Emilio Artom

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Emilio Artom (Torino, 9 novembre 1888Torino, 11 dicembre 1952) è stato un matematico italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque da una famiglia ebrea di modeste condizioni economiche, ma ricca di cultura. Artom fu un ricercatore scientifico che però abbandonò a più riprese quelle che chiamava le sue "velleità scientifiche". Subito dopo la laurea stette due anni all'Università di Bologna come assistente di Federico Enriques, ma rinunciò nel 1911 convinto che, poiché aveva prodotto poco, fosse meglio passare all'insegnamento.

Nel 1911 vinse il concorso a cattedra nelle scuole e divenne professore all'Istituto magistrale di Aosta. Nel 1914 si sposò con Amalia Artom (anch'ella una matematica) da cui ebbe due figli: Emanuele Artom, nato nel 1915, storico e partigiano, e morto nel 1944; Ennio (1920-1940) morto durante una gita in montagna. Nel 1920 passò all'Istituto tecnico di Torino e poi al Liceo scientifico "Galileo Ferraris", sempre di Torino.

Subito dopo la prima guerra mondiale, dopo aver tentato di trasferirsi a Roma per ottenere l'incarico di segretario dell'Enciclopedia per le Matematiche elementari, riprese quelle pubblicazioni scientifiche grazie alle quali vinse nel 1930 il premio Mathesis per una storia delle sezioni coniche nelle matematiche elementari.

Sembrava finalmente deciso a un impegno più continuo in questa direzione, ma l'impossibilità di ottenere la libera docenza per motivi politici, non avendo mai voluto iscriversi al Partito Nazionale Fascista, spense definitivamente queste "velleità", orientando i suoi impegni verso studi linguistici.

Le vicende tragiche della famiglia e della comunità ebraica italiana dopo le leggi razziali del 1938 lo distolsero definitivamente dallo studio della matematica. Morì a Torino nel 1952.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]