Gaio Giulio Igino
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Gaio Giulio Igino (latino: Gaius Iulius Iginus; Spagna, 64 a.C. circa – 17) è stato uno scrittore e bibliotecario dell'Impero latino.
[modifica] Biografia
Igino era un liberto dell’imperatore Ottaviano Augusto, come provano il nomen ed il praenomen. Divenne direttore della biblioteca del tempio di Apollo, posta sul colle Palatino. Era un uomo molto colto in vari campi e fu molto amico di Ovidio.
Scrisse numerose opere di filologia, di geografia, di storia, di agricoltura e di critica, di cui ci sono giunti solamente i titoli o pochi frammenti.
Tra i più importanti commenti vi sono quello al Propecticon Pollionis di Elvio Cinna e all'Eneide (in 5 libri). Da qualcuno è considerato l’autore delle Fabulae al posto dell’omonimo Igino Astronomo. Ci sono pervenuti anche suoi brevi racconti mitologici.
Le Fabulae appartengono al genere in prosa della favola mitologica, nato con lo scopo di costruire un vero e proprio manuale di mitologia, un repertorio a uso soprattutto di studenti. Le fonti di Igino sono per lo più greche (Omero, Esiodo, Apollonio Rodio); lo stile fa ricorso a un linguaggio semplice ed essenziale, in genere schematico e talora ripetitivo, particolarmente adatto alla lettura scolastica e comunque idoneo a un pubblico di media cultura.
Giovanni Boccaccio (1313-1375), il celebre autore del Decameron, riprese e rielaborò l’opera di Igino, richiamandolo fin dal titolo, nelle Genealogiae deorum gentilium.
[modifica] Opere
- De familiis Troianis
- De origine urbium Italicarum
- Exempla
- De vita rebusque illustrium virorum
- De agricoltura
- De apibus citato da Columella

