Claude Basire

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Claude Basire

Claude Basire o Bazire (Digione, 15 maggio 1764Parigi, 5 aprile 1794) è stato un politico francese, uno dei protagonisti della fase democratica republicana della Rivoluzione francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Modesto impiegato agli archivi della Borgogna, subito dopo lo scoppio della Rivoluzione si mostra entusiasta delle idee rivoluzionarie e nel 1790 viene nominato capitano della guardia nazionale borghese e membro del "Comitato permanente rivoluzionario" di Digione. Diviene deputato giacobino dell'Assemblea legislativa militando nel club dei Cordiglieri.

Il 25 novembre 1791 per la difesa della Rivoluzione a Parigi e nelle province dai tentativi controrivoluzionari fa approvare la costituzione dei "Comitati di sorveglianza".[1]

Rieletto per il dipartimento della Côte-d'Or sostiene il moto radicale sanculotto del 10 agosto 1792 schierandosi con i sostenitori della deposizione di Luigi XVI. Diviene membro dal Comitato di sicurezza generale (Comité de sûreté générale), l'ex Comitato di sorveglianza del '91, nel quale si distingue come implacabile persecutore dei sospetti nemici della Rivoluzione

Entra a far parte dei radicali della Montagna attaccando violentemente con François Chabot la politica moderata dei Girondini e votando nel processo al re Luigi XVI per la sua condanna a morte.

Dopo la caduta ad opera dell'esercito prussiano della fortezza di Longwy, il 23 agosto 1793, rimanendo solo la fortezza di Verdun a difendere la strada per Parigi, Basire lo stesso giorno fa dichiarare dalla Convenzione lo stato di emergenza nazionale fino al termine della guerra, contribuendo così a diffondere nel popolo un'ondata di panico che, nella convinzione generale dell'esistenza di un complotto controrivoluzionario, dà il via ai Massacri di settembre.

Nel frattempo Basire cambia il suo atteggiamento politico e si avvicina ai moderati di Danton, ma incappa assieme a loro nello scandalo relativo alla Compagnia delle Indie che, ricostituita da Luigi XVI col nome di "Nouvelle Compagnie des Indes" (1785), è stata soppressa dalla Convenzione nazionale nel 1793.

Basire, accusato ingiustamente[2], come in seguito si scoprì, di avere falsificato il decreto di liquidazione della Compagnia, fu arrestato il 17 novembre 1793 e rinchiuso nella prigione del Lussemburgo.

Il processo si svolge nell'aprile del 1794 con imputati, assieme a Basire, Danton, Camille Desmoulins, Jean-François Delacroix, Joseph Delaunay e Fabre d'Églantine.

Il processo inizia con la lettura delle accuse fatta da Saint-Just alle quali Danton replica usando la sua capacità oratoria tanto convincente che Antoine Quentin Fouquier-Tinville, il pubblico accusatore presso il tribunale rivoluzionario di Parigi durante il regime del Terrore, chiede ed ottiene dalla Convenzione un decreto che vieti agli imputati la discussione nel dibattimento.

Il processo si trasforma così in una farsa, con gli accusati che lanciano pallottole di carta masticata ai giurati, e si conclude con la condanna alla ghigliottina di tutti gli imputati.[3]

Basire venne sepolto nel Cimitero degli Errancis.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enciclopedia Treccani alla voce "Claude Basire"
  2. ^ Cfr. Sapere.it
  3. ^ M.C. in Storia Illustrata, maggio 1968, n°126

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