Gammaridea

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Gammaridea
Abludomelita obtusata.jpg
Abludomelita obtusata
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa Bilateria
Phylum Arthropoda
Subphylum Crustacea
Classe Malacostraca
Sottoclasse Eumalacostraca
Superordine Peracarida
Ordine Amphipoda
Sottordine Gammaridea
Latreille, 1802
Superfamiglie

vedi testo

I gammaridei (Gammaridea Latreille, 1802) sono un sottordine di crostacei anfipodi.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Nel 1956 il sottordine comprendeva 3200 specie in 672 generi e 57 famiglie. La maggior parte delle specie è marina ma più di 500 specie sono d'acqua dolce, si incontrano fino ad un’altitudine di 4000 metri e molte sono legate alle grotte; 80 specie sono terrestri (famiglia Talitridae). Le specie terrestri sono confinate principalmente sulle spiagge di alte latitudini[senza fonte] ma nelle regioni insulari dell'Indo-Pacifico salgono fino ad altitudini di 3000 m. slm in ambienti umidi.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

I gammaridei sono di solito compressi lateralmente e non sono dei buoni corridori, al contrario degli Isopodi, i quali possiedono corpi schiacciati. La testa e i segmenti sono liberi poiché manca il carapace. Il capo porta gli occhi, due paia di antenne e sei parti boccali, alcune delle quali appaiate. Le mandibole usualmente hanno superfici taglienti e trituranti per masticare ma alcune specie non hanno questi meccanismo o hanno le parti boccali modificate per succhiare i tessuti degli animali, come le ascidie. La parte anteriore del corpo (pereion) ha 7 paia di appendici (pereiopodi) di cui le prime due di solito portano una chela (gnatopodi). La parte posteriore del corpo (pleon) ha sei paia di appendici, i tre anteriori sono noti come pleopodi ed i tre più posteriori come uropodi. Infine il corpo termina con un telson, molto piccolo in tutti gli anfipodi.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

I gammaridei sono in larga misura saprofagi; si nutrono di avanzi organici o detriti che precipitano nelle profondità oceaniche. Le specie delle famiglia Ampeliscidae costruiscono dei rifugi a forma di tubi, a partire da materiali solidi della fascia intertidale o che giacciono sui fondali marini. I tubi vengono costruiti attraverso ghiandole secretrici dalle prime due paia di pereiopodi (o toracopodi) o da ghiandole cuticolari del corpo. Questi animali usano le loro antenne ben sviluppate per catturare le particelle di cibo. Le specie delle Phoxocephalidae e delle Haustoriidae hanno appendici fortemente spinose per scavare nei sedimenti. Alcune di queste ingeriscono fango mentre altre si nutrono selettivamente di depositi. Specie semiparassite o commensali con parti boccali succhiatrici sono note nelle famiglie Stenothoidae, Leucothoidae, e Dexaminidae. Esse convivono con celenterati, ascidie, spugne, aragoste e pesci.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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