Cattedrale di Digione

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Cattedrale di San Benigno
Cathédrale Saint-Bénigne
Facciata
Facciata
Stato Francia Francia
Regione Borgogna
Località Digione
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Diocesi Arcidiocesi di Digione
Stile architettonico Romanico e Gotico
Inizio costruzione 1280
Completamento XIV secolo
Sito web Sito ufficiale

La cattedrale di San Benigno (in francese: Cathédrale Saint-Bénigne) è la chiesa principale di Digione e la cattedrale dell'omonima arcidiocesi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La sua edificazione fruttò a Guglielmo da Volpiano fama di gran costruttore. Egli fu infatti protagonista dell'espansione architettonica dell'anno mille, e questa fu la sua opera più importante. Ne diresse personalmente i lavori dettando precise disposizioni su come doveva essere realizzato l'edificio. Esso infatti venne costruito seguendo precisi canoni legati alla riforma monastica e architettonica, legata alle maggiori personalità religiose del momento (un esempio su tutti fu la grandiosa abbazia di Cluny, su donazione di Guglielmo I, duca di Aquitania) e perciò possiamo affermare che proprio a Saint-Bénigne come a Cluny possiamo trovare le basi di partenza per l'avvio della stagione romanica.

Si tratta di un imponente edificio a cinque navate, con ampia cripta terminante in una rotonda a tre piani di cui quello oggi seminterrato costituisce l'unica preziosa reliquia ancora in piedi della chiesa definita merabiliorem basilicis totius Galliae (la più mirabile di tutte le basiliche della Gallia). Per la costruzione Guglielmo chiamò costruttori e lapicidi lombardi. Egli venne eletto abate nel 989 quando all'epoca aveva già riformato altri monasteri. Possiamo leggere infatti nella biografia di Rodolfo il Glabro: «Si verificò che andasse in rovina una parte della chiesa di San Benigno martire nella quale per volere di Dio Guglielmo era abate. Quando i muratori vollero ripararla quella stessa parte si rovinò maggiormente. Quell'uomo santo, di fronte a questo, comprese che Dio gli inviava un segno che conveniva rifare tutta la chiesa dalle fondamenta…» La chiesa ricostruita con disegni di pianta e di sezione ricavati dalle descrizioni coeve e successive era caratterizzata da una pianta di cinque navate, terminante con uno sviluppo a gradoni, che rielaborava e sviluppava la terminazione orientale di Cluny II in cui quattro altari si affiancavano a quello principale eretto sulla tomba di San Benigno, un santo martire che la tradizione vuole discepolo di San Policarpo vescovo di Smirne e a sua volta ordinato dallo stesso Giovanni apostolo ed evangelista. La tomba di San Benigno era già venerata nel V secolo. L'edificio aveva 104 colonne al piano terra e 121 al piano superiore, le navate laterali erano sormontante da matronei voltati, le fonti testimoniano infatti che le navate erano a doppia volta.

La rotonda[modifica | modifica sorgente]

La chiesa era completata dalla "Rotonda" un edificio a tre piani di circa 19 metri di diametro a cui si accedeva dalla chiesa inferiore, da un'ampia cripta che occupava gran parte della lunghezza del corpo longitudinale. Il fedele passava così dall’oscurità delle volte della chiesa inferiore alla luminosità della rotonda in cui i pilastri si disponevano in 3 file concentriche, su tre piani sovrapposti creando una vera e propria colonna di luce che entrava dalle finestre della cupola e dalle monofore degli ambulacri. Di questa straordinaria struttura oggi non rimane che il piano terra, e a causa dell’interramento è avvolta dalle tenebre. Le colonne (8 nel primo giro 16 nel secondo e 22 nel terzo) erano pesanti e massicce in quanto dovevano sostenere il peso dei piani sovrastanti.

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