Biblioteca nazionale

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Una biblioteca nazionale è una biblioteca creata specificamente dal governo di una nazione per servire da deposito preminente delle informazioni di questa nazione. A differenza delle biblioteche pubbliche, queste permettono raramente ai cittadini di prendere libri in prestito. Spesso raccolgono numerose opere rare, di valore o particolarmente significative. Alcune delle prime biblioteche furono biblioteche nazionali: per esempio la Biblioteca di Alessandria era la biblioteca nazionale dell'Egitto tolemaico.

Le biblioteche nazionali sono di solito notevoli per le loro dimensioni, se raffrontate a quelle delle altre biblioteche dello stesso paese. Alcuni stati, pur non indipendenti, ma che vogliono preservare la propria particolare cultura, hanno costituito una biblioteca nazionale, con tutte le caratteristiche di questa istituzione, come il deposito legale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

British Library, edificio principale, Londra

Le prime biblioteche nazionali in epoca moderna ebbero origine dalle collezioni reali dei sovrani o di altre personalità dello stato. L'idea di biblioteca nazionale, strettamente connessa a quella di biblioteca universale, si sviluppò tuttavia nei secoli più recenti.

Le biblioteche dei principi erano universaleggianti nell'impostazione, ma curavano più la rarità dei testi o la preziosità dei codici, che non il desiderio di soddisfare le necessità degli studiosi. Al contrario, le biblioteche ecclesiastiche erano più indirizzate all'utilità, ma per questo più selettive.

Fu solo nel XVII secolo che la concezione di biblioteca universale si diffuse nuovamente ed ebbe il suo maggior teorico in Gabriel Naudé. Furono costituite in Europa grandi biblioteche aperte al pubblico che avevano in sé le caratteristiche che avrebbero contraddistinto le biblioteche nazionali. Le prime che possono definirsi tali sorsero nel XVIII secolo: la Hofbibliothek di Vienna nel 1726 (ora Österreichische Nationalbibliothek), la British Museum Library a Londra nel 1759 e la Königliche Bibliothek di Berlino nel 1780.

L'enorme diffusione della stampa dal XIX secolo obbligò le biblioteche nazionali a circoscrivere la loro ambizione di universalità al proprio paese e alla propria lingua.

La situazione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Nell'Italia pre-unitaria i diversi stati avevano ciascuno una biblioteca con le caratteristiche di biblioteca nazionale. Dopo la costituzione dello stato unitario, nel 1861, venne deciso di mantenere la definizione di "nazionale" per nove biblioteche, ma solo la Nazionale Centrale di Firenze che era la capitale d'Italia, che aveva diritto al deposito legale per tutto il territorio nazionale, poteva essere considerata tale.

Nel 1876, dopo l'annessione di Roma, su iniziativa di Ruggero Bonghi venne creata una nuova biblioteca nazionale, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, con le stesse caratteristiche della biblioteca fiorentina. Entrambe le biblioteche assunsero la denominazione di Biblioteca Nazionale Centrale.

Deposito legale[modifica | modifica wikitesto]

Il deposito legale è l'obbligo stabilito da molti ordinamenti giuridici ai produttori e distributori di libri e di altri documenti di depositare presso particolari organismi depositari che sono obbligati a conservarli e a catalogarli. Il principio del deposito legale viene applicato in alcuni paesi.

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia il deposito legale è regolato dalla Legge 15 aprile 2004, n. 106 (pubblicata nella GU n. 98 del 27 aprile 2004) e dal successivo Regolamento, approvato con DPR 3 maggio 2006, n. 252 (GU 18.8.2006) Regolamento recante norme in materia di deposito legale dei documenti di interesse culturale destinati all'uso pubblico, e riguarda libri, opuscoli, pubblicazioni periodiche, carte geografiche e topografiche, atlanti, manifesti e musica a stampa.

Il decreto stabilisce che due copie vadano alle Biblioteche nazionali centrali di Firenze e di Roma, altre due copie alle biblioteche stabilite dalle regioni e dalle province autonome.

Negli altri paesi[modifica | modifica wikitesto]

Nel Regno Unito la legge stabilisce che una copia di ogni libro pubblicato debba essere inviata alla British Library; altre cinque biblioteche hanno il diritto di richiedere una copia gratuita entro un anno dalla pubblicazione. Vengono acquisite anche le più significative pubblicazioni in lingua inglese edite nel resto del mondo.

Nella Repubblica d'Irlanda, una copia di ogni libro deve essere inviata alla National Library of Ireland, alla biblioteca del Trinity College di Dublino, alla biblioteca dell'Università di Limerick, alla biblioteca della Dublin City University e alla British Library. Altre istituzioni irlandesi o inglesi possono richiedere di ricevere una copia entro dodici mesi dalla pubblicazione.

In Australia ogni libro pubblicato deve essere depositato presso la National Library of Australia, la State Library di ogni singolo stato e altre biblioteche, come quella del Parlamento o le biblioteche universitarie. A Singapore tutti gli editori devono depositare due copie di ogni pubblicazione entro quattro settimane dalla data di pubblicazione.

Un sistema simile esiste in Francia ed ha come riferimento la Bibliothèque Nationale de France, e in Canada dove le pubblicazioni vengono raccolte dal Library and Archives Canada e dalla Bibliothèque nationale du Québec.

Fin dal 1661 la Biblioteca Reale Svedese ha diritto di ricevere una copia di ogni opera pubblicata in Svezia.

Altri paesi, come gli Stati Uniti d'America, non seguono questa regola. Negli Stati Uniti ogni casa editrice deve sottoporre due copie di ogni pubblicazione coperta dal diritto d'autore al United States Copyright Office presso la Biblioteca del Congresso come deposito obbligatorio. La Biblioteca provvede ad acquisire anche le più significative opere in inglese pubblicate nel resto del mondo.

Circa tre milioni di libri nuovi in lingua inglese si aggiungono ogni anno alle collezioni della British Library e della Library of Congress.

Controllo bibliografico[modifica | modifica wikitesto]

L'ambito nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Una delle attività principali di una biblioteca nazionale è di realizzare la parte che riguarda la propria nazione nell'obiettivo di realizzare il controllo bibliografico universale, assicurando il controllo bibliografico di ogni libro pubblicato in quel determinato paese. La prima parte dell'obiettivo viene normalmente raggiunta attraverso il deposito legale o attraverso programmi come il servizio di catalogazione utilizzato negli Stati Uniti, che permette di catalogare un libro quando è ancora in bozza. Altre biblioteche nazionali offrono servizi simili o impongono pratiche simili a questa.

La seconda parte dell'obiettivo è realizzata attraverso programmi di acquisizione e sviluppo delle raccolte che mirano al mercato librario negli altri paesi e che si basano su accordi di collaborazione con altre biblioteche nazionali che forniscono lo stesso servizio. Protocolli di scambio e di accesso alle informazioni permettono a questi paesi di leggere gli altri cataloghi e di standardizzare gli ingressi nel catalogo, rendendo più facile per ogni biblioteca nazionale conoscere ogni possibile documento che possa riguardare il proprio paese.

In Italia la Bibliografia Nazionale Italiana (BNI), che comprende libri, periodici, libri per ragazzi, musica a stampa e tesi di dottorato, è curata dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze che la pubblica dal 1958.

L'ambito internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Un altro degli obiettivi principali di molte biblioteche nazionali è rivolto all'interscambio e alla collaborazione verso il controllo bibliografico universale di tutti i libri nel mondo. Questo viene realizzato attraverso gli scambi di informazioni e gli accordi menzionati nella sezione precedente, ma anche sviluppando sistemi standardizzati di classificazione o di regole di catalogazione. La più utilizzata di queste regole è l'International Standard Bibliographic Description o ISBD. Essa viene applicata a libri e periodici, ma ha anche altre versioni come ad esempio ISBD(ER) per le risorse elettroniche e ISBD(A) per il libro antico, che comprende i libri stampati prima dell'era industriale.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Vitiello. Alessandrie d'Europa. Storie e visioni di biblioteche nazionali. Milano, Edizioni S. Bonnard, 2002. ISBN 8886842376