Benedizione apostolica

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La Benedizione apostolica (o Benedizione papale) è una speciale benedizione, propria della liturgia della Chiesa cattolica.

Chi può impartirla[modifica | modifica wikitesto]

Essa è impartita in via ordinaria dal Papa, e in via straordinaria da altri prelati:

« Il vescovo nella sua diocesi ha la facoltà di impartire la benedizione apostolica con annessa indulgenza plenaria tre volte l'anno nelle festività solenni di sua scelta, anche nel caso che egli assista soltanto alla messa.

Gli altri prelati equiparati dal diritto ai vescovi diocesani, anche se privi della dignità episcopale, possono, fin dall'inizio del loro servizio pastorale, impartire la benedizione apostolica con l'annessa indulgenza nell'ambito dei loro territorio tre volte l'anno, nelle festività solenni di loro scelta.
La benedizione apostolica viene impartita alla fine della messa al posto della benedizione consueta. Ad essa si fa riferimento nell'atto penitenziale all'inizio della celebrazione eucaristica. »

(Benedizionale, 1955)

La formulazione[modifica | modifica wikitesto]

Esortazione al pentimento[modifica | modifica wikitesto]

Viene pronunciata da un ministro idoneo sostituendo la breve presentazione della messa del giorno e l'introduzione all'atto penitenziale. Con essa, si avvertono i fedeli del privilegio che verrà loro concesso e li si invita a pentirsi prima di ricevere tale benedizione speciale.

« Fratelli e sorelle carissimi, al termine di questa solenne celebrazione dell'Eucaristia, riceveremo la benedizione papale che, attingendo alla ricchezza della comunione dei santi in Cristo redentore, ci elargirà l'indulgenza plenaria con la remissione di ogni pena dovuta per i peccati. Confessiamo dunque le nostre colpe e umiliamoci sotto la potente mano di Dio, perché ci esalti nell'ora della sua visita. »
(Benedizionale, 1955)

Conclusione dell'Atto penitenziale[modifica | modifica wikitesto]

Al posto della solita assoluzione, il vescovo presidente assolve l'assemblea con questa particolare formula:

« Per i meriti e per l'intercessione

della beata sempre Vergine Maria, dei santi Apostoli Pietro e Paolo, [di san N. santo del giorno o patrono] e di tutti i santi, Dio onnipotente e misericordioso vi conceda un tempo favorevole per un sincero e fruttuoso pentimento, la continua conversione del cuore, il rinnovamento della vita, la perseveranza nelle opere buone, perdoni i vostri peccati e vi conduca alla vita eterna.

R. Amen. »

(Benedizionale, 1955)

Annuncio alla benedizione[modifica | modifica wikitesto]

Immediatamente dopo l'Orazione dopo la Comunione, il vescovo mette la mitria e il diacono annuncia la benedizione.

« Il nostro venerato Padre N.,

per grazia di Dio e designazione della Sede Apostolica vescovo di questa santa Chiesa che è in N., a nome del Romano Pontefice impartirà la benedizione con l'indulgenza plenaria a tutti i fedeli che, animati da sincero pentimento, confessati e comunicati, hanno partecipato a questa celebrazione. Pregate Dio per il beatissimo nostro Papa N., per il nostro Vescovo N., per la santa Madre Chiesa e impegnatevi a vivere santamente in piena comunione con Dio e con i fratelli. »

(Benedizionale, 1955)

Benedizione[modifica | modifica wikitesto]

La pronuncia il vescovo con facoltà per il diacono di dire "Inchinatevi per la benedizione" dopo il saluto. Dopo il saluto e prima della benedizione, si dice la formula solenne di benedizione come riportata nel Messale Romano, omettendo ovviamente la parte conclusiva.

« V. Il Signore sia con voi

R. E con il tuo spirito

("Inchinatevi per la benedizione". Formula di benedizione solenne propria del giorno come indicato nel Messale)

V. Per intercessione dei Santi apostoli Pietro e Paolo, vi benedica Dio Onnipotente, Padre X, Figlio X, e Spirito Santo X.

R. Amen. »

(Benedizionale 1955)
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