Clownterapia

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Clownterapia è un termine, composto dall'unione delle parole clown e terapia, con cui si definisce un tipo di assistenza in ambiente sanitario. Più in generale, indica l'applicazione di un insieme di tecniche derivate dal circo e dal teatro di strada, in contesti di disagio sociale o fisico, quali ospedali, case di riposo, case famiglia, orfanotrofi, centri diurni, centri di accoglienza, ecc.

L'origine della clownterapia[modifica | modifica wikitesto]

Una clownterapia “ante litteram” veniva applicata da Angelo Paoli (1642-1720), sacerdote carmelitano italiano beatificato nel 2010 anche per le sue molteplici attività caritative: si travestiva da buffone [1] e si truccava per far sorridere i malati.

L’origine della clownterapia moderna, erroneamente attribuita al medico Hunter Adams (noto come Patch Adams), si deve al Clown del Big Apple Circus (New York), Michael Christensen (http://www.circopedia.org/Michael_Christensen).

Il clown-dottore[modifica | modifica wikitesto]

Il Clown Dottore (anche Clown di corsia) è un operatore specificamente formato (in Italia la formazione va da un minimo di 150 ore a master universitari) per applicare le conoscenze della Gelotologia e della Psiconeuroendocrinoimmunologia nei contesti di disagio, attraverso le arti del circo.

Egli lavora in coppia con un altro Clown Dottore, sfruttando le arti del Clown (Umorismo, Improvvisazione teatrale, Prestidigitazione, Marionette, Musica etc.) per cambiare il segno delle emozioni negative delle persone che vivono un disagio sanitario e/o sociale. Essi, a seconda del contesto, possono effettuare comicoterapia passiva (far ridere) o attiva (essere stimolatore di produzione comico/umoristica da parte dei suoi interlcutori).

Il clown trasforma il reparto o la camera d’ospedale - cornici fredde e distaccate dove vivono i pazienti - in un ambiente magico, in cui la risata si fa strumento di gioia e sicurezza, incoraggiando al dialogo, quale forma essenziale di interazione e legami. Inoltre prova a stabilire con gli spettatori un rapporto umano di fiducia e confidenza, capace di far dimenticar la quotidianità della vita ospedaliera, a profitto della fantasia e dell’immaginazione. L’importanza di questa figura non si esaurisce nella figura del paziente, bensì si estende a tutta la sua famiglia, proprio perché i miglioramenti del malato vengono vissuti e condivisi anche da coloro che lo circondano con amore e affetto.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

La formazione del Clown Dottore può esser definita multidisciplinare.

Oltre alle classiche arti del Clown, l'operatore riceve una formazione in discipline umanistiche (psicologia, pedagogia, sociologia dei luoghi di cura ed altro) in modo da essere in grado di poter rendere il proprio intervento efficace senza mai perdere il sorriso.

In Italia, la Federazione Italiana Clown dottori (www.fnc-italia.org) nasce per lo studio e la tutela del clown dottore, favorendo occasioni di incontro fra clown dottori di ogni parte del mondo.

Modalità[modifica | modifica wikitesto]

I Clown Dottori lavorano in coppia, indossano un camice colorato e un trucco leggero e, nelle corsie ospedaliere, fanno il classico giro visite nelle stanze, creando occasioni di contatto con i pazienti e fra pazienti (il clown dottore lavora a livello di comunità, favorendo la conoscenza tra le persone che condividono lo stesso ambiente).

Nel loro intento è sempre presente trovare una "metafora terapeutica" che permetta un cambiamento delle emozioni negative in positive. Ogni intervento è, perciò, personalizzato, adattato ogni volta al target[2] con il quale ci si vuole relazionare. Inoltre, la compagnia di una coppia di Clown Dottori permette la creazione e il consolidamento dei rapporti che vengono instaurati tra malati, familiari e personale sanitario. I dottori e volontari che scelgono questo tipo di terapia, operano in stretto contatto con l'equipe ospedaliera e, nonostante il loro aiuto assicuri un netto miglioramento della qualità della vita, in molte strutture la loro presenza viene rifiutata.

Contesti operativi[modifica | modifica wikitesto]

Il contesto operativo del Clown Dottore non si limita solamente alla pediatria. Gli studi della gelotologia hanno infatti provato che l'utilizzo della comicità e della metafora terapeutica può essere utilizzata anche con target non pediatrici (adulti, anziani, diversabilità) e in differenti contesti (disagio sociale e scolastico).

La clownterapia in Italia e nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni la Clownterapia si è diffusa in molte cliniche di diversi paesi del mondo, come Francia, Italia, Olanda, Svezia, Gran Bretagna, Germania, Israele, Stati Uniti, Nuova Zelanda e Sudafrica.

Le forme di comicoterapia adottate possono essere svariate:

  • clown nelle corsie ospedaliere;
  • corsi ad hoc di Clownterapia per il personale medico infermieristico;
  • istituzione di minibiblioteche comiche itineranti.

In Italia, i primi clown-medici risalgono agli anni ‘90. Per molto tempo il loro operato è stato rivolto esclusivamente ai bambini. Solo in questi ultimi anni (dato il riscontro scientifico dei suoi effetti benefici) la clownterapia si sta diffondendo verso tutti i pazienti, indipendentemente dalla loro età.

La risata come antidolorifico[modifica | modifica wikitesto]

« Una risata può avere lo stesso effetto di un antidolorifico: entrambi agiscono sul sistema nervoso anestetizzandolo e convincendo il paziente che il dolore non ci sia »
(Patch Adams)

Il caso di Norman Cousins[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli anni settanta e ottanta gli Stati Uniti hanno dimostrato le proprietà terapeutiche della risata. Esemplare è il caso del giornalista scientifico Norman Cousins, affetto da spondite anchilosante[3]. Il suo caso ha permesso di rivalutare gli effetti provocati dalle emozioni sul sistema immunitario. Cousin decise di provare a curarsi ridendo, nutrendosi per tre o quattro ore al giorno di film comici, e assumendo quotidianamente per flebo 25 grammi di vitamina C. Contro ogni previsione, Cousin nell'arco di un anno guarì. Un recente studio canadese, ha scientificamente confermato che il buon umore difende dalle infezioni, determinando una minor riduzione dell’immunoglobulina A[4].

Ragioni scientifiche degli effetti benefici della risata[modifica | modifica wikitesto]

La gelotologia [dal greco gelos= riso e logos= scienza] è una nuova disciplina che studia in modo metodico la risata, il buon umore e il pensiero positivo rispetto alle loro potenzialità terapeutiche. Questa scienza costituisce un ponte tra la biologia, la psicologia, l’antropologia, la medicina. In effetti la risata e il sorriso se vengono studiati da una sola di queste prospettive trascurando le altre, risultano incompleti.

Ridere attiva tutte le parti del corpo umano: il cuore e la respirazione accelerano i loro ritmi, la pressione arteriosa diminuisce e i muscoli si rilassano. Anche la chimica del sangue si modifica, in quanto, tanto più la risata è esplosiva e spontanea, tanto più diminuisce la tensione e si manifesta una sensazione di liberazione che coinvolge tutti gli organi e le funzioni corporee. Tutto questo perché ridere stimola la produzione di beta-endorfine[5] da parte delle ghiandole surrenali che producono cortisolo, un ormone che regola la risposta allo stress (medicina). La loro peculiarità sta nella capacità di regolare l’umore. Esse vengono rilasciate in situazioni stressanti come forma di difesa, in modo da poter sopportare meglio il dolore, fisico o psicologico[6]. È ormai provato che il buon umore e la fiducia rafforzano l’organismo aumentando le difese immunitarie, mentre stati depressivi favoriscono l’insorgere di malattie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Beato Angelo Paoli, Carmelitano e apostolo della carità
  2. ^ Segmento o porzione di un pubblico che si vuole raggiungere con una determinata azione.
  3. ^ Si tratta di un’alterazione delle articolazioni che porta progressivamente alla paralisi.
  4. ^ Si tratta di un anticorpo del sistema immunitario che ha il compito di neutralizzare i corpi estranei come virus e batteri.
  5. ^ Sostanze fisiologiche dotate di una potente attività analgesica ed eccitante, che esercita sul corpo umano un effetto anestetizzante simile alla morfina e alle sostanze oppiacee.
  6. ^ Informazioni rese disponibili dal sito http://www.benessere.com/salute/arg00/risoterapia.htm.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cousins, Norman, La volontà di Guarire, Ed. Armando, Roma 1980
  • S.Fioravanti, L. Spina, La terapia del Ridere, Ed. RED, Como 1999
  • S.Fioravanti, L. Spina, Anime con il naso rosso, Ed. Armando, Roma 2006
  • M. Farnè, Guarir dal ridere, Boringhieri, Torino, 1996
  • F. Bottaccioli, "Psiconeuroimmunologia", Ed, RED, Como 1995
  • M.L. Mirabella, Clownterapia, Ed. Neos, Rivoli, 2005
  • S. Beltrami, E. Bertoldi "Bicarbonato e mentine. Giovannino Guareschi, l'amico dei giorni difficili" GAM Editore, Rudiano BS 2007 ISBN 9788889044339
  • Dottor Clown Italia "Immagini e Parole di clownterapia", Ed. Piccin 2009 ISBN 978-88-299-1983-3
  • Sanguigno Ginevra "Il Corpo che Ride", Xenia Edizioni Milano
  • Adams Patch "Salute " , Urra Edizioni Milano
  • Adams Patch "Visite a domicilio *, Urra Edizioni Milano

"Terzi Alberto e Broggi Valentina, Siamo seri:proposte per educare al ridere" edizioni la meridiana

"Terzi Alberto, Giochi per ridere, edizioni la meridiana"

"La Via del Sollievo", Raccolta atti congressuali da "Clown Dottori a Roma" a "La Comicoterapia in Emergenza" - 2004-2010 - Sei anni di attività condivisa, Ancis Politeia Onlus, 2011 (scaricabile gratuitamente dal sito www.ancispoliteia.it)

Articoli[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesca Agostini et al. Parental Anxiety and Stress Before Pediatric Anesthesia: A Pilot Study on the Effectiveness of Preoperative Clown Intervention. Journal of Health Psychology, 2014, 19(5), pp 587-601.
  • Alberto Dionigi, La funzione psicopedagogica e terapeutica del clown. Pedagogika.it, 2011, XV(1), pp. 87-93.
  • Alberto Dionigi et al. Clown Intervention to Reduce Preoperative Anxiety in Children and Parents: A Randomized Controlled Trial. Journal of Health Psychology, 2014, 19(3), pp 369-380.
  • Alberto Dionigi et al. Components and Determinants of the Shift Between Own Persona and the Clown Persona: A hierarchical Analysis. The European Journal of Humour Research, 2014, 1(4), pp 58-80.
  • Donna Koller and Camilla Gryski, The Life Threatened Child and the Life Enhancing Clown: Towards a Model of Therapeutic Clowning. Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2008, 5(1), pp. 17-25.
  • Lotta Linge, Hospital Clowns Working in Pairs - In Synchronized Communication with Ailing Children. International Journal of Qualitative Studies on Health and Well-being, 2008, 3(1), pp. 27-38.
  • Linda Miller Van Blerkom. Clown Doctors: Shaman Healers of Western Medicine. Medical Anthropology Quarterly, 1995, 9(4), pp. 462-475.
  • Laura Vagnoli et al. Clown Doctors as a Treatment for Preoperative Anxiety in Children: A Randomized, Prospective Study. Pediatrics, 2005, 116(4), pp. 563-567.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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