Giacomo Grillo (trovatore)

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Giacomo Grillo, o Jacopo Grillo, in occitano Jacme o Iacme Gril(s)[1] (... – ...), è stato un trovatore genovese (fl. 1244–1262) attivo nella metà del XIII secolo. Della sua opera ci restano due tensos, una con Lanfranco Cigala e un'altra (frammentaria) con Simone Doria.

Si trovano menzionati molti "Giacomo Grillo" nei documenti del XIII secolo a Genova ed è difficile identificare in modo definitivo il trovatore tramite uno di essi. Cronologicamente, il Giacomo menzionato in un atto del 15 agosto del 1281 non era probabilmente il trovatore. Vi è un Giacomo Grillo di Andrea e un altro di Alberto, ma questi sono anche improbabili candidati. Il più verosimile è un giudice che appare in un atto del 4 giugno del 1257 in merito a una divisione di beni immobili dei margravi di Ponzone. È stato sicuramente un contemporaneo di Lanfranco. Probabilmente è lo stesso Giacomo incaricato di fornire alloggio a papa Innocenzo IV a Stella nel 1244 e appare in un atto del 7 marzo del 1247 nel Liber Jurium Januae. Fu inoltre uno degli eletti tra i quindici reggitori della città (rettori della città) nel 1262 (dopo il ritiro di Guglielmo Boccanegra) insieme a un altro trovatore, Luca Grimaldi[2]

Anche se di lui si sa poco e i suoi componimenti poetici sopravvissuti sono piuttosto scarsi, Jacme era comunque un poeta stimato dai sui contemporaranei genovesi. In una tenso con Simone Doria, Lanfranco allude alla professione giudiziaria di Jacme:

(OC)

« A'n Iacme Gril, en cui es conoissenza,
Amics Symon, trametam la tenzon,
Q'en cobleian en don drecha sentenza.
 »

(IT)

« A Sor Jacme Grils, in cui è conoscenza,
amico Simon, manda questa tensone,
sì che componga una giusta sentenza.
 »

In una componimento poetico successivo, Lanfranco collega Jacme a Na Flors-de-lis (o Fiordiligi), un senhal (soprannome) per una innominata donna genovese, che egli sottomette al giudizio di Jacme. Segne'n Iacme Grils, e.us deman, la tenso di Jacme con Simone Doria, viene modellata su una tra Sordello e Peire Guilhem de Tolosa ed è scritta nel tentativo di prendere in giro il primo. La tenso di Jacme con Lanfranco inizia con il verso Per o car vos fegnetz de sotilment entendre.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Altre varianti del manoscritto comprendono Iacine e Grill.
  2. ^ Jacopo Grillo, appartenente ad una importante famiglia dell'aristocrazia genovese di orientamento ghibellino, fu congiunto di Beatrice Grillo (di Amico) moglie di Ugo Fieschi e madre di Innocenzo IV. Cfr. Giacinto Gimma, Idea della storia dell’Italia letterata, Napoli, 1723, tomo I, pagg. 4,5.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (IT) Bertoni, Giulio. I Trovatori d'Italia: Biografie, testi, tradizioni, note. Rome: Società Multigrafica Editrice Somu, 1967 [1915].
  • (EN) Meneghetti, Maria Luisa. "Intertextuality and dialogism in the troubadours." The Troubadours: An Introduction. Simon Gaunt and Sarah Kay, edd. Cambridge: Cambridge University Press, 1999. ISBN 0 521 574730.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]