Cetonia aurata
La Cetonia dorata (Cetonia aurata Linnaeus, 1758) è un insetto della famiglia degli scarabeidi, sottofamiglia Cetoniinae.
Indice |
[modifica] Descrizione
Questo coleottero, che arriva a 18 mm di lunghezza, possiede una caratteristica colorazione metallica (solitamente verde, ma può anche essere color bronzo, rame, viola, blu o grigio-nero) e presenta un segno a forma di V subito dietro la testa e molte altre piccole linee bianche e striature sul dorso.
Il lato ventrale è generalmente di colore ramato, ma può presentare le stesse tonalità di colore (verde-rosso-viola-blu-nero) del lato dorsale.
[modifica] Biologia
[modifica] Adulto
Le cetonie dorate si muovono tra erba ed altra vegetazione e sono capaci di volare, anche se in modo pesante e sgraziato.
Si cibano di fogliame, boccioli, fiori e frutti di more di rovo, lamponi, fragole, albicocche e di tutta la frutta dolce. Sono inoltre attratte dalla linfa che stilla dai tronchi feriti di latifoglie.
[modifica] Larva
Le larve svernano nel terreno o in tronchi marcescenti per poi risalire in superficie in primavera per trasformarsi in pupa. Dopo un paio di settimane i coleotteri adulti emergono per cibarsi per 4-6 settimane. Dopo l'accoppiamento le femmine depongono gruppi di uova (da 6 a 40) nella sostanza organica in decomposizione, nei detriti che si raccolgono negli alberi cavi, nel legno marcescente, ecc. Le larve, melolontoidi, possono impiegare da 3 a 12 mesi per completare il proprio sviluppo, a seconda del substrato nutritivo e della temperatura. Esse si possono spesso rinvenire nei tronchi morti invasi dalle formiche. Sono strettamente detritivore, e non si nutrono di radici come quelle di altri cetonini italiani quali Tropinota squalida e T. hirta. Gli adulti emergono in primavera ed in seguito possono svernare, per riprendere un'ultima volta le loro attività l'anno successivo.
[modifica] Distribuzione
Sono insetti molto comuni nell'Europa centrale e meridionale e in alcune zone dell'America, soprattutto tra i mesi di maggio e luglio (più raramente settembre) e nelle giornate soleggiate.
[modifica] Curiosità
In Ciociaria l'insetto è chiamato con un termine di origine sconosciuta, Zera Mulosa o anche Zimadora. Tipico divertimento dei bambini di una volta (un po' crudo ma non violento) consisteva nel legare un filo ad una zampetta della Zera Mulosa, facendola poi volare tenendola dal filo come un aquilone. Un aneddoto virtualmente identico è riportato da Gerald Durrell, noto naturalista, che nel suo libro "La mia famiglia ed altri animali" racconta che questi insetti erano appunto venduti ai bambini legati ad un filo, perché potessero essere usati come minuscoli e ronzanti aquiloni.
Canzoncina popolare Campana in onore di questo insetto: Matronela, matronela mia, rimme la messa pe' l'anema mia. Si suole cantare il citato inno durante un particolare rito nel quale la Cetonia viene abilmente legata ad un filo di cotone per una zampa e fatta roteare in aria finché non si libra in volo. Non appena essa inizia a volare, mentre la si tiene saldamente ancorata alla propria mano, si intonano i sacri versi. La tradizione vuole che sia la nonna paterna a legare la Cetonia e porgerla al nipote che potrà farla danzare ed emettere il suo caratteristico ronzio il quale ricorda litanie ecclesiastiche.
In Toscana, in particolare nelle zone del senese, l'insetto viene chiamato Gazzilloro. Nel dialetto della zona il termine gazzilloro viene utilizzato, generalmente dagli anziani, per indicare un adolescente particolarmente irrequieto a ricordo del caratteristico volo da una pianta all'altra dell'insetto.
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Cetonia dorata
|
|