Dinka

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Dinka
Dinka
Il primo presidente del Sudan del Sud, John Garang
Luogo d'origine Sudan del Sud Sudan del Sud
Popolazione 1 milione e mezzo di persone
Lingua dinka
Religione cristiana
Distribuzione
Bahr al Ghazal SudanSudan meridionale
Kordofan Sudan
Jonglei e Alto Nilo Sudan meridionale
La modella Alek Wek.

I Dinka (obsoleto Dinca[1] o Denca)[2] sono una tribù del Sudan del Sud. Abitano nelle regioni di Bahr al Ghazal, Kordofan del sud, Jonglei e Alto Nilo. Si calcola che siano 1,5 milioni di persone, corrispondenti al 18% della popolazione totale del Sudan del Sud, di cui rappresentano quindi il maggiore gruppo etnico[senza fonte].

La loro economia si basa soprattutto sulla pastorizia e sull'agricoltura, in particolare la coltivazione del miglio sulle sponde del Nilo e altre varietà di graminacee che però possono essere coltivate solo durante la stagione piovosa.

Gli Jieng (sing. Muonyjang) sono il ramo della tribù Dinka che abita le sponde del Nilo, detti Nilotici (principalmente provenienti dal Corno d'Africa parlano una lingua Nilotica e includono i Nuer e i Luo)[3], sono di statura ed altezza notevole[4].

Non sono guidati da nessuna autorità politica centralizzata ma da una fitta rete di clan, i cui capi sono i cosiddetti "punte di lancia da pesca"[5].

La loro lingua madre chiamata dinka oppure thuongjang appartiene al gruppo delle lingue nilotiche, del ramo Caro-Nilotico degli idiomi Nilo-Sahariane.

Nella lingua dinka il loro nome significa "persone". Essa viene scritta usando l'alfabeto latino al quale sono aggiunti altri caratteri.

Strategie pastorizie[modifica | modifica wikitesto]

La regione del Sudan Meridionale è stata descritta come "un grande bacino idrico che piano piano discende verso il nord"[6] attraverso il quale scorrono i fiumi del Nilo Bianco, del Bahr el Jebel, del Bahr al Ghazal, anche detto Nam, e il Sobat. Questi fiumi confluiscono tutti in una grande barriera paludosa.

I vasti giacimenti di petrolio Sudanese si trovano nelle regioni meridionali e orientali, le quali fanno parte della grande pianura paludosa, un bacino nel sud Sudan, che raccoglie tutti i fiumi provenienti dal Bacino del Congo, Uganda, Kenya e dall'Etiopia. Questi fiumi drenano da una vasta regione che circonda gli stati Sudanesi di Bahr al Ghazal e dell'Alto Nilo il cui terreno è principalmente formato da minerale di ferro.

Il territorio può essere suddiviso in diverse classi:

  • Territori alti - per l'appunto più alti dei circostanti, anche se di solo alcuni centimetri, sono le sedi dove costruire insediamenti permanenti. La vegetazione consiste in zone di piccoli alberelli e di cespugli con altre zone più boscose.
  • Territori intermedi - sono un po' più bassi dei territori alti, si trovano nella zona Etiope e centro-orientale del bacino che è meno soggetta ad inondazioni. La vegetazione è composta da campi alternati a qualche piccolo agglomerato di alberi di acacia.
  • Toic - zona annualmente inondata dai grandi fiumi adatta per il pascolo del bestiame.
  • Sudd - zona paludosa, più bassa del toic, adatta per la pesca e grande punto di difesa impenetrabile. Impossibile pascolarci il bestiame.

La fauna selvatica del bacino prospera ed è raramente cacciata dagli abitanti locali (Roth 2003).

La tribù Dinka (o Jieng) ha 10 suddivisioni: Atuot, Aliab, Bor, Chiej, Agar, Gok, Rek, Twij, Malual e Ngok; i Malual sono la maggioranza con circa un milione di persone.

Le migrazioni dei Dinka sono determinate dalle inondazioni annuali, nei mesi di maggio e giugno si trasferiscono nei loro "insediamenti permanenti" fatti di fango e tetti in paglia, situati sopra il livello di inondazione, dove coltivano le loro piantagioni di miglio e di grano.

Questi insediamenti, adattati per la stagione delle piogge, di solito sono dotati di granai e stalle. Durante la stagione arida, che inizia nei mesi di dicembre e gennaio, tutti, tranne i malati, le donne, i bambini e gli anziani, si trasferiscono negli insediamenti semi-permanenti del toic per portare al pascolo il gregge.

Le piantagioni di miglio e di grano si trovano nei territori alti e il raccolto viene fatto all'inizio della stagione delle piogge, quando la pioggia è molto abbondante, nei mesi di giugno e agosto. Il bestiame viene portato nel toic nei mesi di settembre e novembre a pascolare nei campi a nutrirsi dei gambi secchi rimasti dalle pianticelle dopo il raccolto del miglio e del grano (Deng 1972).

Religione e cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il 75% dei Dinka sono cristiani ed il restante 25% è animista. Il dio di questo culto è Nialich.

I Dinka hanno un rito per il passaggio all'età adulta: i giovani marchiano la loro fronte con un oggetto affilato e vengono messi a dura prova. Durante la cerimonia del passaggio all'età adulta acquisiscono anche un secondo nome che si ispira al colore delle vacche. I capi tribù, detti "punte di lancia da pesca", eseguono sacrifici bovini al dio Nialich.

Il cristianesimo fu introdotto nella regione all'inizio del XIX secolo dai missionari britannici e anche durante le recenti guerre civili.

Guerra con il Sudan del Nord e lo stato di rifugiati di guerra[modifica | modifica wikitesto]

Per via dei loro diversi credi religiosi e stili di vita i Dinka hanno dichiarato guerra nel 1983 al Governo Islamico di Khartoum, capeggiati da John Garang De Mabior sotto il partito dell'Esercito di Liberazione del Popolo di Sudan (S.P.L.M.). Il conflitto durò 21 anni ed è conosciuto come la Seconda Guerra Civile Sudanese, durante la quale persero la vita molti Dinka. I Dinka dichiararono guerra anche alle tribù dei Nuer.

Il 15 novembre 1991 avvenne il massacro di Bor nel quale furono uccise 500 persone e per via dei frequenti saccheggi ne morirono altre 25.000. Vi furono anche tracce di esecuzioni di massa.

Gruppi di rifugiati di guerra Sudanesi, appartenenti ai Dinca, possono essere trovati a Jacksonville, Clarkston un quartiere in Atlanta, e a Edmonton nel Canada. La loro esperienza è stata narrata in molti libri, canzoni e filmati.

Nel 2004 il primo volume del romanzo grafico Echoes of the Lost Boys of Sudan ("Echi dei ragazzi dispersi del Sudan") fu distribuito a Dallas in Texas[7]. Le varie esperienze dei rifugiati Dinca furono narrate nei documentari The Lost Boys of Sudan di Megan Mylan e Jon Shenk e nel libro The Lost Boys of Sudan di Mark Bixler.

Il massacro di Bor del 1991[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1991, nella città di Bor, forze armate capeggiate da Riek Machar uccisero deliberatamente 85.000 civili e ne ferirono altrettanti nell'arco di due mesi.

Il massacro fu il risultato di un malriuscito colpo di stato da parte del Vice Presidente del Sudan Meridionale Riek Machar, contro il presidente del partito S.P.L.M. John Garang.

Nel video di YouTube, intitolato Sudan Massacre, Riek dichiara che il massacro è stato un incidente e di aver ucciso solo dei militari anziché civili. Tuttavia, i militari di John Garang non potevano essere a Bor poiché erano a Juba e stavano cercando di conquistare la città dalle forze armate islamiche.

Personaggi Dinka famosi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr. le occorrenze del lemma "Dinca" sui libri in lingua italiana.
  2. ^ Cfr. le occorrenze del lemma "Dinca" sui libri in lingua italiana.
  3. ^ Seligman 1965
  4. ^ The Tutsi || In and Out of Focus: Images from Central Africa 1885-1960
  5. ^ Lienhardt 1961
  6. ^ Roth 2003
  7. ^ 'Echoes of the Lost Boys of Sudan' : NPR
  8. ^ (EN) Steve Lavell, A touch of Majak in North Melbourne Football Club, 15 dicembre 2009. URL consultato il 26 febbraio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • D. Chali, Anthropometric measurements of the Nilotic tribes in a refugee camp in Ethiopian Medical Journal, vol. 33, nº 4, 1995, pp. p.211-217.
  • C.G. Seligman, Brenda Z. Seligman, Pagan Tribes of the Nilotic Sudan, Londra, Routledge & Kegan Paul Ltd., 1965.
  • Deng, Francis Mading, The Dinka of the Sudan., Prospect Heights, Waveland Press, Inc., 1972.
  • G. Lienhardt, Divinity and Experience: the Religion of the Dinka, Oxford, Clarendon Press, 1961.
  • J.M. Stubbs, Morison C.G.T., The Western Dinkas, Their land and their agriculture. in Sudan Notes and Records, XXI, 1940, pp. p.251-266.
  • Jok Madut Jok Published Material: http://unjobs.org/authors/jok-madut-jok
  • http://www.openroad.net.au/languages/african/dinka-2.html

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