Chiesa di San Martino (Bologna)

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Coordinate: 44°29′50.09″N 11°20′47.73″E / 44.497248°N 11.346591°E44.497248; 11.346591

Basilica di San Martino Maggiore
Chiesa di San Martino (Bologna)
Stato Italia Italia
Regione Emilia-Romagna
Località Bologna
Religione Cattolica
Titolare San Martino
Ordine Padri Carmelitani
Diocesi Arcidiocesi di Bologna
Inizio costruzione 1227
Interno
Natività di Paolo Uccello (1437)
Il chiostro

La Basilica di San Martino Maggiore si trova nell'omonima piazza nel centro storico di Bologna. Costituisce una parrocchia retta dai padri carmelitani.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Venne fondata nel 1227 e concessa ai monaci Carmelitani nel 1293. Rielabotata più volte dal Tre al Cinquecento, ebbe la facciata rifatta nel 1879 su disegno di Giuseppe Modonesi. Più antico resta il portale sul fianco destro, detto dei Boncompagni, che conserva una lunetta decorata da un rilievo di San Martino, opera di Francesco Manzini (1531). Il campanile antico ha la cella campanaria rifatta nel Settecento.

Interno[modifica | modifica sorgente]

L'interno presenta forme gotiche, con tre navate divise da pilastri e archi ogivali, che reggono volte a crociera costolonate.

Altare maggiore[modifica | modifica sorgente]

L'abside, un tempo poligonale e ridotta a forma quadrata nel 1929, è decorata da una Madonna col Bambino, santi e il committente Matteo Malvezzi di Girolamo Siciolante da Sermoneta (1548), all'interno di una maestosa cornice del Formigine (1554). Qui si trova l'organo antico di Giovanni Cipri, in una mostra lignea di Giacomo Marcoaldi.

Navata sinistra[modifica | modifica sorgente]

La prima cappella della navata sinistra ha forme toscane e venne eretta da Giovanni da Brensa nel 1506. Vi si conservano una tavola di Francesco Francia sull'altare (Madonna col Bambino e santi), autore anche dello scomparto di predella col Cristo e della cimasa con una Pietà. Il paliotto a monocromo è invece opera di Amico Aspertini e mostra la Deposizione. Sulla parete destra si trova la frammentaria Adorazione del Bambino di Paolo Uccello (1437), rara traccia del primo rinascimento toscano in Emilia, che venne casualmente rinvenuto in sagrestia e qui collocato dopo un restauro. Alla parete sinistra invece, su un piccolo piedistallo, la Madonna del Carmine in terracotta di Jacopo della Quercia. L'affresco di Elia profeta è di Alessandro Guardassoni.

La terza cappella contiene un crocifisso con santi di Bartolomeo Cesi, la quarta un San Girolamo di Ludovico Carracci (1591), mentre la quinta una tavola di Lorenzo Costa con l'Assunta (1506).

Più avanti tracce dell'antica chiesa trecentesca, con una Madonna immacolata di Simone dei Crocifissi e una serie di affreschi frammentari di Vitale da Bologna che mostrano, fra l'altro, Abramo che accogli sotto il suo manto i beati, oltre a un gruppo di dannati e uno di apostoli.

Chiude la navata una cappella di testa, detta del Battistero, che contiene due colonne romaniche e un trittico di scuola bolognese del primo Quattrocento. Vicino si trova l'accesso alla sagrestia (importanti tele seicentesche) e al campanile.

Navata destra[modifica | modifica sorgente]

La prima cappella della navata destra è riccamente decorata da rilievi di Bernardino da Milano (capitelli, pilastri e balaustra), e da una pala d'altare con l'Adorazione dei Magi di Girolamo da Carpi. La quarta ha un affresco con la Madonna col Bambino di Lippo di Dalmasio, al quale segue, sul pilastro verso la cappella seguente, una frammentaria Crocifissione attribuita a Vitale da Bologna. La quinta ha una Madonna col Bambino e santi tra le più riuscite di Amico Aspertini, databile al 1510-1515.

Chiude la navata in testa una cappella riccamente decorata in forme barocche su disegno di Alfonso Torreggiani (1773). La cupoletta è affrescata con la Madonna del Carmine che dona lo scapolare a san Sime Stock, un tema tipicamente carmelitano, dipinto da Vittorio Bigari; all'altare una scultura lignea della Madonna col Bambino di Guglielmo Bergognone, colorita dal Guercino; sulla parete destra il Martirio di sant'Orsola di Giovan Giacomo Sementi e su quella destra San Carlo e altri santi di Alessandro Tiarini.

Chiostro[modifica | modifica sorgente]

Il Chiostro dei Morti, è porticato su quattro lati e venne realizzato nel 1511 su disegno di Giovanni da Brensa.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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