Terapia breve

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La terapia breve è una forma di psicoterapia che solitamente si esplica in un numero limitato di sedute.

Tra le varie forme che può assumere, vi sono la terapia cognitivo-comportamentale, la psicoterapia dinamica breve, la psicoterapia ericksoniana e la terapia strategica.

Indice

[modifica] Terapia breve cognitivo-comportamentale

Per approfondire, vedi la voce Psicoterapia cognitivo-comportamentale.

[modifica] Psicoterapia dinamica breve

Per approfondire, vedi la voce Psicoterapia dinamica breve.

[modifica] Psicoterapia ericksoniana

Per approfondire, vedi la voce Psicoterapia ericksoniana.

[modifica] Terapia strategica

La terapia strategica, più correttamente definita psicoterapia breve strategica, in inglese "Brief Strategic Therapy" parte dall'assunto che un problema psicologico, o "sintomo" può essere risolto in tempi brevi usando strategie efficaci.

[modifica] Come funziona la terapia strategica

La psicoterapia strategica breve è un processo limitato nel tempo, rivolto ad un obiettivo circoscritto ed ad un'azione preventiva mediante l'uso flessibile di diverse tecniche, ed un ruolo attivo del terapeuta su pazienti selezionati e motivati, in grado di procedere nell'autogestione delle proprie problematiche.

La BST quindi analizza le cosiddette "soluzioni inefficaci", che svelano la struttura del problema, e cerca di costruire strategie alternative (come ad esempio la prescrizione del sintomo stesso - se riesco a far avvenire un qualcosa che esce dal mio controllo, allora lo controllo...- ) che dovrebbero essere finalizzate ad interrompere il circolo vizioso fra soluzioni inefficaci e sintomo stesso. Le tecniche impiegate "ingannano" la percezione problematica del paziente, portandolo "inavvertitamente" a provare nuovi comportamenti. Questi si troverebbe così a superare una situazione per lui problematica senza riconoscerla come tale, perché la sua attenzione o il suo modo di vedere sono stati opportunamente "guidati" dal terapeuta.

Questo, secondo i sostenitori del metodo, può portare in genere una persona, una coppia, o una famiglia, al superamento del problema, o ad un marcato miglioramento, in tempi molto rapidi, cioè, in media, nell'arco di 10-15 sedute di psicoterapia. La terapia utilizza anche metodi della psicoterapia cognitivo-comportamentale, per le situazioni più complesse.

Come avviene per tutti i modelli di psicoterapia, anche in questo caso sono ancora scarsi gli studi indipendenti (ovvero, condotti da ricercatori diversi rispetto agli stessi studiosi che utilizzano il metodo) che confermino gli alti tassi di efficacia della terapia dichiarati dai suoi sostenitori in base alle loro statistiche interne.

[modifica] Storia della terapia strategica

Secondo quanto affermato dai suoi propugnatori, la terapia breve strategica rappresenterebbe una sorta di "rivoluzione copernicana" nel campo della psicoterapia, orientando l'intervento terapeutico verso una soluzione rapida delle problematiche presentate dai pazienti, e cercando di dimostrare che, anche se i problemi e le sofferenze umane possono essere estremamente persistenti, complicate e sofferte, non sempre o non necessariamente richiedono soluzioni ugualmente complicate e prolungate nel tempo. Essa resta però per molti una strada ancora limitata ai suoi inventori.

Le origini dell'approccio strategico risedono nelle antiche tradizioni elleniche della retorica dei sofisti e nell'arte cinese dello stratagemma (Trentasei stratagemmi ovvero L'arte della guerra di Sunzi), cioè le antiche arti di risolvere situazioni apparentemente irrisolvibili mediante l'uso di stratagemmi e modi di comunicare suggestivi e persuasori. Sulla terapia hanno influito anche altri modelli di pensiero contemporanei e non, come le scuole psicoterapiche che hanno dato vita alla terapia cognitivo-comportamentale, o il buddhismo zen.

In tempi più recenti il Modello Strategico trova i suoi riferimenti nell'opera di Milton Erickson e nella feconda tradizione della Scuola di Palo Alto (Gregory Bateson, Don Jackson, Paul Watzlawick, John Weakland) a cui si deve la formulazione del modello strategico di psicoterapia breve. Negli anni '70 il gruppo del Mental Research Institute di Palo Alto presenta alla comunità dei terapeuti i risultati del progetto "Brief Therapy Center". [1];[2]

[modifica] In Italia

Giorgio Nardone, allievo della Scuola di Palo Alto, si avvicina ai modelli di Watzlawick, importandoli in Italia, avviando una collaborazione e cercando di sviluppare la terapia breve strategica, di cui prova a dimostrare l'efficacia ed efficienza nell'applicazione ad alcune forme di psicopatologia invalidanti e persistenti (panico, fobie, ossessioni e compulsioni, disordini alimentari, presunte psicosi, ecc.).

Il primo libro, manifesto della terapia breve evoluta, "L'Arte del Cambiamento" [3] presenta per la prima volta protocolli specifici di trattamento per particolari disturbi. Nell'opera "Paura, Panico, Fobie" [4] vengono presentati protocolli per fobie,compulsioni, ossessioni, attacco di panico e ipocondria. Successivamente la stessa procedura empirica e sperimentale di ricerca è stata applicata anche ai disordini alimentari quali l’anoressia, la bulimia ed il vomiting cioè il vomito autoindotto, sia al fine di cercare di definire possibili strategie di intervento, che di sviluppare ipotesi sul loro funzionamento. [5]

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ Watzlawick, Weakland, Fisch, Change: sulla formazione e la soluzione dei problemi, Astrolabio, Roma, 1974
  2. ^ P. Watzlawick, John H. Weakland, La prospettiva relazionale - i contributi del Mental Research Institute di Palo Alto dal 1965 al 1974, Astrolabio, Roma, 1978
  3. ^ Nardone, Watzlawick, L'Arte del Cambiamento, 1990
  4. ^ Nardone, Paura, Panico, Fobie, 1993
  5. ^ Nardone, Verbitz, Milanese, Le prigioni del cibo - Vomiting, Anoressia, Bulimia: la terapia in tempi brevi, 1999
Terapia ed intervento
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