David Mancuso

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David Mancuso
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Dance
Funk
Soul
Periodo di attività fine anni '60 – in attività
Gruppi e artisti correlati Frankie Knuckles, Larry Levan

David Mancuso, noto anche come Dave Mancuso (Utica, 20 ottobre 1944[1]), è un disc jockey statunitense. È considerato uno dei pionieri della disco music, tra i primi deejay della storia e precursore della "cultura underground"[2][3][4].

Mancuso fu l'ideatore e creatore del "The Loft" di New York: un vero e proprio loft trasformato nel primo vero club di culto[5], che segnò l'epoca della disco music degli albori.

The Loft[modifica | modifica sorgente]

L'appartamento era quello in cui risiedeva lo stesso Mancuso, e si trovava nel quartiere di Chelsea, all'angolo tra Broadway e Bleecker Street[6]. Il "The Loft" era ampio inizialmente circa 220 , con il soffitto alto poco più di 4 metri, ed il pavimento in legno[7]; successivamente lo spazio venne ampliato, permettendo la presenza di circa 300 persone[7].

Si trattava di feste esclusivamente ad invito per circa 200 persone delle più svariate estrazioni sociali, etniche e culturali[4], frequentate dai primi dj della storia come Larry Levan, Frankie Knuckles, David Morales, Francois Kevorkian, Nicky Siano, Tony Humphries[4]. La selezione degli invitati era estremamente rigorosa, ma includeva artisti di ogni tipo, stretti amici di Mancuso, fino a galleristi e uomini d'affari.

Tutto veniva curato nei massimi dettagli: dalla precisa posizione degli altoparlanti Klipsch, fino alla scelta di puntine dei giradischi realizzate su misura da un'azienda giapponese[4]. Il sound system del "The Loft" è considerato uno tra i migliori di sempre[8]: fu innovativo, incentrato sull'estrema potenza dei bassi[4], su ispirazione del dub giamaicano[8]. La musica suonata era estremamente variegata, ed includeva musica latina, africana, Philadelphia soul, funk[9].

I primi eventi al "The Loft" vennero organizzati nel 1970 in maniera sporadica, ed erano chiamati "Love Saves The Day"[2]. L'appuntamento col "The Loft" divenne però di cadenza settimanale già dal 1971[2]. L'idea di Mancuso fu ispiratrice della nascita di alcune tra le più importanti discoteche newyorkesi degli anni settanta, come ad esempio il Paradise Garage, il The Gallery e il The Saint[2].

Il 19 settembre 2004 Mancuso è stato inserito nella "Dance Music Hall of Fame"[4].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bill Brewster, Frank Broughton, Last night a dj saved my life: the history of the disc jockey, Grove Press, 1999, a pag. 142. ISBN 9780802136886.
  2. ^ a b c d Scheda di David Mancuso, Discogs. URL consultato il 9-3-2011.
  3. ^ Scheda di David Mancuso, greatest.dj. URL consultato il 9-3-2011.
  4. ^ a b c d e f Scheda di David Mancuso, sunny.it. URL consultato il 9-3-2011.
  5. ^ G. Marrone, Sensi alterati: droghe, musica, immagini, Meltemi Editore, 2005, p.32. ISBN 9788883534201.
  6. ^ Let here be house, paolopasquali.it. URL consultato il 9-3-2011.
  7. ^ a b David Mancuso of The Loft, vanguardsound.com. URL consultato il 9-3-2011.
  8. ^ a b Pierfrancesco Pacoda, Sulle rotte del rave. Dj's party e piste da ballo da Goa a Londra, da Bali a Ibiza, Feltrinelli, 2002, a pag. 37. ISBN 9788871081786.
  9. ^ (EN) Scheda di David Mancuso, Allmusic. URL consultato il 9-3-2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 126016443