Convitto nazionale statale Francesco Cicognini
Coordinate: 43°52′43.55″N 11°5′37.78″E / 43.8787639°N 11.0938278°E
Il convitto nazionale statale "Francesco Cicognini" è il più antico istituto scolastico di Prato. La sua origine risale al 1692, per opera dei padri Gesuiti, in seguito al lascito del canonico Francesco Cicognini. L'istituto è oggi composto da scuole elementari, medie e superiori (licei classico, scientifico ed europeo), tra cui lo storico liceo classico (in cui hanno studiato, fra gli altri, Gabriele d'Annunzio e Curzio Malaparte).
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[modifica] Architettura
L'enorme edificio del Convitto venne progettato dal gesuita Giovan Battista Origoni. L'atrio e il portale d'ingresso furono costruiti dall'architetto pratese Giuseppe Valentini. Al suo interno sono degni di nota il refettorio (affrescato da Giacinto Fabbroni nel 1754 con scene tratte dalla Bibbia), la cappella settecentesca (con interessanti arredi lignei) ed il teatro (inizialmente chiesetta del convitto, adibito all'uso attuale durante il periodo di secolarizzazione dell'istituto: i suoi affreschi vennero rifatti durante l'epoca fascista).
[modifica] Da collegio a convitto nazionale
Fino all'Unità d'Italia, la direzione fu affidata a esponenti del clero locale, cui apparteneva anche la maggior parte dei docenti. Particolare spicco ebbe il magistero di Atto Vannucci, che restò al "Cicognini" fino al 1848. Successivamente il governo guidato da Urbano Rattazzi nel 1862 nominò rettore Girolamo Bobone, al posto del sacerdote Giovanni Pierallini.
Nell'ottobre di quello stesso anno la carica passò a Giuseppe Merzario, intellettuale, educatore, patriota e uomo politico di idee progressiste. Il blocco politico-sociale conservatore, che trovava i suoi punti di forza in alcuni esponenti del clericalismo e del mondo culturale fiorentino di matrice cattolica (Cesare Guasti, Nicolò Tommaseo), si oppose apertamente all'operato di Merzario, finché questi rassegnò polemicamente le dimissioni.
Negli anni 1875–1881, in cui fu rettore e preside Flaminio Del Seppia, fu convittore Gabriele D'Annunzio, che mostrò particolare stima per l'ex garibaldino Tito Zucconi, suo insegnante di letteratura inglese.
Nel 1882 il Cicognini divenne statale. Alla sua guida il ministero assegnò il letterato ed educatore Ulisse Poggi, che vantava trascorsi patriottici quarantotteschi. Malgrado tensioni con alcuni insegnanti e studenti, Poggi restò in carica fino al pensionamento, avvenuto nel 1889. A succedergli fu il latinista Angelo Tosi, che restò in carica fino all'estate del 1899, in tempo per organizzare le celebrazioni per il bicentenario dell'istituto, in occasione del quale venne inaugurato un busto di Umberto I, opera del giovane scultore pratese Oreste Chilleri. Dal settembre del 1899 fino al 1918 fu preside Paolo Giorgi, fautore di un'intensa opera di propaganda nazionalista e interventista che portò anche a violente tensioni con il contesto sociale cittadino, negli anni della prima guerra mondiale. Nei primi anni del nuovo secolo furono insegnanti del "Cicognini" l'italianista livornese Ubaldo Angeli, amico di Severino Ferrari e Fabio Fedi, insegnante di lettere al ginnasio e acceso sostenitore della laicità dell'istruzione, oltre che consigliere comunale. Dal dopoguerra il "Cicognini" da regio collegio tornò ad essere convitto nazionale; i rettori che si sono succeduti hanno continuato la tradizione (Gentileschi, Mati, D'Ascenzio, Caiazza, Pistone) dalla fine degli anni '90 è iniziata una profonda innovazione metodologica e tecnologica (rettore Enrico Fadda) ed è stata nominata alla guida del "Cicognini" la prima donna (Anna Grazia Greco). Dal 2004 al 2007 (sotto la Direzione di Daniele Santagati) sono stati eseguiti imponenti lavori di messa a norma previsti dalla legge 626/94 Nel 2009 il rettore del "Cicognini" è Daniele Santagati tornato a Prato dopo l'esperienza di rettore del "C. Colombo" di Genova[1]. Dal settembre 2012 aprira' la sezione femminile del convitto residenziale, adeguando cosi' il Cicognini ai cambiamenti della nostra società.
[modifica] Il liceo-ginnasio (1925 - 1999)
A seguito della riforma Gentile, nel 1925 la presidenza del liceo venne separata dal rettorato del convitto e fu affidata al pratese Alfredo Guarducci, professore di matematica e già sindaco della città. Il liceo classico fu reso del tutto autonomo rispetto al convitto, pur restando per alcuni decenni nella medesima sede.
Negli anni del primo dopoguerra e del fascismo si segnalarono, tra i professori, Sebastiano Nicastro, il latinista Vittorio Ragazzini e il letterato Renzo Simi, mentre la presidenza fu affidata allo storico e italianista Giuseppe Fatini, noto soprattutto per i suoi studi ariosteschi e per un’accurata monografia dedicata a Gabriele D’Annunzio convittore del Cicognini.
Nella seconda metà del secolo operarono nel liceo il classicista Cesare Grassi e Agostino Ammannati, che per alcuni anni curò l’allestimento di spettacoli nel teatrino del "Cicognini" col gruppo filodrammatico del liceo, oltre a collaborare con don Lorenzo Milani. L’attività teatrale venne ripresa più recentemente da altri insegnanti, ed in particolare dalla prof.ssa Vilda Mazzarrini, dalla prof.ssa Santi, dalla prof.ssa Gervasi (in lingua inglese) e dal prof. Nave. È sempre stato attivo, con qualche interruzione, il giornale scolastico La Cicogna.
Nel 1972 il liceo classico statale si trasferì nel nuovo edificio di via Baldanzi 16, dove è tuttora. Venne trasferito nella nuova sede fuori dal centro il ricco patrimonio storico-culturale custodito, comprendente l'archivio storico (documenti e verbali scolastici dal 1870 al 1972, compresi i registri dei voti relativi a studenti divenuti illustri, da Gabriele D’Annunzio a Curzio Malaparte, da Mario Monicelli a Tommaso Landolfi), il Museo di fisica (riordinato e catalogato scientificamente) e il Museo di storia naturale (con le collezioni ornitologica e mineralogica) e una biblioteca di oltre 10.000 volumi con la raccolta della Antologia di Vieusseux. Negli anni '90 è stato istituito nuovamente il corso di liceo classico statale all'interno del convitto e la presidenza è stata nuovamente assunta dal Rettore anche se continua ad operare nei locali di via Baldanzi l'altro liceo classico "Francesco Cicognini", che mantiene il patrimonio culturale proveniente dal Convitto.
[modifica] Note
- ^ L'elenco completo dei rettori è disponibile sul sito ufficiale dell'istituto.
[modifica] Bibliografia
- Giuseppe Merzario, Storia del Collegio Convitto di Prato, Prato 1870.
- Giuseppe Fatini, Il Cigno e la Cicogna: Gabriele D’Annunzio collegiale, Pescara, Edizione Aternine, 1959.
- Giancarlo Nanni - Ivo Regoli (a cura di), L'archivio storico del Convitto Nazionale Cicognini. Cenni storici e inventario, Prato, Comune di Prato, 1985.
- Fernand Braudel, Prato. Storia di una città, III, 2, Comune di Prato, Firenze, Le Monnier, Firenze 1988.
- E. Borchi - R. Macii, Antichi apparecchi del Gabinetto di Fisica del Liceo Ginnasio Cicognini di Prato, Prato, Edizioni del Palazzo, 1988.
- Ivo Regoli - Giancarlo Nanni, Convitto Nazionale Cicognini 1692-1992 Tre secoli di cultura, Prato, Pentalinea, 1993 (2ª ed. 2006).
- C. Innocenzi – S. Pozzi, Il Collegio Cicognini a Prato. Arte e Storia, Pentalinea, Prato 1993.
- Antonello Nave, Il liceo classico ‘F. Cicognini’ di Prato negli anni del fascismo (1922-1944), Prato 1995.
- Antonello Nave, Educando al teatro. Cento anni di attività teatrale nel liceo classico “F. Cicognini” di Prato, Prato 1997.
- Antonello Nave, Fra Troia e la Bosnia: Agamennone e la guerra inutile. Un allestimento della tragedia di Eschilo nel “teatro della scuola”, Liceo classico “F. Cicognini” di Prato, Firenze 1998.
- E. Borchi, R. Macii, Le collezioni del Liceo Classico di Prato. Catalogo degli strumenti di Fisica tra Ottocento e Novecento, Prato, Artestampa, 1999.
- AA.VV., I ragazzi dell’Ammannati. Il teatro al Liceo classico “Cicognini” attraverso lettere, testimonianze, fotografie e disegni, Prato, Comune di Prato, 2000.
- Antonello Nave, Giuseppe Fatini preside del liceo pratese, in «Amiata Storia e Territorio», XIII, 43, aprile 2003, pp. 39-42.
- Antonello Nave, Gabriellino D’Annunzio convittore al “Cicognini”, in «Rassegna Dannunziana», 2003, 43, pp. 34-36.
- Antonello Nave, Il deputato di Asso alla guida del Cicognini, in «Brianze», IV, 24, febbraio 2003, pp. 46-51.
- Antonello Nave, Il debutto teatrale di D’Annunzio jr., in «Microstoria. Rivista toscana di storia locale», V, 29, maggio-giugno 2003, pp. 38-39.
- Antonello Nave, Adolfo Sironi. Una bandiera rossa al “Cicognini” di Prato, in «L’Almanacco. Rassegna di studi storici e di ricerche sulla società contemporanea», Istituto per la Storia del Movimento Operaio e Socialista ‘P. Marani’, Reggio Emilia, XXI, 41, dicembre 2003, pp. 93-105.
- A. Benedetti-B. Benedetti, Gli archivi della scienza. Musei e Biblioteche della Scienza e della Tecnologia in Italia, Genova, Erga Edizioni, 2003, p. 282.
- Antonello Nave, Sebastiano Nicastro al “Cicognini” di Prato, in «Archivio Storico Siracusano», serie III, XVII, 2003 [2004], pp. 253-263.
- Antonello Nave, Ulisse Poggi. Dal liceo di Reggio al ‘Cicognini’ di Prato, in «Reggiostoria», XXVI, 1, gennaio-marzo 2004, pp. 28-36.
- Antonello Nave, Giuseppe Merzario educatore e parlamentare, in «Camicia Rossa», XXIV, 3-4, agosto-dicembre 2004, pp. 23-25.
- Antonello Nave, Ritratto del latinista Vittorio Ragazzini da Modigliana, in «Il Carrobbio. Tradizioni, problemi, immagini dell’Emilia-Romagna», Bologna, Pàtron Editore, XXX, 2004, pp. 251-258.
- Antonello Nave, Tito Zucconi letterato ed educatore garibaldino (1837-1924), in «Camicia Rossa», XXV, 3, luglio-settembre 2005, pp. 24-26.
- Antonello Nave, “Stagna lacusque”. Comacchio nei versi latini di Alessandro Zappata, in «Anecdota. Quaderni della Biblioteca L. A. Muratori – Comacchio», XVI, 1-2, dicembre 2006 [2007], pp.151-163.
- Eleonora Maccarone, L'archivio del Convitto "Francesco Cicognini" di Prato. Sessione scolastica 1864-1925. Inventario, tesi di laurea, Università di Firenze, facoltà di lettere e filosofia, a.a. 2006-2007, relatrice prof. Laura Giambastiani.
[modifica] Voci correlate
- Convitto nazionale
- Ville della Sacca, residenza estiva dei convittori del "Cicognini".