Consulta di Bioetica

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Consulta di Bioetica
Tipo ONLUS
Fondazione 1989
Fondatore Renato Boeri
Scopo promozione del dibattito laico e razionale sui problemi etici nel campo della medicina e delle scienze biologiche, in un'ottica pluralistica di rispetto delle diverse concezioni di valore[1]
Sede centrale Italia Milano
Presidente Italia Maurizio Mori
Sito web

La Consulta di Bioetica è un'associazione culturale che riunisce alcuni studiosi di bioetica italiani (Maurizio Mori, Maurizio Balistreri, Carlo Flamigni, Giovanni Fornero, Giuseppe Englaro, Piero di Blasio, Eugenio Lecaldano, Sergio Bartolommei, Luca Lo Sapio, Alberto Giubilini, Francesca Minerva, Mario Riccio ed altri), [2] È stata fondata nel 1989 dal neurologo Renato Boeri ed è riconosciuta dallo Stato Italiano come Organizzazione non lucrativa di utilità sociale. La sua sede è a Milano ed è presente in Veneto, Toscana, Sardegna, Lazio, Piemonte, Lombardia e Campania. L'attuale presidente è Maurizio Mori, professore ordinario di bioetica all'Università di Torino[3] e coautore del Manifesto di bioetica laica.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

La Consulta dichiara che la sua attività è rivolta allo sviluppo del dibattito laico e razionale sui problemi etici nel campo della medicina e delle scienze biologiche, in un'ottica pluralistica di rispetto delle diverse concezioni di valore[1].

Dal 1993 promuove la rivista trimestrale Bioetica, Rivista interdisciplinare[4] pubblicata dalla società giornalistica ed editoriale Zadig. La rivista propone numerosi articoli di attualità ponendosi criticamente nelle questioni tecniche ed etiche riguardanti i più disparati argomenti fornendo suggerimenti e soluzioni anche a livello giuridico.

L'associazione, che ritiene necessaria una disciplina di tipo liberalista in tema di testamento biologico, quindi spesso contrapposta alla bioetica di impronta religiosa e cattolica, ha seguito da vicino la vicenda di Eluana Englaro con un ruolo di rilievo nella risoluzione delle problematiche giuridiche dello stato vegetativo persistente. Nel 1996 Beppino Englaro si è rivolto alla Consulta di Bioetica che gli ha consigliato di farsi nominare tutore della figlia[5].

In tema di aborto la consulta di bioetica nella sua storia ha più volte difeso con forza con la Legge n.194 del 22 maggio 1978 (Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza). Con un documento promosso tra gli altri dall'ex presidente, il giurista Valerio Pocar[6], la Consulta ha affermato che "la legge va giudicata positivamente perché garantisce la libertà di comportamento in una questione delicata e controversa: chi ritiene che l'aborto sia una scelta dolorosa o anche una scelta autonoma, può seguire la propria coscienza senza dover rischiare la vita "[7]. Nel 2008 ha proposto di riformare il testo legislativo nel senso di garantire maggiore libertà decisionale alla donna[8].

Nel 2006 ha istituito una sezione didattica che ha l'obiettivo di promuovere il dibattito culturale bioetico di tipo laicale, a livello scolastico. L'attività è stata affidata ad un gruppo di docenti universitari, ma non solo, che operano attraverso un coinvolgimento disciplinare.

Carta di autodeterminazione[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1990 la consulta di bioetica si è adoperata nella produzione della Carta di autodeterminazione[9], un documento teso a valorizzare l'autonomia dei singoli individui relativamente ai problemi di carattere sanitario, sulla base del principio del consenso informato. La finalità della carta è quella di garantire che al paziente, persona libera e cosciente, spetti l'ultima parola riguardo alle cure cui vuole essere sottoposto e che tale libertà e autonomia sia sempre mantenuta e non prevaricata dall'azione dei medici.[10].

Tematiche[modifica | modifica wikitesto]

Fra le tematiche principali ci sono:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b La Consulta di Bioetica
  2. ^ Sara Strippoli, 'Basta con le ipocrisie ora si discuta senza veti' in La Repubblica, 23 gennaio 2009, p. 5. URL consultato il 24 febbraio 2009.
  3. ^ Università degli Studi di Torino. URL consultato il 24 febbraio 2009.
  4. ^ Indice rivista Bioetica, Rivista interdisciplinare
  5. ^ Brunella Torresin, Dallo schianto in auto alla sentenza Eluana, diciassette anni di calvario in La Repubblica, 10 febbraio 2009, p. 13. URL consultato il 24 gennaio 2009.
  6. ^ Cinzia Sasso, Tre incontri verso il Gay Pride con Flamigni, Hack, Odifreddi in La Repubblica, 03 giugno 2008. URL consultato il 24 gennaio 2009.
  7. ^ Consulta di Bioetica: quel testo va difeso in Il Corriere della Sera, 23 maggio 1998, p. 3. URL consultato il 23 febbraio 2009.
  8. ^ La Consulta di bioetica 'Più forza alla 194' in La Repubblica, 20 marzo 2008, p. 7. URL consultato il 23 gennaio 2009.
  9. ^ La biocard sul sito della Consulta di Bioetica
  10. ^ Foschini Paolo, «Una tessera per lasciarsi morire» Milano, proposta della Consulta di Bioetica. E Veronesi sull'eutanasia: può essere atto di carità in Il Corriere della Sera, 15 giugno 2000, p. 1 e 17. URL consultato il 23 febbraio 2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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