Marella Agnelli

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Marella Caracciolo di Castagneto in una foto degli anni cinquanta

Marella Caracciolo di Castagneto coniugata Agnelli (Firenze, 4 maggio 1927) è una collezionista d'arte e designer italiana. È la vedova di Gianni Agnelli.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Firenze da una famiglia dell' allora antica aristocrazia napoletana, in gioventù vive in diversi paesi d'Europa al seguito del padre diplomatico, Filippo Caracciolo di Castagneto. La madre Margaret Clarke è statunitense di Peoria (Illinois). Un suo fratello, Carlo Caracciolo, è stato fondatore insieme ad Eugenio Scalfari del gruppo editoriale l'Espresso-La Repubblica. Un altro fratello, Nicola Caracciolo, è giornalista, studioso di storia contemporanea e autore televisivo.

Il 19 novembre 1953 Marella Caracciolo sposa Gianni Agnelli nel castello di Osthoffen, a Strasburgo, in Francia, dove il padre era il rappresentante diplomatico italiano presso il Consiglio d'Europa. Madre di Edoardo e Margherita Agnelli, ha diversi nipoti: i fratelli Jaki e Lapo, componenti dell'attuale board di FIAT e della Juventus calcio, Ginevra, Pietro, Sofia, Maria, Anna e Tatiana.

La gioventù tra l'Europa e gli Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

In gioventù, dopo aver seguito gli studi superiori e conseguito il diploma in Svizzera, ha frequentato l'Académie des beaux-arts e quindi l'Académie Julian di Parigi. Ha intrapreso l'attività di fotografa a New York, lavorando con Erwin Blumenfeld, e in seguito, rientrata in Italia, ha lavorato saltuariamente come redattrice e fotografa per la casa editrice di Vogue, la Condé Nast.

Designer di tessuti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1973 intraprende la carriera di designer di alta moda, che continua tuttora, specializzandosi in particolare nella realizzazione di disegni per stoffe d’arredamento.

Il successo nella carriera le ha meritato negli Stati Uniti il prestigioso premio «Product Design Award of the Resources Council Inc.» conferitole nel 1977.

La sua eleganza nel vestire, invece, l'ha portata a comparire nella Hall Of Fame delle rivista Vanity Fair, insieme al marito Gianni Agnelli e al nipote Lapo Elkann.[1]

Il giardinaggio[modifica | modifica wikitesto]

Appassionata di giardinaggio, è nota per aver curato la progettazione di giardini nelle sue dimore, Villa Frescot sulla collina di Torino e Villar Perosa nei pressi di Torino e quella di Marrakech in Marocco, dove vive stabilmente dal 2005. Trasformando poi il suo hobby in una professione, ha realizzato diversi libri di giardinaggio e fotografia, tra cui due libri sull'oasi di Ninfa, situata nella tenuta Caetani di Cisterna di Latina.

È membro dell’International Council del MOMA di New York, del Tate International Council di Londra, del Board degli Amici dei Giardini Botanici Hanbury ed è presidente dell’Associazione Amici Torinesi Arte Contemporanea.

I ritratti[modifica | modifica wikitesto]

È stata fotografata da alcuni fotografi fra i quali Clifford Coffin, che la ritrasse insieme ad altre dame dell'aristocrazia romana per l'edizione del 1 marzo 1949 di Vogue USA, e Richard Avedon che, riferendosi al suo collo fine e allungato, la soprannominò "il cigno"[2].

È stata ritratta anche da Andy Warhol, che la inserì insieme al marito in una delle sue famose serie di serigrafie colorate[3].

Ha avuto modo di frequentare numerosi personaggi del mondo dell'arte e della letteratura. Tra questi, lo scrittore americano Truman Capote, la cui amicizia è stata richiamata anche nel film americano Infamous, nel quale il ruolo di Marella è interpretato dall'attrice Isabella Rossellini.

Il mecenatismo[modifica | modifica wikitesto]

Grandi collezionisti d'arte, Gianni e Marella Agnelli hanno posseduto opere di Canaletto, Bellotto, Canova, Manet, Renoir, Picasso, Matisse, Severini e Modigliani. Gran parte di questa collezione privata è stata donata alla "Fondazione Giovanni e Marella Agnelli" ed esposti nella Pinacoteca del Lingotto nel settembre 2002, pochi mesi prima della morte di Gianni Agnelli. La Pinacoteca è una delle principali raccolte di arte moderna e classica italiane ed è oggi uno dei più importanti centri culturali della città. È ospitata all'interno di una speciale struttura, detta lo Scrigno, progettata da Renzo Piano sul tetto dell'edificio del Lingotto, storica sede della FIAT.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Marella Agnelli, Giardino segreto, Milano, Rizzoli, 1998, 224 pp. - ISBN 88-17-67997-6
  • Marella Agnelli, Marella Caracciolo, Giuppi Pietromarchi, Ninfa ieri e oggi, Torino-London-New York-Venezia, Allemandi, 1998 - ISBN 88-422-0718-7.
  • Marella Agnelli, Il giardino di ninfa, Torino-London-New York-Venezia, Allemandi, 2000, 164 pp. - ISBN 88-422-0542-7

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 13 settembre 2000. Su proposta del Presidente della Repubblica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The International Hall of Fame: Women, vanityfair.com.
  2. ^ Gigi Moncalvo, I lupi & gli Agnelli, pag. 25, Vallecchi, 2009. ISBN 978-88-8427-159-4
  3. ^ Il sito della Jablonka Galerie dove è esposto il ritratto di Marella ad opera di Warhol

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]