Filippo Caracciolo

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Filippo Caracciolo, principe di Castagneto (Napoli, 4 marzo 1903Napoli, 16 luglio 1965), è stato un politico e antifascista italiano appartenente alla famiglia di San Francesco Caracciolo. Era il padre di Marella Agnelli Caracciolo di Castagneto e Carlo Caracciolo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Si laurea in scienze politiche e commerciali e nel 1934 assume in carichi diplomatici in Turchia, in Svizzera e a Strasburgo. Durante il congresso di Bari[1], svoltosi nel 1944 dai Comitato di Liberazione Nazionale assume l'incarico di segretario della giunta esecutiva e successivamente ricopre il ruolo di sottosegretario del Ministero degli Interni nel secondo governo di Pietro Badoglio. Enzo Santarelli nel suo libro Mezzogiorno 1943-1944 Uno sbandato nel Regno del Sud racconta come Caracciolo si adoperò per l'ingresso, fino ad allora osteggiato, nel governo Badoglio dei comunisti.

A cavallo del dopoguerra viene nominato segretario del Partito d'Azione[2] Dal 1949 al 1954 è segretario generale aggiunto del Consiglio d'Europa.

Fra la fine del secondo conflitto e l'inizio degli anni '50 in parallelo all'impegno politico assume ruoli inerenti allo sviluppo nazionale e la difesa del patrimonio paesaggistico-culturale: presidente dell'Automobile Club d'Italia dal 1951 al 1965 (e direttore della rivista dell'ACI dal 1948 al 1950), presidente di Italia Nostra, presidente della Federazione Internazionale dell'Automobile (FIA), vicepresidente dell'OTA (Organizzazione del Turismo e dell'Automobile), consigliere ANFIA, e ulteriori incarichi in vari enti e associazioni quali la SARA (società di assicurazioni), la società L'Editrice dell'Automobile, Cofige, Sicreo, Sacop.

È autore anche di opere letterarie. L'assidua partecipazione allo sviluppo del settore automobilistico e del turismo gli fruttò la medaglia d'oro di benemerito della scuola e della cultura.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • I canti di ognuno
  • Il passaggio d'Irene
  • I trionfi
  • Il vivaio
  • due pubblicazioni una personale ed una con Sergio Romano Diario di Napoli 1943-1945Passigli,1992

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ lagazzettadelmezzogiorno
  2. ^
    « Dopo il 25 luglio, La Malfa torna in Italia dall'Inghilterra con l'autorevole appoggio del "clan" al suo programma. A Roma vive in casa del principe Filippo Caracciolo (poi suocero di Gianni Agnelli), che già lo ha ospitato clandestinamente in Svizzera. »
    biografia di Ugo La Malfa da ANPI

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Mireno Berrettini, Gli inglesi, la diplomazia clandestina e l’Italia badogliana. Lo Special Operations Executive e la “missione” di Filippo Caracciolo, in «Nuova Storia Contemporanea», n. 1, a. 2008, p. 31-44.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]