Ero e Leandro
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Ero e Leandro sono due figure protagoniste di una narrazione della mitologia greca.
Indice |
[modifica] Il mito
La tragica vicenda è già narrata da Ovidio nelle Heroides ed è accennata anche da altri autori, ma deve la sua fortuna soprattutto a un poemetto in esametri di Museo del V o VI secolo d.C.. Il giovane Leandro, che viveva ad Abido, amava Ero, sacerdotessa di Afrodite a Sesto, sulla costa opposta, e attraversava lo stretto a nuoto ogni sera per incontrare la sua amata. Ero, per aiutarlo ad orientarsi, accendeva una lucerna. Una notte una tempesta spense la lucerna e Leandro, disorientato, morì tra i flutti. All'alba Ero vide il corpo senza vita dell'amato sulla spiaggia e, affranta dal dolore, si suicidò gettandosi da una torre.
[modifica] Ripresa del mito
La storia di Ero e Leandro ispirò vari scrittori e musicisti fra cui Dante Alighieri (il mito è presente nel XXVIII Canto del Purgatorio [1]) e Franz Liszt (ballata n. 2 per pianoforte) e fu particolarmente popolare durante il Romanticismo. Byron fu talmente coinvolto dalla vicenda che volle verificarne la credibilità attraversando lui stesso l'Ellesponto a nuoto.
[modifica] Note
[modifica] Altri progetti
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