Francesco Milizia (scrittore d'arte)

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Francesco Milizia (Oria, 1725Roma, 1798) è stato un teorico dell'architettura, storico dell'arte e critico d'arte italiano, teorico del Neoclassicismo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Milizia è ricordato come principale poligrafo del primo Neoclassicismo. Primario campo di interesse fu l'architettura, alla quale dedicò varie pubblicazioni storiche e teoriche. Egli viene per questo creduto erroneamente un architetto; al contrario, "non esercitava praticamente l'architettura, bensì possedeva le dottrine che concorrono a farne un conoscitore"[1]. Propugnava la necessità di imitare i capolavori dell'arte greca, poiché questi artisti avevano potuto ispirarsi ad una natura ed a una società non ancora corrotte.

Fu portavoce di una critica architettonica influenzata dal funzionalismo del francescano Carlo Lodoli, ma con una buona dose di pragmatismo, e soprattutto fondata sullo studio della trattatistica e della saggistica francese sulle arti. Critica gli abusi stilistici e propende per la semplificazione progressiva degli stili operata nel Neoclassicismo: è il caso, ad esempio, della Sacrestia della Basilica di San Pietro in Vaticano, che fu commissionata a Carlo Marchionni nel 1776 e che Milizia definì la più sontuosa e "la più irragionevole... del globo"[2].

Nel 1761 si recò a Roma per amministrare gli edifici di proprietà del re di Napoli nello stato pontificio. Mantenne questo incarico per un quarto di secolo, fino al 1786 per dedicare il suo tempo agli studi storici e teorici d'arte e architettura.

Opere principali[modifica | modifica sorgente]

  • Le Vite de' più celebri architetti d'ogni nazione e d'ogni tempo, precedute da un Saggio sopra l'architettura, Roma 1768. Terza ed. riveduta ed ampliata: Memorie degli architetti antichi e moderni, Parma 1781.
  • Del Teatro, Roma 1771 (edizioni seguenti: ivi 1772; Venezia 1794).
  • Principj di Architettura Civile, Finale 1781 (edd. segg.: Parma 1781; Bassano 1785, 1804, 1813, 1823; Genova 1786; Roma 1800; Milano 1832, 1847).
  • Dell'arte di vedere nelle belle arti del disegno secondo i principj di Sulzer e di Mengs, Venezia 1781 (edd. segg.: ivi 1792; Genova 1786, riveduta e accresciuta).
  • Roma. Delle belle arti del disegno. Parte prima: dell'Architettura Civile, Bassano 1787.
  • Dizionario delle belle arti del disegno estratto in gran parte dalla Enciclopedia metodica, Bassano 1797 (edd. segg.: ivi 1822; Milano 1802, 1804; Bologna 1827).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dall'aggiunta di A. Cardinali alla Vita di Francesco Milizia Scritta da lui medesimo, Bologna 1826, p. VIII.
  2. ^ N. Pevsner, J. Fleming, H. Honour, Dizionario di architettura, Torino, Einaudi, 1981, voce Marchionni, Carlo.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Vita di Francesco Milizia Scritta da lui medesimo, pubblicata e completata a cura di Antommaria Cardinali, in Opuscoli diversi di F. Milizia risguardanti le belle Arti, Bologna, Dalla Stamperia Cardinali e Frulli, 1826, pp. V-XXXIV. L'edizione originale su books.google.it
  • Gian Paolo Consoli, Col meno si ha più: la filosofia dell’architettura in Francesco Milizia in “Francesco Milizia e il Neoclassicismo in Europa”, Atti del convegno internazionale di studi, Oria 1998, Edizioni Giuseppe Laterza, Bari 2000 leggere il saggio
  • Francesco Milizia e il teatro del suo tempo. Architettura, Musica, Scena, Acustica, a cura di Marco Russo, Dipartimento di Filosofia, Storia e Beni culturali, Editrice Università di Trento, Trento 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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