Carlo Caproli

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Carlo Caproli (o Caproni), detto anche Carlo Caprioli, o Carlo o Carluccio del Violino (Roma, prima del 1620Roma, dopo il 25 agosto 1675) è stato un violinista e compositore italiano, tra i più importanti compositori di Cantate italiane nel Seicento.

Note biografiche[modifica | modifica wikitesto]

Il primo periodo romano[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Mario Caproli, «erbarolo»[1] residente vicino piazza Navona, Carlo Caproli è menzionato come musicista, probabilmente per la prima volta, nel 1636, ingaggiato come ‘Carlo del Violino’ in occasione della rappresentazione di una Santa Teodora per la famiglia Barberini.
Ebbe vari incarichi, dal 1638 come maestro di cappella e, sino al 1643, regolare organizzatore delle feste per il santo patrono della chiesa di S. Girolamo degli Schiavoni. Nel settembre 1643 fu impiegato come secondo organista al Collegio Germanico di Roma. Il 15 novembre 1644 divenne 'aiutante di camera' del cardinale Camillo Pamphili, nipote di Innocenzo X, posto che lasciò nell'aprile 1647. Il 25 agosto del 1652 compare nelle liste dei pagamenti di S. Luigi dei Francesi come violinista. A novembre 1653 lasciò Roma per recarsi con la moglie, imparentata con lo stampatore romano Vitale Mascardi, a Parigi.

Il successo parigino[modifica | modifica wikitesto]

A Parigi, Carlo Caproli compose Le nozze di Peleo e di Theti, su libretto di Francesco Buti che ebbe circa nove recite al Petit-Bourbon di Parigi, nell'aprile e maggio 1654. L'opera - di cui la musica è andata perduta - ebbe un'accoglienza più che favorevole. Caprioli ricevette da Luigi XIV il titolo di maître de la musique du cabinet du Roy, con tutti i privilegi che ne seguivano; lo stesso giovane Luigi, ottimo danzatore, partecipò ai balletti che seguivano ogni scena dell'opera.

Il rientro a Roma[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1655 Caproli rientrò a Roma, dove ancora una volta organizzò le musiche per la festa di S. Girolamo. Considerato come uno dei migliori violinisti dell'Urbe, fu assunto da molti maestri di cappella per suonare in varie occasioni musicali, tra cui a S. Luigi dei Francesi e a S. Maria Maggiore; fu inoltre assunto dal cardinale Chigi per suonare ai Vespri dell'8 settembre a S. Maria del Popolo. Nel 1665 fu nominato guardiano degli strumentisti della Congregazione dei Musici di Roma (in seguito divenuta Accademia di S. Cecilia). Prestò il suo organo per la musica eseguita il 22 novembre dello stesso anno per la festa di S. Cecilia. Nel 1667 pose in musica una cantata su versi di Giovanni Lotti per Antonio Barberini (anch'essa perduta) e di nuovo prese parte ai Vespri dell'8 settembre a S. Maria del Popolo. Il 25 agosto 1675 partecipò come violinista straordinario alle musiche per le celebrazioni di S. Luigi dei Francesi.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Caproli fu un autore particolarmente importante e prolifico per la Cantata romana del Seicento; in questo genere compose infatti numerosissime musiche, che abbracciano varie forme, dall' 'arietta corta' – pezzi per solista o per ensemble con forme chiuse ben definite – alle 'arie di più parti' e lamenti, che sono combinazioni sui generis di recitativo, aria e arioso, e che possono includere al loro interno una o più 'ariette corte'. Le 'arie di più parti' sono più lunghe, più libere nella forma e rappresentano la maggior parte della produzione di Caproli. Le cantate solistiche sono particolarmente espressive per la loro liricità. I duetti, che sono quasi sempre 'ariette corte', tendono ad essere accordali; le voci si spostano spesso procedendo per terze o seste parallele. Molte cantate si presentano con bellissime linee melodiche.
Caprioli scrisse anche l'opera Le nozze di Peleo e di Theti, quattro oratori (uno con testo dello stesso compositore) – tutti perduti – e l'Oratorio David prevaricante e poi pentito (su testo di L. Orsini), datato 1683. A queste composizioni si aggiunge anche l'aria: Non si può dir di no.
L'elenco dei titoli delle cantate è molto lungo e costituisce la stragrande maggioranza delle sue composizioni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Erbivendolo, venditore di erbe e verdure, in romano. La notizia è riferita anche da Eleanor Caluori nella voce sul musicista, da lei curata per il New Grove Dictionary.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Eleanor Caluori, «Carlo Caproli», in New Grove Dictionary
  • Saverio Franchi, Le impressioni sceniche - dizionario bio-bibliografico degli editori e stampatori romani e laziali di testi drammatici, Roma, 1994
  • Tiziana Affortunato, 'Qui dove il piè fermai': una 'Serenata' tra modularità formale e manifesto poetico // Rivista Italiana di Musicologia XLIII-XLV (2008/2010), p.45-80.