Edwin Cerio
Edwin Cerio (Capri, 28 giugno 1875 – 24 gennaio 1960) è stato uno scrittore, ingegnere, naturalista e intellettuale italiano.
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Biografia [modifica]
Intellettuale raffinato, trasversale ed eclettico, nato a Capri da madre inglese e padre caprese, si laurea a Genova in ingegneria navale e lavora per anni, tra il 1900 ed il 1920, in diversi cantieri e fabbriche in varie parti del mondo, principalmente per le imprese di Friedrich Alfred Krupp (amico di famiglia e frequentatore dell'isola), specializzandosi prima nella progettazione di navi e poi nella produzione di cannoni e ordigni bellici, prima di ritornare a Capri, dove, dal 1920 al 1923, ricopre la carica di sindaco.
Scrittore molto prolifico, dotato di un particolare e sottile humor, è autore di numerosi romanzi, di studi di paleontologia, botanica e zoologia, di saggi sulla tutela del paesaggio e dell'architettura mediterranea, oltre che fondatore di varie riviste e corrispondente da Capri per il quotidiano Il Mattino. E', infine, autore di alcune delle più interessanti architetture realizzate sull'isola negli anni compresi tra le due guerre: dalle case Romita e Solitaria del 1914 alla Falconetta, ultimata nel 1946.
L'intensissima attività di Edwin si deve soprattutto all'eredità del padre Ignazio Cerio, uomo colto e raffinato, appassionato studioso di flora e fauna capresi e della storia e dell'archeologia dell'isola, oltre che restauratore e pittore dilettante, i risultati delle cui ricerche sono tuttora raccolti nel Centro a lui dedicato dal figlio e dalla nuora Mabel Norman Cerio.
La cifra comune di tutto il percorso di Edwin Cerio è la salvaguardia delle tradizioni costruttive locali, la lotta severa contro mistificazioni e travisamenti di quello che egli stesso battezza come lo stile di Capri. In questo solco si inscrivono sia l'organizzazione del Convegno sul paesaggio - che ha lo scopo di concentrare sull'isola l'attenzione del nascente movimento d'opinione sulla tutela e la protezione delle bellezze naturali -, sia la stesura del Regolamento edilizio volto ad arginare speculazioni ed interpretazioni errate dello stile caprese, oltre che i numerosi progetti redatti per case e ville sull'isola durante quegli anni.
Tra i primi a denunciare le speculazioni edilizie da parte di quelli che egli battezza come i pescecani milanesi, costruttori senza scrupoli che avevano cominciato a pensare a Capri come a un luogo ideale per i propri affari, a Cerio va riconosciuto, inoltre, il merito di aver provato a portare a Capri, nel contesto architettonico come nei diversi campi del sapere di cui si occuperà durante la sua vita, le tendenze e gli argomenti del dibattito nazionale ed internazionale. Egli tenterà di sprovincializzare una realtà come quella caprese ancora sostanzialmente arretrata e periferica, a dispetto delle colte frequentazioni dei decenni precedenti e nonostante il ruolo sempre più importante che andava conquistandosi quale meta privilegiata del turismo internazionale.
L'organizzazione del Convegno sul paesaggio, che si tiene tra il 9 e l'11 luglio del 1922, nasce nell'ambito del clima culturale che andava imponendosi in quegli anni a livello nazionale, grazie soprattutto all'attività della Direzione generale delle Belle Arti. Al convegno, cui seguirà, pochi mesi dopo, l'approvazione della prima legge nazionale sul paesaggio, intervengono, tra gli architetti, Adolfo Avena, Gaetano Costa, Vittorio Pantaleo, Virgilio Marchi e Marcello Piacentini, e tra gli altri Ugo Ojetti, Francesco Cilea, Salvatore Di Giacomo, Ernesto Murolo, Vincenzo Gemito e i futuristi Gilbert Clavel, Enrico Prampolini, Italo Tavolato. L'evento troverà poi notevole risonanza sulla rivista Architettura e arti decorative, oltre che su Le pagine dell'isola, la rivista fondata dallo stesso Cerio.
Il Regolamento edilizio, promulgato definitivamente con delibera del 19 febbraio 1921, è frutto della volontà di imporre delle prescrizioni precise all'edilizia caprese ed è molto dettagliato, fino alla minuta descrizione delle tecniche costruttive da adoperarsi nelle costruzioni.
Nella sua attività di progettista, Cerio è stato per molti versi un innovatore, al di là delle citazioni a volte leziose dell'architettura caprese dei secoli passati, ed in particolare del Seicento, spesso presenti nelle dimore da lui realizzate. I suoi progetti nascono, infatti, da una approfondita riflessione sul tema dell'edilizia ‘spontanea', in stretta relazione col coevo, acceso e spesso confuso dibattito sull'architettura minore del bacino del Mediterraneo, nel quale Capri andava assumendo un ruolo sempre più centrale. Le sue riflessioni, pubblicate in diversi scritti sull'argomento, si concentrano lungamente sull'analisi delle semplici case dei contadini o dei pescatori, costruite per aggregazioni successive di singoli volumi costituenti ciascuno una stanza a sé, così come sullo studio della Certosa di San Giacomo, il medievale complesso monastico caprese.
Nella sapiente e misurata modalità ceriana di pianificare ed aggregare in successione spazi di vita di forma e proporzioni corrette, emergono con grande chiarezza le molteplici suggestioni di cui essa si nutre. Troviamo nelle sue abitazioni evidenti derivazioni dalla tecnica progettuale delle imbarcazioni, che gli consentono di modellare ambienti in cui tutto lo spazio è sfruttato alla perfezione. Ma a questi riferimenti si aggiungono anche, a comporre una miscela del tutto particolare, delle influenze razionaliste, che si avvertono in special modo nella marcata semplificazione del linguaggio e del vocabolario architettonico, nella denuncia esplicita della struttura e nella stessa riduzione al minimo degli spazi, oltre che organiciste, evidenti nello studio di alcune sistemazioni planimetriche sia esterne che interne, nell'adattamento all'orografia ed alla natura del sito, nella fluidità della conformazione degli spazi.
A partire dunque dall'utilizzo di tutta una serie di citazioni dell'architettura tradizionale caprese, quali volumi puri coperti con volte estradossate, scale esterne, logge voltate, pergolati con colonne rustiche e pali di castagno, panche in muratura ed elaborati comignoli, Cerio sviluppa una tecnica progettuale personale e sapiente, che dona alle sue case un equilibrio ed una fluidità del tutto eccezionali, sia negli interni che negli studiatissimi e conchiusi spazi esterni.
Principali scritti [modifica]
- Privilegi di Capri e terre di Anacapri, Capri, 1902
- Visione rapida di Capri, Napoli, 1915, Roma, 1920
- Quaglie cieche, Napoli, 1922
- Il paesaggio di Capri e la sua tutela legislativa, Napoli, 1922
- La casa di Capri e il regolamento edilizio, Capri, 1922
- L'architettura minima nella contrada delle sirene, in Architettura, n. 4, Roma, 1922
- Il convegno del paesaggio, atti, Napoli, 1923
- Aria di Capri, Napoli, 1927, ristampato nel 1991
- That Capri air, London, 1927
- Capri. Visioni architettoniche di G. B. Ceas. Introduzione di Luigi Parpagliolo ed uno studio di Edwin Cerio, Roma, 1930
- L'approdo, Napoli, 1930
- Conserve e affini, Napoli, 1932
- Manicomio tascabile, Milano, 1934
- Capri nel Seicento, Napoli, 1934
- Divulgazioni seicentesche su Capri, Napoli, 1934
- Flora privata di Capri, Napoli, 1934, ristampato, Milano 1983
- Cose di Capri, in Le pagine dell'Isola, Capri, 1928-36
- Il caso della signorina Springfield, Napoli, 1936
- Zucchero e amore, Napoli, 1937
- Il miracolo del baccalà, Napoli, 1938
- Un viaggiatore del Seicento a Capri, Roma, 1939
- Forme macrosomatiche della flora caprense, estratto dall'”Archivio botanico”, 1939
- Note sulla flora caprense, estratto dall'”Archivio botanico”, 1939
- Guida inutile di Capri, Roma, 1946, riedito Capri, 1999
- L'ora di Capri, Capri, 1950, riedito Capri, 2000
- Aspetti pittoreschi di Capri, in Emporium, 1944
- Capri Ok, Napoli, 1945
- Capri, ein kleines Welttheater im mittelmeer, Munich, 1954
- La scomparsa di un grande “mastro“, in Il Mattino, 21/3/1956
- The masque of Capri, London, 1957.
Principali opere [modifica]
- Il Rosaio, Via Ceselle, Anacapri, 1920-21, poi ampliato
- Casa Romita, Via Pizzolungo, Capri, 1914-15, poi modificata
- La solitaria, Via Pizzolungo, Capri, 1913-14, ampliata nel 1930
- Casa del Solitario, Via Provinciale Marina Piccola, 1920, ampliata nel 1928
- La Pergola di Tragara, Via Tragara, Capri, 1926-34
- Rifugio nella Grotta del Castiglione, Capri, anni venti del Novecento
- Ristrutturazione di Torre Saracena, Via Krupp, anni venti del Novecento
- La Falconetta, Via Tiberio, Capri, 1944-46
Bibliografia [modifica]
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