionale.

Il trattamento è breve, al di sotto delle 20 sedute, con una durata media di 7 sedute, si apre con un incontro ogni quindici giorni e procede, non appena si raggiungono i primi risultati, con un incontro ogni tre, quattro settimane sino agli incontri di follow-up, condotti a distanza di tre mesi, sei mesi, un anno l'uno dall'altro da quando il problema è completamente risolto. Gli incontri di follow up sono utilizzati per monitorare l'efficienza della terapia o meglio il mantenimento del risultato nel tempo.[5] Ogni seduta non ha una durata prestabilita, pur essendo di solito di 20-50 minuti. La terapia è comunque costruita sul paziente, adattandosi alla sua specificità[6]. Il successo dichiarato è pari all'86% dei casi come risulta dalle varie ricerche - intervento condotte su un numero elevato di pazienti affetti dalle svariate patologie-[7], documentate nelle differenti opere pubblicate dal 1993 in poi[8].

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.cambiare.org/terapiabreve/index.html Terapia breve
  2. ^ Il modello della terapia breve strategica
  3. ^ von Glasersfeld 1995 E. von Glasersfeld, Radical Constructivism, The Falmer Press, London.
  4. ^ Watzlawick, Beavin, Jackson 1967 P. Watzlawick, J.H. Beavin, Don D. Jackson, Pragmatics of Human Communication. A study of Interactional Patterns, Pathologies and Paradoxes, Norton, New York; (tr.it. Pragmatica della comunicazione umana. Studio dei modelli interattivi, delle patologie e dei paradossi, Astrolabio, Roma, 1971).
  5. ^ Scuola di Counseling Psicologico Arezzo
  6. ^ Un'introduzione alla Terapia Breve Strategica di Giorgio Nardone
  7. ^ trattamento patologie, Centro di Terapia Strategica, Giorgio Nardone, paura, panico, fobia, anoressia, bulimia, vomiting, ossessioni
  8. ^ Vedi bibliografia
Terapia ed intervento
psicologia Portale Psicologia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di psicologia