Dante da Maiano

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Dante da Maiano (... – ...) è stato un poeta e trovatore italiano della seconda metà del XIII secolo. Esponente della poesia siculo-toscana, ebbe rapporti poetici con Dante Alighieri..

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di Dante da Maiano nulla si conosce, fuorché quello che si può ricavare dal suo canzoniere. Nativo del borgo di Maiano, allora villaggio autonomo[1][2] ma oggi facente facente parte di Fiesole[3], dovette probabilmente nascere intorno alla metà del XIII secolo (quindi coevo dell'altro Dante, cioè l'Alighieri), se teniamo conto come vera la scoperta archivistica di Giovanni Bertacchi, ritrovatore di un atto notarile del 1301 in cui si cita il suo nome[1][2].

L'opera[modifica | modifica wikitesto]

I soli componimenti in volgare italiano attribuiti al poeta noto come Dante da Maiano si trovano nella cosiddetta Giuntina di rime antiche, ovvero nella cinquecentina dal titolo Sonetti e canzoni di diversi avtori toscani in dieci libri raccolte, stampata a Firenze nel 1527[2]. Si tratta di due canzoni, cinque ballate, trentanove sonetti e diverse rime di corrispondenza dalla dubbia attribuzione[2], alcune delle quali vengono inviate ad una tale Monna Nina. Gli unici testi trasmessi dai manoscritti sotto il nome di Dante da Maiano sono tuttavia due sonetti (Las, ço qe m'es al cor plus fins e gars e Sel fis amors ten el meu coragge) in lingua d'oc tràditi dal canzoniere provenzale siglato c (Laurenziano XC. inf. 26)[4]. La fisionomia stilistica che traspare dai testi italiani sembra essere quella di un epigono della scuola siculo-toscana, caratterizzato da «uno straordinario arcaismo provenzaleggiante e sicilianeggiante, vero cibreo....non privo di grazia»[1], rendendolo di fatto l'esponente più conservator di questo gruppo di rimatori "di transizione" tra i siculo-toscani e lo stilnovo di cui facevano parte Monte Andrea, Rustico di Filippo e altri[5]. È nota, in particolare, la sua tenzone poetica con Dante Alighieri, da collocare, secondo la critica, agli anni precedenti la composizione della Vita Nuova[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Gianfranco Contini, Letteratura italiana delle origini, p. 105.
  2. ^ a b c d e Pasquale Stoppelli, Dante da Maiano in Dizionario biografico degli italiani, vol. 32, 1986. URL consultato il 26 maggio 2015.
  3. ^ La Frazione di Maiano, Italia.indettaglio.it. URL consultato il 26 maggio 2015.
  4. ^ Fonso Genchi, La Nina Siciliana, Brigantino - Il portale del Sud, Gennaio 2011. URL consultato il 26 maggio 2015.
    «Ma c’è da dire che Borgognoni teorizzò anche l’inesistenza di Dante da Maiano, sostenendo la medesima tesi. Fu poi smentito nel 1907 da Santorre Debenedetti che ritrovò in un manoscritto quattrocentesco - il Laurenziano XC inf. 26 - due componimenti in occitano di Dante da Maiano.».
  5. ^ Pasquale Stoppelli, Dante da Maiano in Dizionario biografico degli italiani, vol. 32, 1986. URL consultato il 26 maggio 2015.
    «...le rime di D[ante], proprio nel momento in cui era più acuta la tensione per il passaggio dalla vecchia alla nuova maniera, si dimostrano del tutto sbilanciate nel senso della tradizione.».

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianfranco Contini, Letteratura italiana delle origini, 3ª ed., Milano, Sansoni Editore, 2006, ISBN 88-383-1866-2.
  • Guglielmo Gorni, Dante. Storia di un visionario, Bari, Laterza, 2008, pp. 92-94.
  • Dante da Maiano, ora in: Dante da Maiano, Rime, a cura di R. Bettarini, Firenze, Le Monnier, 1969.
  • Pasquale Stoppelli, Dante da Maiano in Dizionario biografico degli italiani, vol. 32, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1986, SBN IT\ICCU\CAG\0013822. URL consultato il 26 maggio 2015.

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