Deposito legale

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Il deposito legale è l'obbligo stabilito da molti ordinamenti giuridici ai produttori e distributori di libri e di altri documenti di depositare i loro prodotti editoriali presso particolari organismi depositari che sono a loro volta obbligati a catalogarli e a conservarli.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze

Alla costituzione del Regno d'Italia il deposito legale delle pubblicazioni librarie fu istituito a favore della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze che allora era capitale d'Italia. Con la presa di Roma fu istituita anche la Biblioteca centrale Vittorio Emanuele.

La materia è ora disciplinata dalla legge 15 aprile 2004, n 106 e successivo regolamento che ha esteso l'obbligo, oltre ai libri, anche agli opuscoli e ad altri documenti (pubblicazioni periodiche, carte geografiche e topografiche, atlanti, manifesti e musica a stampa).

Oltre alle due copie per le biblioteche centrali, devono essere depositate copie a livello regionale.[1][2] Le regioni decidono quali siano le biblioteche depositarie nel territorio di loro competenza e stabiliscono regole particolari.[3] In questo modo biblioteche come la Biblioteca Nazionale Braidense, destinataria del deposito legale prima dell'Unità, conservano tale privilegio anche ora.

L'art. 35 della legge n. 106(2004) indica che successivi regolamenti specificheranno le modalità di deposito e acquisizione dei documenti diffusi tramite rete informatica[4]. Nel frattempo specifici accordi regolano i rapporti tra gli istituti e i produttori di risorse digitali[5]. A tale proposto è stato istituito il servizio di deposito legale nazionale degli oggetti digitali coordinato dalle biblioteche nazionali di Firenze, Roma e Venezia. Il servizio è partito con la raccolta automatica e il deposito delle tesi di dottorato dagli archivi delle Università per poi estendersi agli editori[6].

Francia[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il deposito legale fu istituito in Francia con l'Ordinanza di Montpellier del 28 dicembre 1537.[7]

Il deposito doveva avvenire nella Biblioteca reale allora a Blois, in un esemplare fino al 1617, poi di due e infine tre. Con la rivoluzione francese il deposito legale obbligatorio fu soppresso in nome della libertà di stampa, ma rimase quello facoltativo per la tutela della proprietà . Una ordinanza del 1828 riduceva il numero di esemplari richiesti a due, di cui uno attribuito a un'altra biblioteca, in generale parigina.

Il deposito è stato esteso successivamente alla litografia nel 1817 ed alla fotografia nel 1851. La legge del 29 luglio 1881 fissa nuove regole per il deposito legale.

Un cambiamento importante interviene con la legge del 19 maggio 1925, che istituisce un doppio deposito legale, per i tipografi da una parte, gli editori dall'altra. Gli editori depositano alla Biblioteca nazionale, e i tipografi di provincia alla prefettura, che si fa carico di rinviarli alla Biblioteca nazionale, la quale assicura un controllo incrociato del deposito. La legge del 21 giugno 1943 trasforma questo deposito alla prefettura in un invio ad una biblioteca (generalmente una biblioteca municipale classificata) scelta in funzione del luogo di stampa , salvo per la regione parigina dove i depositanti inviano gli esemplari stampati alla BN.

Il castello di Blois prima sede del deposito legale in Francia

Altri paesi[modifica | modifica wikitesto]

Nel Regno Unito la legge stabilisce che una copia di ogni libro pubblicato debba essere inviata alla British Library; altre cinque biblioteche hanno il diritto di richiedere una copia gratuita entro un anno dalla pubblicazione. Vengono acquisite anche le più significative pubblicazioni in lingua inglese edite nel resto del mondo.

Nella Repubblica d'Irlanda, una copia di ogni libro deve essere inviata alla National Library of Ireland, alla biblioteca del Trinity College di Dublino, alla biblioteca dell'Università di Limerick, alla biblioteca della Dublin City University e alla British Library. Altre istituzioni irlandesi o inglesi possono richiedere di ricevere una copia entro dodici mesi dalla pubblicazione.

In Australia ogni libro pubblicato deve essere depositato presso la National Library of Australia, la State Library di ogni singolo stato e altre biblioteche, come quella del Parlamento o le biblioteche universitarie.

A Singapore tutti gli editori devono depositare due copie di ogni pubblicazione entro quattro settimane dalla data di pubblicazione.

Un sistema simile esiste in Francia ed ha come riferimento la Bibliothèque Nationale de France, e in Canada dove le pubblicazioni vengono raccolte dal Library and Archives Canada e dalla Bibliothèque nationale du Québec.

Fin dal 1661 la Biblioteca Reale Svedese ha diritto di ricevere una copia di ogni opera pubblicata in Svezia.

Altri paesi, come gli Stati Uniti d'America, non seguono questa regola. Negli Stati Uniti ogni casa editrice deve sottoporre due copie di ogni pubblicazione coperta dal diritto d'autore al United States Copyright Office presso la Biblioteca del Congresso come deposito obbligatorio. La Biblioteca provvede ad acquisire anche le più significative opere in inglese pubblicate nel resto del mondo.

Circa tre milioni di libri nuovi in lingua inglese si aggiungono ogni anno alle collezioni della British Library e della Library of Congress.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ elenco delle biblioteche depositarie.
  2. ^ Elenco aggiuntivo modificato per Lombardia e Marche
  3. ^ Regione Toscana.
  4. ^ Le modalità di deposito dei documenti diffusi tramite rete informatica sono definite con successivo regolamento adottato ai sensi dell'articolo 5, comma 1, della legge 15 aprile 2004, n. 106, su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro delegato per l'innovazione e le tecnologie, sentite le associazioni di categoria interessate, nonché la Commissione per il deposito legale, di cui all'articolo 42 e il Comitato consultivo permanente per il diritto d'autore, art. 35 c.1 del Decreto del Presidente della repubblica, 3 maggio 2006, n.252
  5. ^ MIBAC, Convenzioni, accordi e protocolli
  6. ^ Sito Ufficiale: www.depositolegale.it
  7. ^ Texte de l'ordonnance.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Vitiello, Il deposito legale nell'Europa comunitaria, Milano, Editrice Bibliografica, 1994, ISBN 978-88-7075-400-1.
  • Paolo Traniello, Legislazione delle biblioteche in Italia, Roma, Carocci, 1999., ISBN 88-430-1282-7
  • Vincenzo Fugaldi, Legislazione bibliotecaria italiana., in Biblioteconomia. Guida classificata, a cura di Mauro Guerrini, condirettore Gianfranco Crupi, a cura di Stefano Gambari, collaborazione di Vincenzo Fugaldi, prefazione di Luigi Crocetti, Milano, Editrice Bibliografica, 2007, ISBN 978-88-7075-634-0, pp. 858-859
  • Dario D'Alessandro, Il codice delle biblioteche. Legislazione delle biblioteche in Italia, 2. ed., Milano, Editrice Bibliografica, 2007., ISBN 978-88-7075-648-7

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